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Crisi Realco: non c’è nessun cavaliere bianco
Ma Conad si aggiudica 9 supermercati e immobili per 22 milioni
Allarme Cgil: “Lo spezzatino ipotesi peggiore, in ballo il futuro di 400 famiglie”

11/6/2026 – Sono giorni cruciali per Realco, gruppo cooperativo della distribuzione travolto da un indebitamento non più sostenibile.

il famoso “cavaliere bianco” non s’è visto, nemmeno alla lontana. Nessun nome della Gdo, né grande né piccolo, si è presentato al Tribunale di Bologna, per rilevare l’intero perimetro di supermercati, magazzini e sedi del gruppo reggiano.

Nessuna offerta per il lotto numero 1, quello principale in vendita a 40 milioni, come per i tre successivi: licitazione deserta. L’unica offerta è arrivata da Conad Nord Ovest e Conad Centro Nord per il solo lotto n. 5 della vendita giudiziaria: nove supermercati fra i 400 e i 1.000 metri quadrati ciascuno, con relativi rami d’azienda della capogruppo Realco e alcuni immobili per una cifra totale di 22 milioni di euro.

Si tratta dei negozi a insegna Sigma di San Martino in Rio, Montecchio (via Conti) e Carpineti, oltre ai discount a insegna Ecu di via Einstein a Montecchio e di Villa Minozzo. Passano ala cordata Conad anche due negozi a Modena, uno a Bologna e uno a Marina di Massa, oltre a cinque immobili: a Castelnovo Monti, San Polo, Medolla e due a Castellarano.

Resta il fatto che, dopo tanto vociferare, non si è fatto avanti nessun colosso con un’offerta unica per tutto il gfruppo Realco. Il giudice felsineo ha concesso una proroga, ma lo scetticismo domina sovrano. Eppure nelle ultime settimane erano “volati” tanti nomi: Distribuzione Italiana, Carrefour-Gs, Selex, Lidl, Eurospin, VèGè, per tacere di Crai e Migros.

Oggi la Cgil di Reggio Emilia lancia un nuovo allarme: “Lo scenario peggiore, quello dello “spezzatino”, rischia dunque di diventare l’unica strada percorribile e rappresenta certamente l’ipotesi più critica per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.

“Dire che siamo preoccupati è un eufemismo” afferma Cristian Sesena, segretario generale della Cgil provinciale, che mette in guardia il territorio rispetto alla possibilità sempre più concreta di una nuova emergenza sociale.

“Stiamo parlando di circa 400 addetti tra logistica, uffici amministrativi, punti vendita e attività commerciali. Se la situazione dovesse precipitare, ci troveremmo di fronte a una crisi occupazionale senza precedenti per la nostra provincia”.

L’auspicio della Cgil “è che si riesca a garantire la continuità dell’attività aziendale e che gli eventuali tempi supplementari concessi dal Foro di Bologna possano favorire l’emersione di ulteriori soggetti interessati all’acquisizione, capaci di offrire una prospettiva industriale alla cooperativa e, soprattutto, garanzie concrete a chi vi lavora”.

Il segretario generale della Cgil evidenzia inoltre il silenzio che, a suo giudizio, “ha caratterizzato l’atteggiamento delle istituzioni locali” e chiede una riflessione approfondita sulle cause che hanno portato al progressivo declino di uno dei principali protagonisti della grande distribuzione reggiana.


“Alle prime avvisaglie della crisi avevamo sollecitato un intervento del Comune, attraverso l’assessorato alle Attività produttive. In seguito ci venne comunicato che l’amministratore delegato del gruppo era stato incontrato e che la situazione risultava sotto controllo. Oggi possiamo constatare quanto quella valutazione fosse lontana dalla realtà.

Ci saremmo aspettati un approccio più proattivo, finalizzato ad approfondire il quadro reale oltre le rassicurazioni formali ricevute dall’azienda, e un impegno più incisivo nella ricerca di possibili soluzioni. In altre parole, un interessamento concreto verso una crisi le cui conseguenze rischiano di avere un impatto rilevante sull’intero territorio”.

“È vero che Realco opera in più regioni – prosegue Sesena – ma il suo cuore è a Reggio Emilia e qui si trova anche la sede legale. Alla solidarietà espressa dalle istituzioni devono seguire iniziative, confronto costante e azioni concrete. Tutto questo, finora, è mancato”.


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