7/6/2026 – In meno di due mesi hanno seminato il terrore in zona stazione, con almeno otto fra scippi e rapine: e sono sono quelli accertati a loro carico. Vittime soprattutto donne dell’ Est Europa, obiettivo le loro collane d’oro.
Con una brillante operazione la Squadra Mobile della Questura ha stretto la morsa intorno alla “banda del monopattino” e, al culmine di un’indagine coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, ha arrestato tre egiziani nuovo protagonisti della mala da marciapiede reggiana.
Grazie a testimonianze, video delle telecamere pubbliche, pedinamenti e monitoraggi, la Polizia di Stato dunque messo il sale sulla coda alla gang degli egiziani che, tra il mese di aprile e la fine del mese di maggio scorso, ha messo a segno una raffica furti con strappo e rapine nel centro città, agendo con modalità consolidate e utilizzando un monopattino elettrico per raggiungere rapidamente le vittime, dopo averle accuratamente selezionate, e garantirsi successivamente la fuga.
Inutile dire che la reiterazione dei reati e la particolare spregiudicatezza dell’azione hanno generato un diffuso allarme sociale in città, con denunce su denunce e continue proteste in rete.
Nei giorni scorsi, al termine di articolate e minuziose attività di indagine coordinate
dalla Procura della Repubblica , la Polizia di Stato reggiana ha eseguito l’ordinanza applicativa
di misura cautelare della custodia in carcere, arrestando i membri del gruppo composto da
tre cittadini egiziani, di età compresa tra i 19 e 21 anni, due dei quali già noti alle forze
dell’ordine.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile hanno appurato com il gruppo fosse ben organizzato e caratterizzato da una precisa suddivisione dei compiti: chi conduceva il monopattino, chi materialmente scippava le vittime delle loro collane d’oro, e chi faceva il “palo”, monitorando l’area per agevolare l’azione criminosa e la successiva fuga.
In alcune occasioni i soggetti, che agivano almeno in coppia, per portare a termine lo scippo e fuggire indisturbati non si facevano scrupolo di picchiare la vittima o ridurla all’impotenza con lo spray al peperoncino.



La prima rapina è del pomeriggio dell’8 aprile in via Vecchi (zona stazione) ai danni di una signora di nazionalità ucraina, alla quale i bravi ragazzi hanno scippato una collana d’oro, ricorrendo alla violenza per vincere la sua opposizione.
Il secondo episodio nel pomeriggio del 29 aprile all’incrocio tra via Dante Alighieri e via Roma, e anche in questo a caso la vittima è stata una donna dell’est Europa, anxhe lei rapinata della collana d’oro.
Nuovo colpo il 1° Maggio, questa volta in via Veneri ai danni di un uomo asiatico contro il quale i tre malfattori avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino per farlo desistere ed impossessarsi della collana d’oro.
Nei giorni a seguire gli indagati si sarebbero resi responsabili di ulteriori analoghi episodi.
Tra il pomeriggio del 3 maggio e la mezzanotte avrebbero compiuto una rapina in viale Timavo ai danni di una donna dell’est Europa appropriandosi con violenza della sua collana d’oro e della borsa; nelle ore seguenti nuova rapina in Piazzale Europa, ai danni questa volta di un uomo avvicinato con un banale pretesto e poi aggredito per strappargli la collana.
Nel pomeriggio del 7 maggio scorso, due dei tre indagati avrebbero agito di nuovo,
rapinando una signora reggiana all’altezza del Campo di Marte e nel pomeriggio del 20
maggio avrebbero compiuto un’altra rapina ai danni di una donna dell’est Europa in via
Cellini.


L’ottavo episodio di rapina risale, invece, alla notte del 27 maggio 2026 in Piazzale
Europa: ne ha fatto le spese un uomo italiano, caduto accidentalmente dalla bicicletta e finito in balia di un gruppo di soggetti in corso di identificazione tra i quali uno degli tre arrestati che, fingendo di volerlo aiutare, alla fine si impossessava con violenza del telefono, degli occhiali da sole e della bicicletta stessa del malcapitato.
Una raffica impressionante di colpi, che però non è rimasta impunita.
Gli investigatori della sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di
Reggio Emilia, attraverso specifici servizi di osservazione, pedinamento e
controllo del territorio, sono riusciti a risalire all’identità dei presunti autori degli scippi.
Tali risultanze investigative sono state corroborate dalla visione delle immagini delle
telecamere di videosorveglianza comunali, dalle dichiarazioni delle persone offese e dei
testimoni dei fatti, dall’analisi dei social network in uso agli indagati, permettendo così agli
agenti della Polizia di Stato di ricostruire i ruoli ricoperti da ciascuno degli indagati nei
diversi episodi delittuosi e raccogliere un solido quadro probatorio condiviso dall’Autorità
Giudiziaria che ha emesso i provvedimenti restrittivi.
In quanto soggetti senza fissa dimora, soliti cambiare abitazione frequentemente
al fine di non lasciare tracce e non essere facilmente rintracciabili, anche la fase
dell’esecuzione delle misure cautelari ha richiesto un particolare impegno da parte degli
investigatori reggiani che sono riusciti, in poco tempo, ad arrestarli tutti e tre assicurandoli
alla giustizia.
L’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana, prosegue
al fine di verificare il coinvolgimento degli indagati in altri episodi analoghi commessi negli
ultimi giorni.
DENUNCIATO LO SCIPPO IN MONOPATTINO DI UN’ALTRA COLLANA D’ORO
Non più tardi di questa mattina, ai carabinieri di Reggio Emilia Principale una cittadina reggiana di 63 anni, residente a Reggio Emilia, ha formalizzato la denuncia per uno scippo subito il giovedì 4 giugno quando, intorno alle ore 19.30, mentre la donna percorreva a piedi via Schwerin, è stata improvvisamente avvicinata da due individui, verosimilmente di origine nordafricana.
Con una mossa fulminea, i malviventi le hanno strappato dal collo un collier in oro, per poi dileguarsi rapidamente a bordo di un monopattino elettrico facendo perdere le proprie tracce. Fortunatamente, nel corso dell’azione criminosa, la vittima non ha riportato lesioni fisiche. Sulla vicenda sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri reggiani.
Pasto nudo
08/06/2026 alle 09:58
Guerra tra poveri ..mentre i politici ricchi si rimpinzano..