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La strage di Modena: non solo follia
“Bastardi cristiani io Gesù lo brucio”
Le mail di Salim all’università

DI PIERLUIGI GHIGGINI

18/5/2026 – Mano a mano che passano le ore, si chiariscono i contorni della assalto stragista di sabato pomeriggio nel centro di Modena in cui Salim el Koudri, 31 anni, ha lanciato la sua auto a cento all’ora contro le persone in strada, ferendone otto, cinque delle quali ancora in ospedale e due tra la vita e la morte. Dopo l’attentato – per il quale è accusato di strage – ha cercato di fuggire armato di coltello, ma è sgtato inseguito, raggiunto e bloccato da Luca Signorelli e altri tre cittadini, per i quali ora si chiede un doveroso riconoscimento da parte dello Stato.

Salim, laureato e disoccupato, in cura cinque anni fa in un Centro di igiene mentale per sindrome schizoide, si riteneva “emarginato e bullizzato” e covava un odio difficilmente controllabile nei confronti della società e dei cristiani, esploso nella tragica giornata di sabato in via Emilia sotto la Ghirlandina

Lo attestano i post pubblicati sui social, e diffusi in rete ieri, con riflessioni anche a sfondo religioso non propriamente tranquillizzanti, ma soprattutto alcune mail pubblicate oggi da Il Giornale.

Quattro mail del 27 aprile 2021 inviate in poco più di un’ora tra le 19.28 e le 20.38, a un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Mittente Salim el Koudri.

Si legge nella prima: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Popo pochi minuti, nella seconda: “Fatemi lavorare”. E nella terza email: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio“. Infine, le scuse: “Mi dispiace per la maleducazione”.

Le mail, come anticipato da Il Giornale, sono ora all’attenzione degli inquirenti. Ma il loro contenuto è già sufficiente a chiarire come il gestop di Salim non si soltanto frutto della follia, ma abbia radici ancora più inquietanti, con un’evidente emulazione delle stragi jihadiste di Cannes, Berlino e Bercellona, e una forma innegabile di indottrinamento islamista.

Questo non significa che Salim sia affiliato a qualche celluila jihadista dormiente, tuttavia le modalità dell’assalto – un’auto a tutta velocità contro la folla, e il coltello per continuare a uccidere – appaiono le stesse. Ce n’è abbastanza per indagare a fondo, nell’ipotesi tutta da v erificare che qualcuno abbia approfittato nel tempo della fragilità psichica di Salim per usarlo che messaggero di morte.

Del resto aveva indotto a qualche sospetto il fuoco di sbarramento scattato in ambienti politici nei minuti successivi alla tragedia, contro chi legittimamente ha sollevato il problema dell’integrazione degli immigrati di seconda generazione. Si è arrivati a parlare di “avvoltoi” (come l’eurodeputato Bonaccini, presidente del Pd) e addirittura di infami razzisti, Ma le bugie, anche questa volta, hanno le gambe cortissime.

Le mail di Salim el Koudri all’Università di Modena e Reggio

“SONO USCITO PERCHÈ QUEL GIORNO MORIVO”

Intanto l’udienza di convalida del fermo di Salim El Koudri, inizialmente prevista per le 14 di oggi, è stata rimandata alle 9,30 di domani. Nel corso dell’udienza davanti al Gip, l’indagato potrà decidere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere, come fatto nell’interrogatorio con i pubblici ministeri.

“Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno”. Queste le parole che Salim avrebbe detto in un colloquio in carcere con il suo legale, l’avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto successo sabato 16 maggio. Un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale.

Andavo più forte che potevo”, ha aggiunto. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: “

Salim El Koudri nel corso del colloqui col suo avvocato avrebbe chiesto sigarette, ma anche una Bibbia e di poter parlare con un prete. Salim non risulta risulta battezzata, e non era conosciuto nella comunità islamica di Ravarino, diversamente dai suoi familiari.

Ma i post circolati da ieri in rete, attestano la sua fede islamica.

LE CONDIZIONI DEI FERITI

La donna tedesca di 69 anni ricoverata all’ospedale di Baggiovara di Modena è stata estubata ed è cosciente. Lo riferisce l’Ansa, che cita fonti sanitarie.

La donna era una dei quattro feriti più gravi dopo essere stata investita il 16 maggio dalla Citroen C3 guidata da Salim El Koudri. Si tratta della donna colpita per ultima, alla quale sono state tranciate entrambe le gambe nell’impatto.

L’auto di Salim a tutta velocità schiaccia una vittima

Dei cinque feriti dall’investimento di sabato pomeriggio in centro a Modena ancora ricoverati tra Baggiovara e Bologna, quattro restano in prognosi riservata. Questo il bollettino congiunto diramanto dalle aziende sanitarie.

I due pazienti ricoverati all’Ospedale Maggiore di Bologna – coniugi italiani 55enni – sono entrambi in rianimazione in condizioni stabili. Le condizioni della donna, che ha diversi traumi, sono in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata. L’uomo, anche lui con diversi traumi è stabile, non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi resta al momento riservata.

Rispetto alle condizioni dei pazienti ricoverati all’Ospedale Civile di Baggiovara (Modena): la donna tedesca di 69 anni che ha perso entrambe le gambe, pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo.

La donna di 53 anni, polacca, sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile. Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, italiano, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone.

“Sono uscito perché quel giorno morivo. Non volevo fare del male a nessuno”. Sono le parole che Salim El Koudri avrebbe detto in un colloquio in carcere con il suo legale, avvocato Fausto Giannelli, riferendosi a quanto successo sabato 16 maggio, quando l’uomo ha investito e ferito sette persone in centro a Modena. Un racconto vago e annebbiato, con ricordi che spesso dovevano essere stimolati dallo stesso legale.

“Andavo più forte che potevo”, ha detto anche. E quando è stato informato delle condizioni dei feriti, tra cui la donna che ha perso le gambe, avrebbe risposto: “Che cosa tremenda”. Salim El Koudri nel corso del colloqui col suo avvocato avrebbe chiesto sigarette, ma anche una Bibbia e di poter parlare con un prete. Le richieste sono di una persona che non risulta battezzata, ma che neppure frequentava la comunità islamica locale di Ravarino, diversamente dai suoi familiari. Il fermato per i fatti di Modena si trova in isolamento.  

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