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Perché Alceste Campanile non fu un Sergio Ramelli di sinistra
Un padre infangato e la nuova leggenda nera reggiana

DI MARCO EBOLI *

21/5/2026 – L’operazione politico-mediatica su Alceste Campanile è cominciata l’anno scorso, con la presentazione del romanzo di Alberto Guarnieri e Giordano Gasparini, nel cinquantesimo anniversario dell’assassinio ed è proseguita lunedì 18 maggio con il convegno presso l’aula Magna dell’Università, organizzata dal fratello di Alceste, Domenico e diversi enti e associazioni di sinistra. 

Sia l’iniziativa dell’anno scorso, sia quella recente hanno come obiettivo di costruire una narrazione, utile per la titolazione di un luogo o via ad Alceste Campanile, diversa dalla realtà di ciò che fu in vita, operazione che ha già avuto la bollinatura da parte del Sindaco Massari e dell’Assessore Mietto, inserendo quell’omicidio in una fantomatica, perché non sono state portate prove, strategia della tensione di provenienza dalla destra.

Le analogie tra Alceste Campanile e Sergio Ramelli (giovane militante del Fdg milanese ucciso a  colpi di chiave inglese da esponenti del Movimento studentesco di estrema sinistra, a causa di un suo tema contro le Brigate Rosse, componimento che, come accertato dal processo che ha individuato i mandanti ed esecutori, fu dato a esponenti del Movimento studentesco da un insegnante di Ramelli), sono la giovane età di entrambi e l’anno in cui furono, a distanza di pochi mesi, assassinati, ossia il 1975.

Ciò che il fratello di Alceste omette di ricordare è  che prima di militare in Lotta Continua, fu iscritto al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. 

Io mi iscrissi al Fdg nel 1977, ed ebbi modo di vedere la tessera di Alceste Campanile che era ancora conservata presso la sede del Msi, di Via Roma 34.

In quegli anni ebbi modo di conoscere Vittorio Campanile, papà di Alceste e Domenico il quale cercava disperatamente, ma spesso ignorato dalla stampa, di far emergere pubblicamente ciò a cui lui credeva fermamente, ossia che l’omicidio del figlio fosse maturato ed eseguito a sinistra

Il tentativo di far passare ora, Vittorio Campanile, per un ingenuo che credette a ipotetiche veline dei servizi segreti italiani, non solo non è  vera ma non descrive un padre coraggioso e ostinato che in una città di sinistra non riusciva ad avere attenzione e ascolto né dalle istituzioni né dagli organi di informazione. 

Ci tengo a precisare, per fugare dubbi od eventuali fraintendimenti, che io ho massimo rispetto per la tragica morte di Alceste Campanile, come di quella di Sergio Ramelli, che furono vittime di un clima di odio politico, che io ho vissuto in prima persona, da militante di destra e di cui bisognerebbe fare tesoro affinché oggi i toni della politica non contribuiscano a ricreare quel clima e situazione di cui nessuno spero ha nostalgia. 

Alceste Campanile non fu un esponente di spicco della sinistra reggiana, ne fu militante e ciò nulla toglie alla sua persona, ma utile escamotage del Sindaco Massari per trovare un appiglio per dedicargli una via o un luogo di aggregazione, come pare essere sua intenzione. 

Questa operazione, costruita a tavolino, stride con due fatti che mi sento di citare.

Da oltre 5 anni il Consiglio comunale ha deliberato di titolare una via a Norma Cossetto, giovane studentessa istriana seviziata e gettata nella Foiba, dalle truppe comuniste del Maresciallo Tito ,a conclusione del secondo conflitto mondiale,insignita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della medaglia d’oro al valore civile, ma il Sindaco Massari non ha ancora ottemperato alla dedicazione.

Nei giorni scorsi, l’ Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, ovvero la maggioranza di centrosinistra, la stessa che governa Reggio Emilia, ha bocciato la proposta del gruppo di Fdi di titolare a Sergio Ramelli, giovane studente di destra,vittima dell’odio politico degli anni 70-80,una via o una piazza. 

Penso che a cinquant’anni dell’assassinio di Sergio Ramelli e Alceste Campanile non si possano usare due pesi e due misure, nel ricordare i troppi giovani vittime di quel clima di tensione e odio politico. 

Se sarà dedicato qualcosa ad Alceste Campanile si abbia l’onestà intellettuale di scrivere “giovane militante del Fdg e di Lotta Continua assassinato“.

*Presidente Associazione culturale Balder 

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Una risposta a 1

  1. Elio Magliani Rispondi

    21/05/2026 alle 13:29

    Giuste Considerazioni bravo Marco .

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