19/5/2026 – Nella mattina di ieri, lunedì 18 maggio, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Emilia hanno arrestato in flagranza di reato un napoletano di 66 anni per tentata truffa aggravata e sostituzione di persona in concorso: l’ormai classico falso carabiniere che imperversa nel reggiano, impersonato in maniera teatrale alcunbi delinquenti che fanno i pendolari per lo più dalla Campania.
Nello specifico, i poliziotti sono intervenuti in un’ abitazione in piazza Stranieri, in città, a seguito di un allarme lanciato al 112 lanciato dalla figlia di signora di 60 anni, in linea sul telefono fisso con un bastardo che si era presentato come il “maresciallo dell’Arma dei Carabinieri di via Adua”.


Pochi istanti prima, un alto finto carabiniere l’aveva chiamata sul cellulare che la macchina di suo marito era stata utilizzata per compiere una rapina all’interno di una gioielleria di Modena e che, da lì a breve, si sarebbe presentato a casa sua un presunto “perito del Tribunale” al fine di raccogliere tutto l’oro e i gioielli in possesso della vittima, in modo da accertare se fossero provento della fantomatica rapina consumata nel modenese.
Al fine di non permettere alla donna di chiamare le forze di polizia, inoltre, la stessa riceveva un’altra telefonata al proprio telefono cellulare da parte di un altro complice che si presentava apunto come il “Comandante dell’Arma dei Carabinieri di via Adua”, il quale ripeteva alla 60enne di consegnare tutto l’oro a sua disposizione al “perito del Tribunale “che stava per arrivare a casa sua.
Fortunatamente, però, la vittima si è presto resa conto del possibile tentativo di truffa in atto e, approfittando della presenza della figlia in casa, le ha fatto contattare immediatamente la Polizia di Stato mentre, con grande lucidità, manteneva le due conversazioni telefoniche con i finti appartenenti all’Arma dei Carabinieri.
Così dopo qualche minuto si presentava un uomo, che si qualificava appunto come perito del tribunale che si faceva consegnare una busta dove la vittima riferiva di aver inserito tutti i gioielli e l’oro in possesso: in realtà vi erano solo scatoline portavalori riempite con della carta.
Mentre il finto perito lasciava l’abitazione, facevano ingresso i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Emilia, che avevano seguito tutta la vicenda in diretta tramite una conversazione telefonica con la figlia della vittima, e immediatamente bloccavano il soggetto.
Si trattava di un 66enne italiano di origini napoletane, con precedenti sempre per tali tipologie di reato, che a seguito di una perquisizione personale sul posto veniva trovato in possesso del sacchetto con le scatoline portavalori appena ricevute dalla vittima , e di due telefoni cellulari uno dei dei quaali stava intrattenendo una conversazione.
Sulla base di quanto sopra, il 66enne è stato tratto in arresto in flagranza di reato per tentata truffa aggravata e sostituzione di persona in concorso con altri soggetti, per la cui identificazione sono ancora in corso ulteriori indagini.
La Polizia di Stato di Reggio Emilia, ancora una volta, raccomanda a tutta la cittadinanza di prestare massima attenzione a queste tipologie di truffa e di chiamare immediatamente il 112NUE, così come accaduto in questo caso, qualora ci si dovesse imbattere in queste spiacevoli situazioni.