21/4/2026 – Una scia di incredibile violenza quella tracciata da uno straniero che, nelle ultime festività natalizie e di fine anno, ha seminato il panico a Correggio. Colpi messi a segno nel cuore della notte all’interno di abitazioni private o in pieno centro cittadino, sempre armato di un machete e pronto a colpire chiunque cercasse di opporsi. Una serie di episodi brutali, iniziati proprio la notte della Vigilia di Natale e continuati sino a dopo Capodanno che hanno avuto come bersaglio principale due giovani connazionali dell’aggressore, rapinati, inseguiti e minacciati ripetutamente con frasi agghiaccianti come “stasera uno di noi due morirà“.
Le indagini condotte dai Carabinieri della stazione di Correggio e coordinate dalla Procura di Reggio Emilia hanno permesso di squarciare il velo di terrore imposto alla comunità, portando alla luce una realtà di violenza persistente e gratuita.
Il presunto responsabile identificato in un 28enne, straniero ma la cui nazionalità non è specificata, residente a Correggio è stato quindi denunciato alla Procura reggiana che, alla luce dei fatti e condividendo le risultanze investigative dei militari ha ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, la custodia in carcere nei confronti dell’uomo per i reati di rapina aggravata e porto abusivo di armi. Il provvedimento cautelare che è stato eseguito dagli stessi carabinieri di Correggio, che hanno individuato il presunto responsabile al culmine di una importante attività d’indagine.
L’escalation criminale ha avuto inizio alle 2.45 della notte del 24 dicembre 2025. Secondo le indagini il 28enne era entrato nella notte di Natale, forzando la porta, nella canonica della chiesa di San Paolo a Canolo, dove le vittime erano domiciliate.
Una volta nella camera da letto, armato di machete, ha minacciato i due giovani per farsi consegnare il denaro. Durante l’azione, l’aggressore ha sferrato un colpo di machete verso una delle vittime, che è riuscita a salvarsi facendosi scudo con il braccio davanti alla porta della stanza, ma rimanendo comunque ferito. Il malvivente si è poi dileguato con 200 euro e un telefono cellulare.
Il secondo episodio si è verificato tre giorni dopo, il 27 dicembre, in via Circondaria sempre a Correggio. In quella occasione l’aggressore ha tentato di investire una delle vittime con un’auto scura per poi scendere dal mezzo impugnando nuovamente il machete prelevato dal bagagliaio.
La vittima è riuscita a scampare all’aggressione solo rifugiandosi tempestivamente all’interno di un bar.
L’ultimo atto di questa serie di reati è avvenuto il 9 gennaio 2026 in via Repubblica. L’indagato avrebbe intercettato una delle vittime mostrandole il machete nascosto sotto la giacca e utilizzando uno spray al peperoncino per stordirla. Dopo aver colpito il giovane con pugni e gomitate, gli ha sottratto il portafoglio, le chiavi di casa e il giubbotto a lui indossato.
A incastrare definitivamente il presunto responsabile, già noto alle forze dell’ordine e riconosciuto alle vittime, è stata la tecnologia. L’uomo era infatti già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie con l’obbligo del braccialetto elettronico per un altro procedimento.
Il monitoraggio GPS della Centrale Operativa ha confermato la sua esatta presenza presso la canonica di Canolo proprio negli orari della rapina di Natale, fornendo una prova inconfutabile agli inquirenti. Sulla base dei gravi indizi raccolti e ravvisando un’elevata pericolosità sociale e il rischio di reiterazione, il GIP del Tribunale di Reggio Emilia accogliendo le richieste della Procura reggiana ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato notificato dai Carabinieri di Correggio presso la casa circondariale di Reggio Emilia, dove l’uomo si trovava già ristretto per altri fatti.