29/4/2026 – I consiglieri di Coalizione Civica Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli hanno presentato un’interpellanza al Sindaco Marco Massari per chiedere chiarimenti sulla comunicazione ricevuta da diversi cittadini e cittadine di Reggio Emilia titolari di permessi auto per il centro storico, relativi al transito residenti in ZTL.
Secondo quanto segnalato, ai residenti viene chiesto di inviare entro il 31 maggio 2026 una serie di dati e documenti personali:
“Il primo nodo è evidente – scrivono i consiglieri – si tratta di informazioni che, almeno in larga parte, dovrebbero già essere nella disponibilità di chi ha rilasciato o rinnovato i permessi.
“Se un cittadino ha già ottenuto un permesso per il transito in centro storico, significa che qualcuno ha già verificato i requisiti necessari. Per questo chiediamo perché oggi vengano richiesti nuovamente dati e documenti così dettagliati, e per di più con modalità che riteniamo molto discutibili”.
La comunicazione invita infatti i cittadini a trasmettere la documentazione rispondendo alla mail ricevuta oppure inviandola tramite WhatsApp.
“Parliamo di documenti che riguardano la casa, la posizione tributaria, il veicolo e la patente – aggiungono – Chiedere di inviarli via mail ordinaria o WhatsApp espone i cittadini a rischi inutili. La digitalizzazione dei servizi non può significare scaricare sui cittadini responsabilità e insicurezze”.
Nella comunicazione viene inoltre indicato che, dal 1° giugno 2026, chi non invierà la documentazione non potrà più effettuare operazioni online sul proprio permesso, come cambio targa o rinnovi, e dovrà rivolgersi fisicamente all’Ufficio Permessi.
“È una modalità che assomiglia a un aut aut: o invii documenti personali tramite canali non adeguati, oppure perdi la possibilità di gestire online il permesso. Non è così che si costruisce un rapporto corretto tra Comune, gestori dei servizi e cittadini”.
Coalizione Civica segnala anche di aver provato a contattare gli uffici competenti per tre volte, in orari diversi, senza riuscire a parlare con un operatore. Dopo aver lasciato un messaggio in segreteria, non è arrivato alcun ricontatto. Anche scrivendo al numero WhatsApp indicato nella comunicazione, le risposte sono state esclusivamente automatiche e si limitavano a invitare all’invio dei dati “senza fornire chiarimenti nel merito”.
“Un cittadino che riceve una richiesta di questo tipo deve poter ottenere spiegazioni vere, non risposte automatiche. Deve sapere chi tratta i suoi dati, perché vengono richiesti, dove vengono conservati, per quanto tempo e con quali garanzie”.
Con l’interpellanza, Coalizione Civica chiede al Sindaco e alla Giunta se il Comune sia a conoscenza della comunicazione, se ne abbia autorizzato contenuti e modalità, quale soggetto l’abbia inviata e con quale ruolo rispetto all’Amministrazione.
Il gruppo chiede inoltre se vi sia una valutazione preventiva dei rischi, se sia stato coinvolto il Responsabile della protezione dei dati, se la richiesta di tutti quei documenti sia proporzionata e se siano previste modalità alternative sicure, digitali e tracciabili.
“Chiediamo che la procedura venga verificata subito. I servizi digitali devono essere sicuri, accessibili e trasparenti. Non si può chiedere ai cittadini di inviare documenti personali via WhatsApp e poi chiamarla innovazione”.
De Lucia e Aguzzoli chieono infine che l’Amministrazione riferisca in Consiglio comunale e chiarisca se la procedura adottata sia conforme ai principi di tutela dei dati personali, sicurezza e buona amministrazione.