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Granata ultimi, esplode la contestazione
Reggiana umiliata dal Pescara 1-3
Squadra e dirigenza scortati fuori dallo stadio

DI PAOLO COMASTRI

6/4/2026 – Un’altra vergognosa sconfitta della Reggiana, per giunta tra le mure amiche e in quella partita che doveva rappresentare la svolta: la gara del dentro o fuori per evitare la serie C, la reazione della squadra dopo 10 giorni di lavoro con il “leone”, e per fortuna, mister Bisoli.

Invece sono arrivati altri tre ceffoni, 1 – 3 per la cronaca, contro quello che era il fanalino di coda Pescara per giunta con un copione già visto quest’anno.

Contestazione durissima di tutta la curva sud, roba mai vista a Reggio Emilia, dopo il triplice fischio finale dell’arbitro Marinelli; squadra ma soprattutto il ds Fracchiolla e il presidente Salerno gli imputati.

E poi giocatori e dirigenza scortati dalla Polizia all’uscita dello stadio….

Si, certo, la matematica non ha ancora emesso la condanna definitiva, ma dopo questa, peraltro ennesima, vera e propria sconcezza calcistica, un piede in serie C c’è già.

Ad ogni buon conto mister Bisoli parte dal 4-2-3-1 e sceglie Vicari al centro della difesa accanto a Lusuardi, con Papetti e Libutti sugli esterni e la coppia BelardinelliCharlys in mezzo, mentre davanti Fumagalli è il riferimento, supportato da RoverPortanova e Bozhanaj.

L’avvio, però, è tutto di marca biancazzurra.

Il Pescara prende subito campo e ritmo, mentre la Reggiana fatica a uscire e si limita a contenere.

Dopo i primi squilli di marca abruzzese, al 21’ arriva il vantaggio: punizione di Olzer rasoterra, Fumagalli è sulla traiettoria ma non riesce intervenire e Micai si tuffa con un attimo di ritardo, vendendo battuto, è il premio a un dominio purtroppo già evidente.

Gli abruzzesi continuano a spingere, sfiorano il raddoppio in più occasioni, davvero clamorosa la traversa colpita da Brugman, e costringono Micai agli straordinari. Decisivo il guizzo su Insigne al 26′, mentre i granata non riescono mai a rendersi davvero pericolosi.

Si va al riposo tra i fischi, con numeri impietosi e la sensazione di una gara a senso unico.

La ripresa si apre con un triplo cambio, dentro LambourdeGondo e Tripaldelli, e un atteggiamento più aggressivo, ma dopo pochi minuti arriva il colpo che sembra chiudere i giochi: al 50’ Insigne finalizza un’azione veloce e con un destro sotto l’incrocio firma il 2-0.

La Reggiana accusa il colpo ma prova comunque a restare dentro la partita.

Il Pescara abbassa leggermente i ritmi e i granata iniziano a guadagnare campo. Al 62′ Bozhanaj entra in area dalla destra e cade a contatto con Olzer: l’arbitro indica subito il dischetto, ma torna sui suoi passi revocando il calcio di rigore dopo un controllo al monitor, richiamato dal VAR.

Decisione discutibile che ovviamente innervosisce ancora di più il pubblico granata.

Al 68’ però arriva un sussulto: lancio di Libutti, sponda di Gondo e inserimento perfetto di Lambourde, che entra in area e batte Saio riaprendo la gara.

È il momento migliore della squadra di mister Bisoli, che trova più coraggio e si affaccia con maggiore continuità nella metà campo avversaria, pur senza creare occasioni davvero limpide.

Nel finale, però, la partita scivola via; il Pescara gestisce con esperienza, la Reggiana perde lucidità.

All’89’ arriva il definitivo 3-1Di Nardo tiene vivo un pallone difficile e serve Meazzi, che davanti a Micai non sbaglia e chiude i conti.

Nel recupero c’è solo spazio per la gestione ospite e per la frustrazione granata, con la Reggiana che resta beffardamente in dieci per l’espulsione di Tripaldelli, arrivata dopo una parola di troppo rivolta all’arbitro.

Dopo il triplice fischio che scatena, come detto, la contestazione della Curva Sud.

Adesso la classifica si fa durissima; i granata scivolano all’ultimo posto insieme allo Spezia, a quattro punti dalla zona playout, con un margine che si assottiglia sempre più e un calendario che non concede tregua.

Il match contro la Carrarese di sabato diventa già un altro snodo cruciale: una delle ultime, se non l’ultima, occasione per provare a tenere aperta una corsa salvezza che, giornata dopo giornata, si fa sempre più in salita.

Il tabellino

REGGIANA – PESCARA 1 – 3 

Marcatori: Olzer (P) al 21′, Insigne (P) al 49′, Lambourde (R) al 68′, Meazzi (P) 89′

REGGIANA (4-2-3-1): Micai; Papetti (Tripaldelli al 46′), Vicari (Bertagnoli al 79′), Lusuardi, Libutti; Belardinelli, Charlys (Reinhart al 54′); Rover (Lambourde al 46′), Bozhanaj, Portanova; Fumagalli (Gondo al 46′). A disposizione: Seculin, Cardinali, Vallarelli, Quaranta, Bonetti, Mendicino, Marcon. Allenatore: Bisoli.

PESCARA (4-3-2-1): Saio; Capellini, Altare (Gravillon al 78′), Bettella, Letizia (Corbo al 79′); Caligara (Berardi al 66′), Brugman, Valzania (Meazzi al 79′); Olzer, Insigne (Russo al 89′); Di Nardo. A disposizione: Profeta, Brondbo, Brandes, D’Errico. Allenatore: Gorgone.

Arbitro: Livio Marinelli. Assistente II: Luigi Rossi. Assistente II: Marco Ricci. IV Ufficiale: Giuseppe Collu. Var: Niccolò Baroni. Avar: Rodolfo Di Vuolo.

Note: ammoniti Insigne (P) al 64′, Berardi (P) al 68′, Gravillon (P) al 90’+1′. Espulso Tripaldelli (R) al 90’+6′. Angoli 0-1 al primo tempo; 2-2 al secondo tempo. Recupero 1′ al primo tempo; 6′ al secondo tempo.

Paolo Comastri

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