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Commemorato il carabiniere Medaglia d’oro Lorenzo Gennari
Morì in combattimento lo stesso giorno dell’eccidio del Beato Rolando Rivi

13/4/2026 – Questa mattina alle ore 10 presso la Cappella del Cimitero Monumentale di Reggio Emilia, la cerimonia di commemorazione del Carabiniere Lorenzo Gennari, Medaglia d’oro al Valor militare , nato a Montecavolo di Quattro Castella (RE) il 17.02.1921 e deceduto il 13 aprile 1945, a Ghiardello di Reggio Emilia per mano di militari nazi-fascisti. 

Gennari mori in combattimento lo sgesso giorno in cui killer partigiani comunisti trucidavano a Monchio di Modena il seminarista di 14 anni Rolando Rivi, beatificato nel 2013 da Papa Francesco. Le reliquie del martire bambino riposano nella chiesa santuario di San Valentino di Castellarano, il suo paese natale dove fu sequestrato dai suoi assassini.

La cerimonia per il carabiniere Gennari ha visto la partecipazione dei familiari del decorato, del Vice Prefetto Vicario Caterina Minutoli , del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Umberto Maria Palma e dei  sindaci dei comuni di Reggio Emilia e Quattro Castella.

Per l’Arma dei Carabinieri presenti il Colonnello Aniello Mautone comandante del Reparto Operativo, il Maggiore Francesco Coratti comandante della Compagnia, il Luogotenente CS. Olindo Varrata Comandante  della Stazione Principale, il Luogotenente C.S. Giuseppe Basile Comandante  della Stazione di Quattro Castella, nonché i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri delle Sezioni dei due citati comuni di Reggio Emilia e Quattro Castella unitamente all’Ispettore Regionale Emilia Romagna dell’A.N.C.  Tenente Giuseppe Ciriello.

Durante la cerimonia anche un momento di preghiera con la presenza Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Emilia Romagna”, Don Luca Giuliani , e di un trombettiere che ha eseguito il “Silenzio”.

Al termine,della cerimonia è stata deposta una corona di fiori sulla tomba del militare MOVL Lorenzo GENNARI concessa con motivazione seguente:

«Comandante di una esigua pattuglia di quattro uomini, non esitava ad accettare combattimento con preponderanti forze avversarie. Accerchiato, non abbandonava la lotta e con tiro calmo e preciso di un’arma automatica, da lui azionata, teneva a bada il nemico per dar modo ai suoi partigiani di salvarsi. Gravemente ferito, cadeva esausto ma non domo sull’arma e ai compagni accorsi per dargli aiuto rispondeva fieramente nel nativo idioma ” purté via la mitraglia e lascem que mè “. In questo supremo atto di attaccamento al dovere e gridando ” Viva l’Italia “, esalava lo spirito degno del valore della sua gloriosa 37ª Brigata. Bibbiano (Reggio Emilia), 19 aprile 1945.»

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