DI GIOVANNI TARQUINI, CARMINE MIGALE E MATTEO MARCHESINI*
18/4/2026 – Due assessore della giunta comunale, Stefania Bondavalli e Annalisa Rabitti, si permettono di fare pressione sulla Reggiana per un giocatore condannato — si ricorda — con sentenza non definitiva.
In Italia vige la presunzione di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio. Questo non è un dettaglio tecnico: è un principio costituzionale fondamentale.
Prima di esibirsi in prediche pubbliche, sarebbe utile rileggere l’art. 27 della Costituzione.
La stessa amministrazione che non riesce a dare alla Reggiana uno stadio degno di questo nome — questione che si trascina da anni, tra promesse e nulla di fatto — oggi trova il tempo e l’energia per attaccare una società sportiva su vicende che spettano esclusivamente alla magistratura. Meno moralismo, più concretezza.
La città e la sua squadra meritano risposte sui fatti: uno stadio, una casa, un progetto. Non dichiarazioni da tribuna che confondono il tifo ideologico con il rispetto delle garanzie costituzionali.
Avvocati, Reggio Civica
Giorgio Zambelli
18/04/2026 alle 21:33
Sono pienamente d’accordo,la Bondavalli non dovrebbe più venire allo stadio,come si permette a fare queste esternazioni quando non è c’è ancora l’ultima sentenza di giudizio. Una vera vergogna.!!!!