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Azor, partigiano cattolico ucciso dai comunisti
Dopo 81 anni l’onore e il risarcimento da tanti colpevoli silenzi

DI IVALDO CASALI

25/4/2026 – Ho appreso con immenso piacere, delle onorificenze e dei meritati riconoscimenti che il Ministero della Difesa ha conferito alla memoria del partigiano cattolico, Mario Simonazzi “Azor( la Medaglia commemorativa del periodo bellico, la Medaglia della guerra di Liberazione e il distintivo d’Onore dei Volontari della Libertà, ndr.

Ho avuto modo di conoscere la sua tragica storia dal libro Azor La Resistenza incompiuta di un comandante partigiano, di cui l’autrice Daniela Simonazzi, nipote di Azor, mi aveva fatto omaggio

Mario Simonazzi “Azor”

In quella primavera del 1945, sul finire della guerra, il comandante Azor venne assassinato dai comunisti della Brigata Sap, e il suo corpo fatto sparire (tecnica che verrà usata spesso anche dopo il 25 aprile): fu trovato nell’agosto successivo sepolto in un boscoStessa fine per altri due partigiani cattolici amici di Azor. 

Il primo, Menozzi Anselmo “Paolo”, scomparve misteriosamente il 28 febbraio 1945il suo corpo venne trovato nell’agosto 1945, ucciso anche lui con un colpo alla nucaL’altro è Cipriani Piero “Aldo”, del quale non si saprà più nulla dal 21 aprile 1945: il suo corpo fu fatto sparireE ancora: nel gennaio 1946 un altro partigiano cattolico, amico di Azor, Giorgio Morelli “Il Solitario”, rimane gravemente ferito da un agguato, ad opera di ignoti, che gli spararono sei colpi di pistola, mentre rientrava alla sua abitazione a Borzano di Albinea. Uno dei proiettili gli trapassò un polmone, causandone la morte  il 9 agosto 1947.

Giorgio Morelli era colui che cercò di fare luce sugli autori di questi assassinii, scrivendo con coraggio, sul periodico La Nuova Penna, numerosi articoli di denuncia riguardo ad una catena di orribili delitti, anche per questo subì l’attentato.

Il Giornale dell’Emilia” del 4 marzo 1951 pubblicò la notizia che due ex partigiani comunisti vezzanesi (fornendo anche i nomi) erano stati condannati per l’omicidio di Mario Simonazzi a 15 anni di carcere. 

Soltanto tre anni dopo, davanti all’Assise d’Appello, uno di questi sarà assolto per insufficienza di proveL’altro partigiano, invece, verrà aiutato dal Pci ad espatriare clandestinamente in Cecoslovacchia.

La Nuova Penna, in un articolo del 27 agosto 1947, ricordando la figura di Giorgio Morelli, così tornava sul caso Azor”: “Egli iniziò le sue esperienze dirette con le indagini sulla morte del suo amico Azor, indagini che lo posero subito di fronte a quella situazione che era l’indice più sicuro della pre- organizzazione del delittole minacce su vasta scala, l’omertà, l’insidia. Il dubbio atroce, che gli era sorto e al quale non aveva voluto credere, si trasformava in certezza: “Azor” era stato ucciso, perché non era comunista e quindi perché ai comunisti dava fastidio”.

Tra le altre cose, Azor disapprovava gli atti sporadici e certe azioni compiute dai partigiani comunisti, che procuravano sofferenze ai civili e barbare rappresaglie dei tedeschi.

Oggi Mario Simonazziviene descritto come un patriota e un antifascista” omettendo volutamente di descriverlo anche anticomunista. Va anche ricordato che per la collocazione ad Albinea del Cippo dedicato ad Azor, né l’Anpi né l’Alpi, come invece è stato scritto in qualche pubblicazione, hanno avuto un ruolo per ottenere l’autorizzazione dal Comune democratico che, per diversi anni, non ha concesso.

Un particolare ringraziamento alla famiglia Simonazzi che, con costanza e determinazione, è riuscita ad ottenere il dovuto riconoscimento per Azor”.

                                                                               

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Una risposta a 1

  1. Retrovie Rispondi

    25/04/2026 alle 16:03

    Benissimo la liberazione dal nazifascismo.Evviva!

    A quando una bella Festa per dire addio anche al COMUNISMO?

    Festa doppia.

    Ma a quanto pare…

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