16/4/2026 – Fratelli d’Italia presenta un esposto alla Procura della Repubblica sulla situazione di illegalità del centro sociale Aq16 di Reggio Emilia che da 23 anni occupa e gestisce in nero, e ovviamente senza alcun contratto il capannone di via Fratelli Manfredi senza aver mai pagato un cent di canone al Comune di Reggio proprietario dell’edificio. Una struttura fuori norma e da risanare con una spesa non indifferente. Secondo alcune valutazioni, il comune proprietario dovrebbe spendere 178 mila euro: è la cifra che circola dopo il sopralluogo compiuto dai tecnici dell’ente tre mesi fa.
E’ il consigliere regionale Alessandro Aragona, segretario provinciale del partito, ad annunciare con un video su Facebook l’esposto di FdI alla Procura diretta da Calogero Paci, e anche alla Corte dei Conti per il danno erariale, al fine “di capire chi, della giunta attuale e di quelle passate, deve pagare per lo scempio che è successo”.
I cittadini reggiani – aggiunge Aragona – “non vogliono pagare con le proprie tasse 23 anni di feste e di concerti di un manipolo di figli di papà che si divertono a giocare a fare la rivoluzione. Il centro sociale AQ16 va sgomberato prima ancora che il Comune si metta a spendere 180.000 euro per mettere in sicurezza quel fabbricato. Anzi, al massimo sono gli occupanti del centro sociale AQ16 che devono restituire alla collettività reggiana i soldi che non hanno sborsato in questi anni. Che si facciano la loro associazione, che si cerchino un luogo dove andare, che paghino le spese come fanno tutti i cittadini reggiani”.
Dal palazzo comunale, l’assessore Davide Prandi, interpellato dall’agenzia Dire, nega che l’ente intenda stanziare soldi per il risanamento del capannone Aq16. E nega che vi siano stime di costi “nè ufficiali, nè ufficiose, e vorrei chiedere a Fratelli d’Italia come ha appreso questa informazione”.
L’assessore aggiunge: “La struttura regolatoria che stiamo cercando di mettere in campo prevede zero risorse da parte del Comune. Non abbiamo intenzione di metterci risorse, ma proseguire sulla linea tenuta fino ad oggi, in cui cioè sono stati gli stessi occupanti a pagare tutte le utenze e fare ristrutturazioni e interventi”.
Resta da capire come il Comune di Reggio Emilia, proprietario dell’immobile, possa ancora sfuggire ai propri obblighi. E come possa far pagare gli interventi al laboratorio AQ16 che occupa la struttura illegalmente, pur tollerato dal Comune, ormai da tempo immemorabile.
Che schifo!
16/04/2026 alle 12:04
La Salis europarlamentare sarà il riferimento di questi bambinelli senza consapevolezza.