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Aperta la causa di beatificazione di don Giuseppe Iemmi, curato partigiano assassinato dai comunisti

Don Giuseppe Iemmi

19/4/2026 – Il Vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Giacomo Morandi ha aperto il processo canonico diocesano per la beatificazione e canonizzazione di don Giuseppe Iemmi, giovane prete partigiano sequestrato e assassinato da due partigiani comunisti il 19 aprile 1945 perché giorni prima, durante la messa nella chiesa di Felina,aveva deprecato l’uccisione di due padri di famiglia.

L’editto dell’arcivescovo Morandi “per il processo circa la vita, il martirio e la fama di martirio di don Giuseppe Iemmi, è stato pubblicato oggi, domenica 19 aprile, nell’ 81° anniversario dell’uccisione del curato di Felina: da oggi e per almeno due mesi resterà esposto alle porte delle parrocchie di tutta la Diocesi.

L’avvio della causa è stato chiesto espressamente dal Postulatore don Pietro Romagnani, nominato il 12 novembre 2024.

Con l’editto, monsignor Morandi invita” i fedeli a comunicare direttamente o a far pervenire al Tribunale diocesano di Reggio Emilia – Guastalla, Via Vittorio Veneto, 6, 42121 Reggio nell’Emilia, tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità” di don Iemmi, e a far pervenire al Tribunale Diocesano “tutti gli scritti a lui attribuiti (diari, lettere e ogni altro scritto privato) o in qualunque modo pertinenti alla Causa“.

A realizzare la prima inchiesta giornalistica sulla martirio di don Iemmi, un anno dopo l’assassinio, fu Giorgio Morelli “Il solitario” che dalle colonne della Nuova Penna fra il 1945 e il 1947 – anno della sua morte a soli 21 anni e della definitiva chiusura del giornale dei partigiani cattolici – denunciava instancabilmente i delitti compiuti nel reggiano dai partigiani comunisti.

Di seguito il testo integrale dell’editto promulgato oggi dall’arcivescovo Morandi.

Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio

GIUSEPPE IEMMI

EDITTO PER IL PROCESSO CIRCA LA VITA, IL MARTIRIO E LA FAMA DI MARTIRIO

In data 12 novembre dell’anno 2024, don Pietro Romagnani, legittimamente nominato Postulatore della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Giuseppe Iemmi, sacerdote e parroco (Montecchio Emilia, 1919 – Carpineti, 1945) dal “Comitato don Giuseppe Iemmi” che rappresenta numerosi fedeli, mi ha esibito il Libello di Domanda, chiedendo l’inizio della Causa del suddetto sacerdote e dell’inchiesta Diocesana sulla vita, sul martirio nonché sulla Fama di martirio dello stesso.

Esaminata attentamente la richiesta e avendo avuto il nulla osta del Dicastero delle Cause dei Santi in data 28 marzo 2025 (con protocollo 3782-1/24) e il parere favorevole della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna in data 1° luglio 2025, ho deciso di dare inizio al processo canonico circa la vita, il martirio e la fama di martirio del Servo di Dio don Giuseppe Iemmi.

Ordinato presbitero il 27 giugno 1943, don Giuseppe Iemmi viene destinato quale cappellano coadiutore alla parrocchia di Felina, dove si occupa con dedizione del catechismo, degli anziani e, anche con rinunce personali, dell’aiuto alle famiglie ridotte in povertà dalla guerra.

Nella predica solenne della Pasqua del 1° aprile 1945 depreca solennemente l’uccisione di due padri di famiglia, presentandola come un assassinio che nulla ha a che fare con la Resistenza, «che chiede giustizia a Dio e agli uomini». Usa le parole già usate dal suo Vescovo: «Non siate i figli di Caino…». Sa che, pronunciando quelle parole, entrerà nel mirino di quello stesso gruppo di assassini. Il 19 aprile successivo viene catturato con un inganno, condotto sul vicino monte Fòsola e ucciso.

Accresciutasi con il passare degli anni, la fama di martirio e di segni di don Giuseppe Iemmi ed essendo stato ora formalmente richiesto dal Postulatore di dare inizio alla relativa Causa di beatificazione, nel portarne a conoscenza la comunità ecclesiale, invito tutti i fedeli a comunicare direttamente o a far pervenire al Tribunale diocesano di Reggio Emilia – Guastalla, Via Vittorio Veneto, 6, 42121 Reggio nell’Emilia, tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla sua fama di santità.

Dovendosi, inoltre, raccogliere, a norma delle disposizioni canoniche, tutti gli scritti a lui attribuiti (diari, lettere e ogni altro scritto privato) o in qualunque modo pertinenti alla Causa, esorto, col presente Editto, a quanti ne fossero in possesso, di rimetterli con debita sollecitudine al medesimo Tribunale diocesano, qualora non siano già stati consegnati alla Postulazione. Coloro che gradissero conservarne gli originali, potranno prestarne copia, che sarà debitamente autenticata.

Altre notizie di ogni genere, sia personale che privato, e una fotocopia autentica di documenti o lettere, ecc. possono essere comunicate al Rev.do Cancelliere di questa Diocesi all’indirizzo sopra indicato.

Stabilisco, infine, che il presente editto rimanga affisso, per la durata di due mesi, all’Albo della Curia Vescovile e alle porte delle parrocchie della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, a partire dal prossimo 19 aprile 2026.

Dato in Reggio Emilia, 15 aprile 2026.
Prot. N. 142/2026-S

L’Arcivescovo Giacomo Morandi
Vescovo di Reggio Emilia – Guastalla

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