22/4/2026 – Si sarebbe impossessato della liquidità dell’azienda, provocando ammanchi di cassa per oltre 60 mila euro, e contribuendo così al dissesto della ditta. E’ la ragione per cui i carabinieri di Correggio hanno deferito alla Procura reggiana un capo ufficio contabilità di 59 anni con l’accusa di furto aggravato e continuato. L’uomo, a quanto si apprende, avrebbe ammesso le proprie responsabilità.
Le indagini, che hanno permesso di risalire al presunto responsabile degli ammanchi, continuano per i necessari approfondimenti investigativi al fine delle valutazioni e determinazioni inerenti l’esercizio dell’azione penale.
L’indagine è scattata quando l’amministratore delegato di un’azienda di Correggio, allarmato da alcune segnalazioni esterne e dopo aver riscontrato pesanti anomalie tramite una revisione contabile interna, sè andato dai carabinieri per sporgere denuncia.
Da quel momento, l’attività investigativa ha permesso di fare piena luce sul caso, con riscontri tecnici e verifiche documentali che hanno permesso di ricostruito il meccanismo della sottrazione del denaro.
Tra il luglio 2023 e la fine del 2025 il capo contabile ,incaricato di gestire in autonomia la liquidità aziendale, induceva i titolari a effettuare continui prelievi di contante in banca (per importi ricorrenti tra i 1.000 e i 2.000 euro), giustificando come necessari per saldare pagamenti urgenti ai fornitori.
Una volta ottenuto il denaro, tuttavia, se ne sarebbe indebitamente appropriato. Per mascherare gli ammanchi ai controlli, l’indagato avrebbe manipolato i registri contabili creando operazioni fittizie: facendo risultare saldate fatture che restavano in realtà insolute e arrivando persino ad autorizzare la spedizione di nuovi macchinari a clienti debitori, aggravando il dissesto economico della società. Il lavoro svolto dai militari della stazione di Correggio, supportato anche dalle testimonianze raccolte tra il personale della ditta, permetteva di raccogliere elementi di presunta responsabilità a carico del 59enne. L’uomo, messo di fronte alle evidenze emerse durante le indagini, avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Alla luce dei fatti, veniva pertanto denunciato alla Procura Reggiana per il reato di furto aggravato e continuato.-