2/3/2026 – Condannato a 9 anni e 6 mesi con sentenza diventata definitiva mercoledì 25 febbraio, i carabinieri hanno tradotto in carcere un gambiano di 29 anni ritenuto il capo della banda che nella notte del 19 giugno 2019 si era reso responsabile in concorso con altri connazionali dei reati di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e violazione di domicilio nei confronti di due nigeriani che all’epoca avevano 32 e 20 anni. Le vittime, sorprese nel sonno in un capannone delle ex-Reggiane, furono prese a bottigliate e a bastonate. Un’aggressione selvaggia, tanto che uno dei nigeriani finì in rianimazione tra la vita e la morte.
I carabinieri intervennero sul posto alle 2 di notte del 19 giugno, ma gli aggressori erano già fuggiti. Mentre i due feriti, sfregiati con cocci di bottiglia venivano portati in ospedale, i militari della radiomobile e della stazione principale di Corso Cairoli si misero sulle tracce dei gambiani riuscendo a catturarli in meno di 24 ore. Tra questi anche il capo ora in carcere.
A seguito del dell’iter processuale, con sentenza del 11 marzo 2025 emessa dalla Corte d’Appello di Bologna, in riforma della sentenza emessa il 20 maggio 2025 dal Tribunale di Reggio Emilia, divenuta definitiva il 25 febbraio 2026, il gambiano veniva condannato alla pena di 9 anni e 6 mesi di reclusione da cui vanno detratti i periodi di pre-sofferto pari ad 1 anno, 4 mesi e 16 giorni, xon le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e all’interdizione legale durante la pena. Il provvedimento restrittivo, trasmesso ai carabinieri della stazione di Novellara per l’esecuzione, ha visto i militari rintracciare il 29enne condannato, che veniva dichiarato in arresto per poi, al termine delle formalità di rito essere ristretto in carcere per l’espiazione della pena.