4/3/2026 – Non accetta i “no“, trasforma l’infatuazione in assedio ossessivo, e non sembra arretrare neppure di fronte ai provvedimenti giudiziari emessi a suo carico.
Un uomo di 55 anni, residente in un comune della Bassa Reggiana, è finito nuovamente al centro di una indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Novellara, coordinati dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia.
L’uomo che a Novellara ha seminato la paura per fatti analoghi, ora è destinatario di una nuova e articolata misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale reggiano, che su richiesta della Procura ha disposto il divieto di avvicinamento alla vittima (mantenendo una distanza minima di 2000 metri), il divieto assoluto di comunicazione con qualsiasi mezzo ed anche per interposta persona, l’applicazione del braccialetto elettronico e, contestualmente, l’obbligo di dimora nel comune di residenza.
Da luglio 2025 fino a gennaio scorso, l’uomo — cliente abituale del negozio — avrebbe sviluppato un’infatuazione non corrisposta trasformandola in un incubo per la sua vittima.
Le condotte documentate dai Carabinieri di Novellara “delineano un inquietante e inarrestabile crescendo di violenza psicologica”.
Quello che l’uomo spacciava per interesse si è presto trasformato in un assedio degradante, caratterizzato da un corteggiamento ossessivo fatto di allusioni pesanti, frasi a sfondo sessuale e l’uso di appellativi confidenziali del tutto fuori luogo all’interno del negozio dove la donna lavorava.
Un’invasione della sfera privata che non si fermava alle parole: il 55enne passava ore intere in auto, appostato strategicamente davanti alle vetrine per monitorare ogni movimento della vittima, spingendosi a compiere gesti osceni in pieno giorno davanti all’attività commerciale.
Questa pressione asfissiante, fatta di pedinamenti e sguardi fissi, ha finito per logorare la serenità della trentenne, con un timore per la propria incolumità così concreto da impedirle di restare sola in negozio o di uscire a fine turno per la paura costante di ritrovarselo davanti.
Da qui le severe misure cautelari disposte dal giudice reggiano.
Il provvedimento “si inserisce in un quadro di spiccata pericolosità sociale e serialità”.
L’indagato avrebbe perpetrato i fatti malgrado fosse sottoposto alla misura di sicurezza provvisoria per stalking ai danni di due altre parti offese , di cui una minorenne e fosse stato preso in carico dal locale Centro di Salute Mentale.
In riferimento a tale procedimento pochissimi giorni fa – il 17 febbraio – il Gup lo ha condannato a 5 mesi e 10giorni di reclusione, previa riqualificazione del fatto in molestie, disponendo altresì l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di 1 anno e 6 mesi. In quell’occasione l’indagato aveva perseguitato un’altra donna, arrivando a minacciare di “piazzare una bomba sotto casa” e spostando le proprie attenzioni morbose anche sulla figlia minorenne della vittima, inseguendola in strada.
Già il 22 dicembre 2022 il Tribunale di Reggio Emilia, in composizione monocratica e con sentenza passata in giudicato, lo aveva condannato sempre per stalking con la misura della libertà vigilata per un anno.