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Il grande ritorno dell’ officier proxénète Così Reggio vuole attirare i nerd di talento, bisognosi di accoglienza

DI PIERLUIGI GHIGGINI

1/3/2026 – Un ritorno al passato, che è sempre una garanzia, per arginare il declino della città e lanciarla verso un futuro luminoso e progressivo di innovazione e tutti sperano di pace. Appare questa la sostanza dell’ assunzione, programmata dal Comune di Reggio Emilia tramite regolare bando, di un professionista incaricato di occuparsi dell’accoglienza di “talenti a elevata specializzazione” .

La città del Primo Tricolore fa ancora una volta da battistrada, e come si usa dire da laboratorio, nel recupero di una figura pubblica che risorge dal Settecento francese: quella dello officier proxénète, che veniva regolarmente stipendiato dalle municipalità con il compito di rendere lieto e gustoso il soggiorno di ospiti e personalità di riguardo, attraverso adeguate distrazioni: grand hotel, ville, ingressi alle case da gioco, vini di pregio, banchetti e naturalmente cocottes di elevato rango. Figura derivata a sua volta dal pròsseno dell’antica Grecia, cittadino eminente incaricato di ospitare e garantire la sicurezza degli ambasciatori. E che in epoca moderna ha generato, distillandola da taluni aspetti libertini, la figura oggi strategica dell’addetto alle relazioni pubbliche.

Dunque l’officier proxénète fa il suo grande ritorno dal profondo della storia proprio a Reggio Emilia, attraverso un bando da pubblicare a cura della Giunta Massari nell’ambito del progetto “Re Hub” finanziato dalla Regione con 120 mila euro.

La notizia è accolta con qualche perplessità e anche sorrisetti maligni dai soliti malpensanti malati di sesso per quel “professionista dell’accoglienza” che dovrà “sostenere le condizioni che ne favoriscono la permanenza” dei nerd di turno, riducendo il rischio di rinuncia al percorso professionale e rafforzando il legame tra la persona, la comunità e il sistema economico locale”.

Ma, al di là di qualche insinuazione sul torbido, sono i consiglieri comunali Tarquini e Migale a sollevare interrogativi di sostanza, con un pizzico di ironia, su questa nuova figura da assumere a spese pubbliche.

“Chi ha avuto questa brillante idea? E quale è il reale obiettivo? – si chiedono i consiglieri di Reggio Civica – E’ davvero difficile da credere….Ma, prima di ciò, questi amministratori si sono chiesti cosa spinge talenti ad elevata specializzazione a venire a lavorare e vivere a Reggio Emilia?

E aggiungono: “La motivazione può davvero essere la simpatia di un “accompagnatore”? O forse, invece, la qualità di lavoro e di vita, la sicurezza, l’efficienza dei trasporti pubblici, la facilità di accesso e la qualità dei servizi?“.

“In qualità di cittadini responsabili, ci mettiamo a disposizione per presentare noi stessi un piccolo manuale pratico, anche in formato digitale, con segnalate le principali attività e attrattività reggiane, associazioni di categoria, enti e fondazioni, con anche i link ai siti istituzionali per provvedere ai principali adempimenti per risiedere a Reggio Emilia e integrarsi pienamente.

“Il costo sarà sicuramente assai modico e i risultati replicabili – aggiungono i consiglieri civici – Il file potrà essere diffuso anche ai talenti con minore specializzazione”.

E concludono: “Ben vengano allora nuovi geni e talenti eccezionali. Ma a Reggio Emilia ciò di cui c’è bisogno è molta più concretezza, attenzione alle qualità delle tante persone, dei professionisti e degli imprenditori per bene che evidentemente non risultano graditi al sistema, ma che potrebbero fare davvero tanto se fossero ascoltati e se i loro bisogni e i loro suggerimenti fossero tenuti in seria considerazione”.

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