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Bambino in crisi respiratoria a Montecchio, la versione dell’Ausl
“Tempestivo intervento di due infermieri, ma è fondamentale chiamare il 112”

11/3/2026 – In riferimento all’episodio avvenuto all’esterno del Punto di Primo intervento di Montecchio Emilia alle 20.13 di lunedì 9 marzo 2026, la direzione Ausl di Reggio Emilia, in una nota diffusa oggi, precisa che “il minore alle prese con problemi respiratori, portato dalla madre, è stato intercettato all’esterno della struttura, nei pressi della camera calda dell’ospedale, da due infermieri che stavano smontando dal turno pomeridiano”.

I due sono immediatamente intervenuti, allertando i soccorsi con prontezza.

L’ambulanza è stata ingaggiata alle 20.14 ed è giunta in loco alle 20.18; l’automedica è stata ingaggiata alle 20.17 ed è arrivata alle 20.27; l’autoinfermieristica è stata ingaggiata alle 20.14 è arrivata alle 20.18.

“Il personale infermieristico operava, come da protocolli regionali, per le prime manovre di emergenza, collaborando con il personale medico dell’automedica che stava intervenendo sull’evento e che forniva indicazioni terapeutiche circa il trattamento, somministrando ossigeno e aerosol.

Nel frattempo – continua la nota Ausl – l’infermiere dell’autoinfermieristica affiancava il medico nel trasporto in ambulanza nel tragitto fino all’ospedale di Parma, come previsto dal protocollo interaziendale. Ora le condizioni del minore risultano stabili“.


L’Ausl reggiana “comprendendo lo stato paura e di tensione dei familiari in questi casi”, rammento che “in situazioni di tale gravità, e comunque sempre in condizioni di criticità importanti, è di fondamentale importanza chiamare tempestivamente il numero di telefono 112 della Centrale Operativa ( e descrivere quanto sta accadendo, rispondendo alle domande dell’operatore adeguatamente formato per intercettare situazioni cliniche a rischio e definire le risorse più adeguate  per dare risposta ai bisogni   e predisporre il percorso migliore per il trattamento del paziente”. 

“A prescindere dagli orari dei servizi è la centrale operativa  che  in base  alla  gravità e  alla  patologia decide  il mezzo da inviare e la struttura  di destinazione.

A livello regionale ed interprovinciale sono previsti protocolli e percorsi ad hoc con la centralizzazione in ospedali dedicati e capaci di fornire risposte adeguate per ciascuna condizione.

Il minore sarebbe stato comunque inviato su Parma perché la risposta adeguata prevista dai protocolli era sull’Azienda di Parma. La centrale operativa lo avrebbe indirizzato conformemente al bisogno”.

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Una risposta a 1

  1. sauro fontanesi Rispondi

    12/03/2026 alle 16:32

    Sicuramente un grande e sentito plauso agli infermieri che hanno salvato il bambino ma, di contro, un ospedale che ha il pronto soccorso che chiude alle 20.00 in seguito a chiare responsabilita’ politiche da parte di scelte dei vertici regionali deve essere considerato, in caso di lesioni permanenti del bimbo, in concorso in ipotesi di reato. leggendo quanto scritto sulla enciclopedia Treccani ove alla voce ospedale :” Istituzione pubblica o privata dotata di strutture e personale specializzato destinata al ricovero alla diagnosi e alla cura di ammalati e feriti. FORNISCE ASSISTENZA SANITARIA 24 ORE SU 24 SVOLGENDO FUNZIONI CLINICHE E CHIRURGICHE” Detto cio’ la madre del bimbo, come tutte le madri , sicuramente in un profondo stato di prostrazione
    si vede rifiutata da una struttura che ben altro dovrebbe fare. i tempi indicati di intervento di ambulanza e automedica non sono in discussione ma sicuramente lo e’ la struttura ospedaliera e la politica regionale che ha portato ad esistere una situazione cosi’ deprecabile.

    sauro fontanesi
    Forza Nuova Reggio Emilia

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