26/2/2026 – I carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare di Modena hanno sequestrato, su delega della Procura, le discariche Feronia 0, 1 e 2 e i relativi comparti aziendali, nel comune di Finale Emilia.
Nonostante la richiesta di rinvio a giudizio, con imputati il legale rappresentante della società di gestione ‘Feronia Srl’ e l’ex dirigente responsabile di Arpae-Sac di Modena, accusati di inquinamento ambientale, le condotte illecite, spiega la Procura, non erano state interrotte, “rendendo assolutamente necessario ed urgente l’applicazione del vincolo cautelare” disposto dal giudice dell’udienza preliminare.
E’ stato necessario dunque, prosegue la Procura, interrompere, “l’attività che avrebbe aggravato irreparabilmente la matrice ambientale di un’area sita in zona agricola e vasta circa 228.000 metri quadrati, visto che l’impianto, pienamente operativo, continuava a ricevere ingenti quantità di rifiuti, pari a oltre 107.000 tonnellate solo tra febbraio e novembre 2025.
All’ex dirigente Arpae è contestata anche l’omissione di atti d’ufficio per non aver adottato i provvedimenti obbligatori, pur avendo ricevuto ripetute comunicazioni sui continui superamenti dei limiti di contaminazione”. Al gestore della discarica, di avere causato l’inquinamento senza attivarsi presentando un piano o aver posto in essere misure di prevenzione.
COM’E’ NATA L’INCHIESTA
L’indagine, spiega la Procura, è nata da esposti presentati a comitati di cittadini e ha documentato “un perdurante e grave fenomeno di inquinamento ambientale” nel territorio di Finale Emilia. Tra il 2008 e il 2023 sono emersi 2.267 sforamenti delle concentrazioni soglia e per esempio il ferro, nell’agosto 2025, ha superato di quasi dieci volte i valori autorizzati. Altro inquinamento si è registrato poi nelle acque di drenaggio.
E’ emersa, infine, “una sostanziale inerzia amministrativa visto che non era mai stato redatto od imposto un piano di caratterizzazione complessivo e riferito all’intero impianto”.