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Otto slot a meno di 500 metri dalla chiesa
Confermata in appello maximulta di 24mila euro a bar di Rio Saliceto

11/2/2026 – La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sanzione di 24mila euro comminata dal Comune di Rio Saliceto al titolare di un’attività commerciale (Illogique Café) per la presenza di slot in un locale situato a meno di 500 metri da una chiesa.

Come riporta Agipronews, la decisione arriva in applicazione della legge regionale dell’Emilia Romagna, che disciplina le norme di prevenzione alla ludopatia e che attribuisce ai comuni la responsabilità di applicare sanzioni amministrative in caso di infrazioni. Attraverso l’utilizzo di fonti aperte, Agipronews è risalita sia al nome del Comune sia alla denominazione dell’attività: entrambi i dati sono coperti da “omissis” nel documento della Corte d’Appello.

Il caso ha origine da un sopralluogo del 2024, nel corso del quale erano stati rinvenuti otto apparecchi privi delle “etichettature comunali”. Le verifiche effettuate presso l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avevano evidenziato che i collegamenti alla rete telematica erano avvenuti tra il 2020 e il 2023, dunque successivamente all’entrata in vigore del divieto regionale (12 novembre 2016). La difesa sosteneva che la sostituzione di un apparecchio non potesse essere equiparata a una nuova installazione, soprattutto in assenza di incremento numerico degli apparecchi. Ma la Corte respinge questa interpretazione.

Richiamando la normativa regionale, i giudici precisano che “per nuova installazione si intende il collegamento degli apparecchi alle reti telematiche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli” e che si è in presenza di installazione vietata “quando un apparecchio venga collegato alla rete telematica a prescindere dal fatto che lo stesso sia destinato a sostituire un macchinario preesistente”. Di conseguenza, ogni collegamento successivo alla data del 12 novembre 2016 integra una nuova installazione vietata.

Il Tribunale evidenzia inoltre che il titolare non aveva rispettato l’obbligo di autocertificazione richiesto dal Comune nel 2018 per la mappatura degli apparecchi presenti prima dell’entrata in vigore del divieto.

Infine, respingendo il ricorso, la Corte d’Appello di Bologna ha ribadito che la violazione è integrata anche in assenza di prova che gli apparecchi sostituissero quelli precedenti, perché il mancato adempimento dell’autocertificazione impedisce di verificare il numero originario di macchine.

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