Archivi

Interpump, venerdì nero
Il titolo crolla del 18,51% sui dati preliminari 2025
Vendite stabili a 2,07 mld, utile netto -8,2% a 209,7 mln

13/2/2026 – Giornata borsistica da dimenticare per Interpump: il gruppo industriale di Calerno fondato da Fulvio Montipo’ ha perso in tre ore il 18,51% chiudendo a 41, 5 euro, rispetto ai 50,8 euro di giovedì.

Una corsa alle vendite scattata dopo il comunicato di Calerno sui dati preliminari del 2025 esaminati oggi dal cda, con una pesante limatura dell’utile netto a -8,2% rispetto al precedente.

Nel 2025 Interpump ha realizzato vendite nette pari a 2,07 miliardi, sostanzialmente in linea (-0,4%) rispetto all’esercizio precedente.

L’Ebitda è stato pari a 462 milioni (+1,2%), l’Ebit ammonta a 333,6 milioni (337,8 milioni nel 2024) e l’utile netto consoliato è stato pari a 209,7 milioni, in calo dell’8,2% e con un tonfo del 22,2% nel quarto trimestre. Gli oneri finanziari, si legge nel comunicato, sono stati pari a 38,1 milioni rispetto ai 27,1 milioni del 2024, a causa delle maggiori perdite su cambi e del saldo negativo fra i proventi e gli oneri finanziari legati all’adeguamento della stima di debito per l’impegno d’acquisto delle quote residue di società controllate.

Nel quarto trimestre le vendite nette sono state pari a 484,6 milioni, in crescita dell’1%, l’Ebitda è cresciuto del 4,9% a 97,7 milioni e l’utile netto consolidato è stati pari a 37,4 milioni, in calo del 22,2%.

Nel 2025 il free cash flow ha raggiunto i 220,4 milioni, rispetto ai 205,1 milioni del 2024. Al 31 dicembre 2025 la posizione finanziaria netta è pari a 291,1 milioni, rispetto ai 409,1 milioni a fine 2024.

Gli investimenti sono stati pari 98,8 milioni, mentre gli esborsi per l’acquisto di partecipazioni e il pagamento di dividendi sono stati rispettivamente pari a 52,4 e 36,2 milioni.

Nel 2026 Interpump ritiene di poter conseguire una crescita del fatturato, qualora i trend manifestatisi nell’esercizio passato venissero confermati, o di minimizzare i possibili impatti di eventuali peggioramenti: pertanto il gruppo prudenzialmente stima, su base organica, una variazione di fatturato compresa tra il +3% e il -2%.

Nel triennio 2026-2028 il gruppo si pone l’obiettivo di un fatturato consolidato pari a 2,5 miliardi a fine 2028, attraverso una combinazione tra crescita organica e innesti di nuove realtà, il mantenimento di un Ebitda margin consolidato intorno al 22,5%, l’azzeramento della posizione finanziaria netta consolidata a fine 2028, grazie al conseguimento di importanti flussi di cassa.

(fonte: Radiocor)

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *