Archivi

In carcere coordinatore di progetto internazionale
Svolta dopo 12 anni per le tre suore
assassinate in Burundi: un arresto a Parma

26/2/2026 – I carabinieri di Parma hanno arrestato un uomo coinvolto nell’uccisione delle tre missionarie saveriane italiane, brutalmente assassinate in Burundi tra il 7 e l’8 settembre 2014 a Bujumbura.

Suor Olga Raschietti (83 anni), suor Lucia Pulici (75 anni) e suor Bernardetta Boggian (79 anni), appartenenti alla Diocesi di Parma, furono aggredite e uccise nel corso di due diversi assalti alla loro missione in meno di 48 ore. I corpi delle vittime presentavano segni di violenze efferate. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Parma.

I Carabinieri del comando provinciale di Parma hanno arrestato Guillaume Harushimana , 50enne originario del Burundi che vive a Parma da diversi anni, coordinatore di un progetto intgernazionale sostenuto dal Comune di Parma: Harushimana ora è accusato di concorso nel triplice omicidio delle suore italiane in qualità di ideatore e organizzatore.

(da ansa.it)

Al 50enne, arrestato a Parma, viene contestato il ruolo di istigatore, co-organizzatore logistico dei delitti: secondo gli inquirenti le suore sono state uccise per aver espresso il rifiuto di collaborare per l’aiuto alle milizie burundesi in Congo. Secondo gli investigatori, il 50enne avrebbe svolto sopralluoghi, prestato garanzie sulla disponibilità di denaro destinate agli esecutori, avrebbe recuperato la chiave per entrare nell’abitazione delle suore, avrebbe acquisito camici da chierichetti da far indossare agli assassini per non far sorgere sospetti sulla loro presenza all’interno della missione.

LA VICENDA

Le missionarie Olga Raschietti, 83enne di Montecchio Maggiore (Vicenza), Lucia Pulici, 75enne di Desio (Monza e Brianza) e Bernardetta Boggian, 79enne di Padova furono brutalmente assassinate in Burundi, nel loro convento alla periferia di Bujumbura, la capitale del Paese africano dove le religiose saveriane erano impegnate da sette anni. Furono massacrate tra il 7 e l’8 settembre 2014. Un caso che colpì molto l’opinione pubblica anche per l’efferatezza dei delitti.

Sotto choc la diocesi di Parma alla quale le consorelle appartenevano.

Suor Olga Raschietti e suor Lucia Pulici furono uccise nel pomeriggio del 7 settembre 2014. Furono sgozzate, poi l’assassino o più probabilmente gli assassini si accanirono sul cadavere di una di loro colpendone ripetutamente il viso con una pietra.

La terza vittima, suor Bernardetta Boggian, fu uccisa nella notte tra il 7 e l’8. Era stata lei a ritrovare in una pozza di sangue i cadaveri delle consorelle, ma aveva deciso di non abbandonare l’alloggio, scelta che probabilmente la consegnò nelle mani dell’assassino o degli assassini. Anche per lei una fine cruenta. Fu uccisa e decapitata. Il suo capo reciso fu posto vicino al cadavere.

Le religiose sono sepolte nei pressi della città di Bukavu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, nel cimitero di Panzi, vicino ad altri missionari morti o che sono stati uccisi nella regione africana. Appena dopo i delitti fu arrestato in Burundi un 33enne, Christian Claude, perché – come riferì la Polizia – era convinto che il convento dove vivevano le religiose era stato costruito su un terreno che apparteneva ai suoi genitori. Un arresto che però già 12 anni fa fu bollato come “depistaggio”.

L’INDAGINE RIPARTITA DOPO IL LIBRO DI GIUSY BAIONI

Dieci anni più tardi l’indagine sul triplice delitto è ripartita dopo la presentazione a Parma, il 27 settembre 2024, del libro “Nel cuore dei misteri” della giornalista Giusy Baioni. L’evento trovò spazio anche sul quotidiano locale della Gazzetta di Parma. Sulla scorta dell’input giornalistico ed editoriale la Procura spiega di aver aperto un fascicolo, con immediata delega ai carabinieri del Nucleo investigativo di Parma per avviare accertamenti.

(fonte: ansa.it)

LAURA CAVANDOLI: UN CASO TREMENDO, ALMENO SERVA DA LEZIONE

“La vicenda del tragico triplice omicidio delle suore saveriane, parmigiane di adozione, aveva destato già ai tempi un grande sdegno nell’opinione pubblica nazionale, sia per le modalità ma anche per la strana cattura di un colpevole che poi scomparve. Pareva evidente che qualcosa non combaciava, e ciò mi spinse a presentare, a fine 2024, un’interrogazione parlamentare, proprio mentre la Procura di Parma riapriva le indagini sulla base di nuovi elementi probatori.

Laura Cavandoli

Oggi, quelle indagini hanno portato all’arresto di un burundese, da anni in Italia che svolgeva anche il ruolo di coordinatore di un progetto sostenuto dal Comune di Parma per migliorare l’accesso al cibo nel poverissimo Burundi”. Così la deputata Laura Cavandoli della Lega, eletta a Parma e Reggio Emilia, in una dichiarazione diffusa oggi.

“All’interno del progetto di Parmalimenta e Maison Parma, c’era chi tra i beneficiari di tanta generosità nascondeva l’orrore del sangue delle nostre sorelle – denuncia Cavandoli – Vedere che l’uomo oggi arrestato per il massacro di suor Lucia, suor Olga e suor Bernadetta sia finito proprio nel cuore dei progetti di cooperazione internazionale del Comune di Parma, nonostante fosse un personaggio ben inserito nella malavita burundese, è un’offesa intollerabile alla memoria delle vittime e a tutta la nostra comunità.

La verità amara è che certi soggetti non si vogliono integrare nel nostro tessuto sociale e civile, nemmeno quando arrivano qui e trovano un lavoro o un sostegno istituzionale, poiché una parte del loro vissuto resta ancorata a logiche e dinamiche di violenza e ricatti della terra d’origine che li porta addirittura ad abusare degli strumenti di solidarietà e accoglienza per coprire crimini efferati”.

“Questa vicenda che ha visto un lavoro egregio degli inquirenti che non hanno mai smesso di cercare la verità – conclude Cavandoli – ma deve servire da lezione a chi pensa che basti parlare di cooperazione internazionale o finanziare qualche progetto per risolvere differenze culturali profonde e spesso inconciliabili, con una leggerezza che allarma, come se il buonismo possa calpestare la giustizia e il rispetto dovuto a chi ha sacrificato la vita per il prossimo”.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *