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Il Giorno del Ricordo e le pagine strappate della Storia
Biloslavo racconta il terrore comunista sul confine orientale
Hotel Posta di Reggio, ore 16, su iniziativa di FdI

14/2/2026 – Un pomeriggio politico da tutto esaurito oggi, sabato 14, alla Sala del Capitano dell’hotel Posta, a Reggio Emilia. Alle 16 il giornalista e saggista Fausto Biloslavo presenta il libro “Le pagine strappate della Storia“, sull’occupazione jugoslava di Trieste e Gorizia e il terrore comunista sul confine orientale.

L’iniziativa è di Fratelli d’Italia Reggio Emilia nell’ambito del Giorno del Ricordo che l’Italia dedica alla memoria della foibe e all’esodo degli italiani spogliati di tutto da Istria e Dalmazia.

Biloslavo, famoso inviato di guerra e scrittore di geopolitica, dialogherà con il consigliere regionale di FdI Alessandro Aragona. Un pomeriggio importante, anche perché di pagine strappate Reggio Emilia ne sa qualcosa: le sue foibe sono le fosse comuni delle stragi comuniste dell’immediato dopoguerra, una sanguinosa prosecuzione della guerra civile dopo la Liberazione su cui a distanza di ottanta e più anni continua un ostracismo ideologico e pratico fatto di silenzi, falsificazioni della storia e disprezzo verso centinaia di caduti innocenti.

IL LIBRO

«La storia è spesso monca di pagine scabrose per motivi politicamente corretti, che a lungo andare si rivelano un mero tabù. Scheletri negli armadi da tenere sotto chiave. Per questo è doveroso rimettere al loro posto le pagine strappate della tragedia delle foibe e del dramma dell’esodo».

Con queste parole Fausto Biloslavo introduce un’opera costituita da pagine – alcune inedite, altre da riscoprire – scritte a più mani sulle violenze comuniste titine lungo il Confine Orientale, in particolare nelle città di Trieste e Gorizia: il libro approfondisce le occupazioni jugoslave – per non annegare nell’oblio i giorni di terrore delle due città italiane – ma anche ciò che accadde nelle famigerate Goli Otok e Borovnica, e il ruolo dell’OZNA – la terribile polizia segreta di Tito – in questa storia insanguinata. Le pagine strappate della Storia affronta un altro tabù non ancora superato: mascherare la realtà dei fatti omettendo di chiamare i crimini e i criminali con il loro nome, secondo la liturgia del politicamente corretto.

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Una risposta a 1

  1. Guido Rispondi

    15/02/2026 alle 11:15

    Meno male che qualcuno, ese questo è Biloslavo ancora meglio, racconta la verità dei fatti El giusto succedersi delle cose!!!!! Grazie

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