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Foibe ed esodo istriano
Manifestazione sabato in piazza della Vittoria
La sinistra boicotta con un contropresidio, il Comune di Reggio come l’ultimo giapponese

6/2/2025 – Sabato 7 febbraio Reggio Emilia commemora i martiri delle foibe e l’esodo di centinaia migliaia di italiani spogliati di tutto e cacciati dall’Istria e dalla Dalmazia, per mano del regime comunista di Tito.

La manifestazione è in programma alle 11, come ogni anno per il Giorno del Ricordo, riconosciuto con legge della Repubblica Italiana.

Almeno diecimila persone, nel periodo 1943-1945 – ricorda Alessandro Casolari a nome del Comitato 10 febbraio – furono torturate ed uccise a Trieste e nelle regioni istriano-dalmate controllate dai partigiani comunisti jugoslavi, spesso con la complicità di quelli italofoni. In gran parte vennero gettate (molte mentre erano ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull’altipiano del Carso, le foibe”.

Anche quest’anno a ricordare questa pagina della storia d’Italia, a lungo cancellata per convenienza politica, sono stati chiamati alcuni esponenti della comunità italiana che subì le violenze e venne costretta all’esodo: Pier Paolo Becich, figlio di esuli istriani; Mauro Zmarich, nipote di Manfredi Zmarich martire italiano di Laurana in Istria, infoibato per essersi rifiutato alle formazioni partigiane di Tito, e Alessia Covich, figlia di esule dalmata.
“Si ricorda che a Reggio Emilia ha vissuto Graziano Udovisi, uno dei pochi Italiani sopravvissuti ad un infoibamento, autore del libro “Foibe, l’ultimo testimone”, mentre “la Città del Tricolore attende ancora l’intitolazione di una via – votata dal dal Consiglio comunale – a Norma Cossetto, studentessa martire istriana, alla quale è stata riconosciuta la Medaglia d’Oro al Merito Civile per il calvario subito ad opera dei partigiani di Tito.

Alla manifestazione, promossa dal Coordinamento della Giornata del Ricordo a Reggio Emilia, aderiscono fra gli altri il Centro Studi Italia, l’Associazione Culturale Pietro e Marianna Azzolini e Federazione Reggiana dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra. Patrocinio del Comitato Nazionale 10 Febbraio.
Anche quest’anno, neanche a dirlo, la manifestazione viene osteggiata senza alcun ritegno dalla sinistra reggiana: è annunciato anzi una contropresidio “contro il metodo foibe” nella vicina piazza Martiri e più o meno alla medesima ora al grido di “falsità e invenzioni alla base del Giorno del Ricordo“. Organizza la rete dei centri sociali di Reggio Emilia Antifascista. Forse qualcuno è alla ricerca dello scontro?

E il Comune di Reggio Emilia? Come sempre guarda bene dal conferire patrocini e men che meno dall’annunciare partecipazioni ufficiali, comportandosi come l’ultimo soldato giapponese nella foresta. Qualcuno dica al compagno sindaco Marco Massari che ben diversamente fanno a Bologna: manifestazioni in tutti i Comuni dell’area metropolitana che culmineranno in una seduta solenne del Consiglio Comunale e col pellegrinaggio delle autorità alla “lapide della vergogna” murata nel primo binario della stazione Centrale, dove il treno dei profughi fu bloccato e furono rovesciati i bidoni del latte destinati ai bambini.

Per la verità palazzo Civico sbatte malvolentieri la palpebra con una conferenza martedì 10 febbraio (ore 17) nella saletta della Biblioteca delle Arti di Reggio su “Storie di famiglie e vicende del confine orientale” con gli interventi degli storici Gloria Nemec e Vanni D’Alessio. Nell’occasione sarà lanciata una call per la creazione di una “Banca della memoria” destinata a raccogliere testimonianze, materiali documentali e racconti personali di quanti furono colpiti dall’esodo e furono accolti nel territorio reggiano.

Il progetto sarà realizzato in base a una convenzione tra Comune di Reggio Emilia e Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale che ha sede a Roma ed è presieduta dal reggiano Antonio Canovi.

Decisamente più ambigua l’iniziativa di Istoreco che martedì 10 alle 21 organizza un webinar con Amedeo Osti Guerrazzi, studioso del fascismo e della Rsi, sul tema “Post-fascismo e Giorno del Ricordo“: come se la memoria delle foibe fosse un prodotto elaborato nei meandri del risorgente fascismo, con poco e niente a che fare con l’Italia democratica. Inguardabile.


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Una risposta a 1

  1. Leo Rispondi

    14/02/2026 alle 00:12

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