24/2/2026 – È alle lavoratrici, ai lavoratori e agli imprenditori del distretto ceramico nei territori delle province di Reggio Emilia e Modena, di rilevanza mondiale, che si rivolge il Protocollo d’intesa, siglato da Regione, Confindustria ceramica, Acimac (Associazione costruttori italiani macchine attrezzature per ceramica) e dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, con l’obiettivo di tutelarne il benessere e diffondere buone pratiche nei luoghi di lavoro del comparto per la produzione delle piastrelle di ceramica.
Accoro che riguarda la “definizione dei criteri per l’individuazione dei lavori comportanti esposizione a silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”.
Il Protocollo, di durata quadriennale, è stato sottoscritto questa mattina in Regione a Bologna dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, dal direttore generale di Confindustria ceramica, Armando Cafiero, in rappresentanmza del presidente Augusto Ciarrocchi, dal presidente di Acimac, Paolo Lamberti, e dai segretari generali regionali dei sindacati, Simone Cavalieri (Filctem Cgil), Stefano Perazzini (Femca Cisl) e Filippo Spada (Uiltec Uil).
Si inserisce nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, prorogato al 31 dicembre 2026, a supporto delle azioni che devono essere realizzate in attuazione del nuovo Piano nazionale 2026-2031.
La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che rinnova per altri quattro anni l’intesa già sottoscritta nel giugno 2021, al fine di aggiornare la documentazione alla luce dell’evoluzione tecnica e tecnologica del comparto e, in generale, continuare a garantire all’industria ceramica un’attenta applicazione delle disposizioni in materia di silice cristallina respirabile, che è alla base della silicosi, una delle malattie professionali più diffuse e invalidanti.
“Esiste una prassi ormai consolidata di rapporti e intese col settore delle piastrelle che ha permesso di ottenere risultati importanti- sottolineano l’assessore regionali Massimo Fabi e Giovanni Paglia – Le condizioni di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del comparto ceramica sono migliorate e si è registrato un costante calo di malattie professionali. Questo è strettamente correlato all’adozione di buone pratiche per la riduzione dell’esposizione alle polveri contenenti silice libera cristallina e ai percorsi di formazione e informazione dei lavoratori esposti. Con il rinnovo del Protocollo, proseguiamo nella direzione delle buone prassi, impegnandoci tutti a promuoverle e diffonderle il più possibile, mettendo sempre al centro il benessere sui luoghi di lavoro”.
“Il rinnovo dell’accordo del 2021- afferma il direttore di Confindustria ceramica, Armando Cafiero– conferma la validità del metodo di lavoro applicato nel distretto ceramico, che ci ha resi un modello di eccellenza anche a livello internazionale. La collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, le Aziende sanitarie, le Organizzazioni sindacali e Acimac ha infatti permesso al settore di migliorare costantemente le condizioni di salute e sicurezza nei nostri stabilimenti. I risultati raggiunti hanno portato la nostra esperienza ad essere riconosciuta in vari contesti istituzionali, anche in ambito Ue, come una best practice, ed abbiamo avuto diverse occasioni per approfondirla con il modo accademico.
Tali risultati- chiude Cafiero – sono un sicuro stimolo per proseguire in un lavoro di sistema per coniugare la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e l’adempimento delle più rigorose normative comunitarie senza penalizzare la produttività, così garantendo la necessaria competitività delle nostre imprese”.
Nel 2017 una direttiva dell’Unione europea ha incluso tra le attività regolate sulla protezione dei lavoratori dalle sostanze cancerogene e mutagene anche i lavori che comportano l’esposizione alla silice cristallina respirabile, prevedendo un valore limite di esposizione professionale di 0,1mg/m3.
Secondo gli studi in materia, la silice libera cristallina penetra nell’organismo umano per via inalatoria e può portare, a fronte di esposizioni elevate e/o prolungate, allo sviluppo di diverse patologie dell’apparato respiratorio. La direttiva è stata poi recepita dall’ordinamento italiano nel giugno 2020. Da qui, la sottoscrizione del primo Protocollo di intesa da parte della Regione Emilia-Romagna (il 7 giugno 2021), tenuto conto della specificità del comparto ceramico, che oggi viene aggiornato e adottato fino al 2030.