14/2/2026 – Ha aggredito una cassiera perché invitato a effettuare il pagamento presso un’altra cassa regolarmente aperta, per poi allontanarsi prima dell’arrivo dei Carabinieri, intervenuti su richiesta dei responsabili del punto vendita. Per questi motivi, con l’accusa di lesioni personali aggravate e violenza privata i Carabinieri della Stazione di Correggio hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia un 40enne ghanese residente nella provincia di Reggio Emilia.
L’incredibile episodio è avvenuto in supermercato di Correggio. Una dipendente stava procedendo alla chiusura della propria cassa per andare ai servizi igienici.. A quel punto si è avvicinato un cliente, appunto il quarantenne ghanese, che pretendeva di pagare nella stessa postazione. Nonostante l’invito a utilizzare la cassa adiacente, regolarmente aperta e senza coda, l’uomo è diventato minaccioso è ha colpito l’addetta all’orecchio e al collo, usando un sacchetto di arachidi. Alcuni colleghi intervenivano immediatamente per allontanarlo e chiamavano i Carabinieri.
L’uomo, tuttavia, prima dell’arrivo dei militari, riusciva a effettuare il pagamento presso un’altra cassa e si allontanava a piedi. Sul posto giungevano quindi i Carabinieri della Stazione di Correggio e il personale sanitario del 118.
La vittima, dopo le prime cure, si recava al Pronto Soccorso, dove le venivano diagnosticate lesioni giudicate guaribili in tre giorni, successivamente si recava presso la caserma per formalizzare la denuncia.
Le indagini avviate dai militari consentivano di ricostruire dettagliatamente la dinamica dei fatti attraverso l’acquisizione e l’analisi delle immagini dell’impianto di videosorveglianza e l’escussione dei testimoni presenti. Determinante ai fini dell’identificazione si è rivelata anche l’acquisizione dello scontrino relativo all’acquisto effettuato dall’aggressore prima di lasciare il supermercato: dagli accertamenti eseguiti sulla carta utilizzata per il pagamento, i Carabinieri sono riusciti a risalire all’intestatario.
Successivamente veniva predisposto un fascicolo fotografico contenente le immagini di più persone con caratteristiche somatiche compatibili, che veniva sottoposto alla persona offesa e ai testimoni. Il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima e da un testimone consentiva di acquisire elementi di presunta responsabilità nei confronti dell’uomo, il quale veniva denunciato alla procura reggiana, in ordine ai citati riferimenti normativi violati.