27/2/2026 – Cittadini minacciati con un trapano in casa loro, una barista presa a pugni, e non più tardi di ieri pomeriggio un’altra donna inseguita da uomo violento e bloccata in auto sino all’arrivo della Municipale.
E’ sempre più difficile e pericolo vivere in zona stazione a Reggio Emilia. Una nuova denuncia allarmata ed allarmante arriva da ReRe, rete dei cittadini residenti nel quartiere stazione di Reggio Emilia, attraverso il racconto di una testimone su alcuni fatti accaduti in questi giorni, e di una donna inseguita da un violento per parecchi interminabili minuti, da via Emilia Ospizio sino a via Vecchi.
Ecco cosa scrive ReRe.
“Negli ultimi giorni nel nostro quartiere si sono verificati fatti gravissimi:
• un tentativo di furto in un’abitazione, durante il quale un individuo è entrato nel cortile della casa dell’avvocato Bottone con un trapano portatile, colto sul fatto ha terrorizzato i residenti con minacce di vendetta;
• l’aggressione alla barista di un esercizio nella zona della stazione, colpita con due pugni da una persona che da giorni si presentava davanti al locale a disturbare sputando contro le vetrine; ha sporto denuncia, non vuole esporsi per non avere problemi, ma il soggetto, identificato, staziona ancora indisturbato in zona;
e un fatto avvenuto ieri pomeriggio giovedì 26 a una cittadina, Federica, mentre rientrava a casa dal lavoro in auto. Ecco il suo racconto.
“Ero su via Emilia Ospizio, poco prima di via Mirabello, quando un individuo in bicicletta si è avvicinato alle strisce pedonali e mi ha rivolto un gesto e uno sguardo chiaramente provocatori. Subito dopo ha lanciato la bicicletta verso la mia auto: non mi ha colpita, ma è caduta dietro di me, sulle strisce. A quel punto è risalito rapidamente in sella e ha cominciato a inseguirmi in modo insistente e aggressivo. Per sicurezza ho cambiato più volte percorso (vedi immagine allegata) – via Ruscelloni, via Vecchi, via Emilia – riuscendo ad allontanarmi solo perché la strada era libera, se mi fossi fermata mi avrebbe sicuramente raggiunto. Credevo avesse desistito, ma poco dopo, percorrendo di nuovo via Vecchi, all’altezza di via Pirondi, me lo sono ritrovato davanti: ha lanciato nuovamente la bicicletta sulla carreggiata, bloccandomi il passaggio, e si è avvicinato all’auto con atteggiamento minaccioso.
Ho suonato il clacson e fatto retromarcia, e in quel momento un passante mi ha fatto cenno di allontanarmi per evitare conseguenze peggiori. Ho chiamato il 112, mi sono fermata all’inizio di via Vecchi e lì ho atteso la Polizia Municipale che, dopo aver raccolto la mia testimonianza, mi ha seguito fino a casa.
UNA SITUAZIONE ALLUCINANTE
Il Comitato Re.Re. “vuole ribadire che nonostante la forte presenza delle forze dell’ordine sul territorio, si respira un clima di crescente impunità: c’è la percezione che chi mette in pericolo gli altri possa farlo senza temere conseguenze reali. Ed è questo che alimenta comportamenti sempre più aggressivi e sconsiderati.
Non sono casi isolati: sono ulteriori segnali di un quartiere che sta vivendo una deriva preoccupante e che richiede interventi concreti, immediati e non più rimandabili2.
Il Comitato Re.Re. 2accoglie positivamente l’annuncio del Comune relativo al potenziamento delle telecamere di videosorveglianza, ma solo se sarà accompagnato da una informazione chiara relativa al loro utilizzo. Le telecamere sono utili solo se realmente monitorate e utilizzate. Installarle non basta; occorre che vengano integrate in un sistema di controllo rapido ed efficace, capace di prevenire comportamenti pericolosi e di intervenire tempestivamente quando necessario.Installarle e basta non protegge nessuno. È fondamentale che chi vive e lavora nel quartiere possa sentirsi davvero tutelato.
Voglio sottolineare che la Polizia Municipale è stata molto disponibile e veloce nell’intervento. Gli agenti mi hanno ascoltata con attenzione, hanno raccolto la mia testimonianza e mi hanno sollecitata a richiamare immediatamente in caso di necessità. Ma resta una domanda inevitabile: se tutte le telecamere presenti nel quartiere venissero realmente utilizzate in situazioni come questa?
Potrebbero rivedere ciò che ho dichiarato, verificare se i fatti si sono svolti esattamente come li ho riportati, identificare l’individuo e convocarlo almeno per un ammonimento, qualora la mia versione venisse confermata.
E allo stesso tempo, proprio grazie alle immagini, potrebbero anche accertare se io abbia in qualche modo amplificato il problema e, in quel caso, richiamare me per aver fatto intervenire una pattuglia inutilmente”.
Il Comitato Re.Re. “accoglie con soddisfazione la chiusura del passaggio in fondo a via Chiesi, un intervento atteso che ha risolto un punto critico. Ma non possiamo ignorare la conseguenza più probabile: se non si affrontano i comportamenti problematici alla radice, il problema non scompare. Si sposta. Da una via all’altra, da un angolo del quartiere al successivo”.
IL SINDACO AGISCA E SI FACCIA SENTIRE, IN PREFETTURA E A ROMA
Conclude RE.RE: “Il Sindaco ha ribadito in diverse occasioni che la sicurezza non è una competenza diretta del Comune. Ma è altrettanto vero che siede al Tavolo per l’Ordine e la Sicurezza insieme al prefetto e alle forze dell’ordine, ed è quindi parte attiva dei processi decisionali che riguardano il territorio. Non solo: il sindaco rappresenta una coalizione politica e può esercitare un ruolo di pressione istituzionale anche a livello governativo, affinché vengano adottate norme più efficaci e strumenti realmente operativi per chi deve intervenire sul campo”.
sauro fontanesi
28/02/2026 alle 15:15
Il controllo del territorio e il contrasto ai fenomeni di criminalita’ diffusa si combattono con politiche serie e organiche. Non appare pleonastico ricordare che il primo momento di contrasto trova casa in parlamento con leggi chiare e applicabili. in successione la criminalita’ diffusa si combatte nei tribunali ove sentenze in piu’ occasioni incomprensibili e in nome del popolo italiano si prestano ad aumentare la insicurezza percepita. Questa politica di sinistra, a livello locale, non ha mai inciso, per quanto di competenza, cercando con una finta e aleatoria comprensione di guadagnare consensi.
Allo stato attuale non servono proclami,sia dal governo,sia dalla amministrazione locale ma, fatti concreti. Il sindaco di Reggio Emilia oltre a riconoscere la cittadinanza onoraria alla signora Francesca Albanese, dalla quale peraltro e’ stato trattato sicuramente in modo indelicato, si dedichi anche alla sicurezza della sua comunita’. Se non riesce, oppure e’ impossibilitato a farlo per giochi di colazione, si dimetta e torni a fare il medico, forse avra’ piu’ successo.
Sauro Fontanesi Forza Nuova Reggio Emilia