25/2/2026 – Il consigliere provinciale Giuseppe Pagliani, nominato di recente vice coordinatore regionale di Forza Italia, ha intentato una causa civile da mezzo milione di euro contro la Rai e la società Fidelio, produttore del docufilm “Aemilia 220″ andato in onda il 25 maggio 2025 in prima serata su Rai2, nell’anniversario della strage di Capaci.
Il docufilm, che chiunque può vedere sulla piattaforma RaiPlay, dipinge l’avvocato Pagliani come un complice della cupola ndranghetista reggiana, nonostante la sequela di proscioglimenti dall’accusa di concorso esterno, sino all’assoluzione totale e definitiva in Cassazione e il risarcimento riconosciuto dallo Stato per i 23 giorni di ingiusta detenzione patiti nel febbraio 2015, quando l’esponente azzurro – capo dell’opposizione a Reggio – era stato prelevato in piena notte, ammanettato, portato in carcere e dato in pasto ai media come un malfattore mafioso.
Erano seguiti più di sette anni di persecuzione giudiziaria da parte del pm Mescolini, sostenuto da Regione, comune di Reggio e Cgil, conclusi finalmente nel giugno 2022 col proscioglimento in Cassazione.
Il docufilm Aemilia 220, uscito l’anno scorso, ha fermato il tempo alla notte di fine gennaio di 11 anni fa, rilanciando la tesi bugiarda del patto con la ndrangheta, ignorando i proscioglimenti e il risarcimento, per non dire dei libri che hanno denunciato il caso di malagiustizia e l’uso politico di Aemilia da parte delle forze che avevano sguazzato per decenni nei rapporti con gli imprenditori della ndrangheta di Nicolino Grande Aracri, ma erano rimaste accuratamente fuori da indagini e processo per decisione della stessa Dda. La parola “assolto“, compare solo nei titoli di coda del film, come un dettaglio superfluo. Una falsificazione dolosa in piena regola della verità dei fatti.
Oggi, dopo mesi di denunce, intimazioni e un fallito tentativo di mediazione, l’avvocato Giuseppe Pagliani ha citato in giudizio la Rai e Fidelio Spa di fronte al Giudice civile di Reggio Emilia.
“Giuseppe Pagliani, difeso dagli Avvocati Gianluca Dallari e Valentina Cavani – si legge in una nota che riepiloga la vicenda – ha in questi giorni notificato atto di citazione nei confronti di RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A. e Fidelio S.r.l., in relazione al docufilm “Aemilia 220″, trasmesso in prima serata su RAI 2 il 25 maggio 2025 e tuttora disponibile sulla piattaforma RaiPlay”.
“L’avv. Pagliani era stato coinvolto come imputato nel procedimento penale “Aemilia”. Quel procedimento si è tuttavia concluso con Sentenza di assoluzione piena e definitiva, passata in giudicato, che ha accertato la sua totale estraneità ai fatti contestati.
Nonostante ciò, il docufilm lo rappresenta in un contesto narrativo fortemente suggestivo, incentrato sulla criminalità organizzata, utilizzandone nome, immagine e intercettazioni processuali. L’assoluzione viene menzionata esclusivamente nei titoli di coda, in modo del tutto marginale, senza alcuna contestualizzazione idonea a riequilibrare l’impatto dell’intera narrazione.
L’opera è stata inoltre proiettata in numerosi eventi politici pubblici organizzati dal Pd e da suoi amministratori locali (da ultimo il Comune di Albinea, con l’intervento del giornalista Paolo Bonacini, coautore del docufilm, del giudice andrea Rat e della sindac Ibattici, ndr) organizzati da una specifica forza politica, amplificando ulteriormente il pregiudizio e dimostrando come il docufilm fosse strutturalmente idoneo a un uso parziale e strumentale“.
La condotta di RAI e Fidelio integra, secondo la prospettazione di Giuseppe Pagliani, “una grave ipotesi di diffamazione a mezzo televisivo e digitale, con violazione del diritto all’oblio, dell’identità personale e della reputazione professionale. Formali diffide erano rimaste prive di riscontro concreto; il tentativo di mediazione, esperito nel dicembre 2025, si è concluso negativamente.
L’azione giudiziaria – conclude la nota- mira all’accertamento dell’illiceità delle condotte, alla cessazione immediata della diffusione lesiva e al risarcimento integrale dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, quantificati secondo i criteri delle Tabelle del Tribunale di Milano.
La richiesta risarcitoria, come apprende Reggio Report, è di 250 mila euro per la Rai e 250 mila euro a carico del produttore Fidelio.
«Ho atteso con fiducia la sentenza di assoluzione – dichiara l’avvocato Pagliani – certo che la verità avrebbe prevalso. Non posso però accettare che un’opera televisiva del servizio pubblico, ignorando quell’esito, mi accosti ancora alla criminalità organizzata davanti a milioni di spettatori. La mia reputazione e la mia professione ne escono danneggiate ogni giorno in cui quel docufilm rimane disponibile senza le dovute correzioni».
Guido
26/02/2026 alle 11:03
Mi sembra giusto e doveroso, vista la strumentalizzazione della vicenda sul piano politico e mediatico sicuramente studiato a tavolino!!!!! Bravo Pagliani, vediamo cosa ne penserà il giudice!!!!!
Ivaldo Casali
26/02/2026 alle 13:35
Hai fatto benissimo Giuseppe! I risarcimenti andrebbero chiesti anche al Pm Mescolini, alla Regione, al Comune di Reggio e alla Cgil.
L'Eretico
27/02/2026 alle 11:31
Anche alla Santanchè, fin che ci siamo!