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Bufera su Cantergiani, interpellanza di 12 consiglieri
Politico Pd nello staff del sindaco
controlla gli atti delle opposizioni?

1/2/2026 – “Ma cosa fa di preciso Gianluca Cantergiani?“. Bufera politica sull’ ex capogruppo Pd in Sala del Tricolore a Reggio Emilia, assunto nei mesi scorsi dal sindaco Massari a puntellare il suo hula hoop magico, dopo l’insorgenza di difficoltà nei rapporti tra il capo di gabinetto Marco Pedroni, indimenticato presidente di Coop Nord Est e poi di Coop Italia, e lo stesso Massari che di Pedroni era compagno e amico nell’era geologica della Fgci.

Tutti i gruppi di opposizione hanno depositato un’interrogazione a risposta pubblica per ottenere “chiarimenti puntuali sui compiti effettivamente svolti dal dott. Gianluca Cantergiani, ex capogruppo e ex segretario cittadino del Partito Democratico, assunto ai sensi dell’art. 90 del D.Lgs. 267/2000, e sul suo coinvolgimento nella gestione e nel coordinamento degli atti consiliari“.

L’interrogazione è firmata da dodici consiglieri: Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli (Coalizione Civica), Giovanni Tarquini e Carmine Migale (Reggio Civica), Claudio Bassi (Forza Italia), Alessandro Rinaldi (Lega), Cristian Paglialonga, Letizia Davoli, Lorenzo Melioli, Alessandro Aragona, Mattia Marziani e l’on. Gianluca Vinci di Fratelli d’Italia.

Gianluca Cantergiani

In buona sostanza, le minoranze temono che l’autorevole politico Pd abbia accesso indiscriminato e quindi possa controllare gli atti dei consiglieri comunali, e hanno deciso di passare, per così dire, alle maniere forti dopo una risposta bislacca del Segretario Generale, il dottor Marengo, che ha rifiutato di mettere a verbale un incontro chiesto proprio per ottenere chiarimenti, e di conseguenza finito nel nulla.

 “Il colloquio col dottor Marengo – scrivono i consiglieri – “era teso a chiarire quale fosse il ruolo del dottor Cantergiani rispetto alla gestione degli atti consiliari ed in maniera specifica degli accessi agli atti cui risultava, secondo i consiglieri di opposizione, che Cantergiani avesse accesso e potesse gestire la tempistica delle risposte”.

 Ma “con nostra sorpresa, dopo avere concordato con il Segretario generale, alcune prassi comportamentali e  di redigere verbale del suddetto incontro, ci è giunta nota, da parte del dottor Marengo, in cui si sosteneva che “la verbalizzazione dell’incontro avrebbe potuto prestarsi a letture improprie, non corrette e potenzialmente lesive e avrebbe rischiato di ingenerare fraintendimenti, dando, potenzialmente, alla verbalizzazione una valenza diversa da quella che essa naturalmente possiede”. Detta nota rivela un evidente imbarazzo – aggiungono le opposizioni – che suscita non poche perplessità sulla sua origine, evidentemente successiva all’incontro.                    

Tutta l’opposizione, vista la mancata risposta, ha così deciso di presentare un’ interpellanza, sugli stessi temi, direttamente all’attenzione del Sindaco”.

“L’iniziativa nasce dall’esigenza di garantire procedure certe, tracciabili e uniformi per il trattamento degli atti consiliari e delle richieste documentali, nel pieno rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri, a maggior ragione delle opposizioni. In particolare.

  L’interpellanza chiede al Sindaco e alla Giunta di chiarire catena di responsabilità, perimetro delle mansioni, accessi ai flussi documentali e garanzie di terzietà, anche alla luce della voce contrattuale che prevede “attività di raccordo con il Consiglio comunale e con le Commissioni consiliari”.

“Dai documenti acquisiti, il dott. Cantergiani risulta assegnato all’Unità Organizzativa di supporto alle attività del Sindaco, della Giunta e degli Assessori, con profilo di “Funzionario Servizi di Comunicazione”, area Funzionari/EQ, part-time 18 ore settimanali. Sempre dai documenti risulta un trattamento economico indicato in 26 mila 691 euro lordi annui e un emolumento unico accessorio quantificato in 7 mila 500 euro lordi, corrisposto su 13 mensilità, oltre al trattamento tabellare previsto dal CCNL”.

Sulle mansioni, tra le attività riportate figurano: relazioni istituzionali e rapporti con i cittadini; rapporti con stakeholder, consulte e comitati; processi partecipativi e reti territoriali; raccolta ed elaborazione dati per risposte ai cittadini; e il raccordo con Consiglio e Commissioni, con focus su semplificazione comunicazioni con i consiglieri e digitalizzazione dell’organo collegiale. È inoltre indicato che non può svolgere attività gestionali e/o istituzionali proprie dell’Amministrazione”.

Il punto è proprio questo: il dottor Cantergiani svolge o no attività che gli sarebbero inibite, come spulciare gli atti dei consiglieri e assumere decisioni in merito?

“La città ha bisogno di scelte chiare – scrivono le opposizioni – e allo stesso tempo, non è tollerabile alcuna zona grigia sulla gestione degli atti dei consiglieri: le richieste documentali e gli atti consiliari devono seguire regole trasparenti e verificabili, senza interferenze e senza filtri politici, reali o percepiti.

Chiediamo risposte pubbliche e atti conseguenti per chiarire se il ruolo è solo di mero supporto organizzativo e digitale, lo si definisca con precisione; se invece esiste anche solo il sospetto che qualcuno possa incidere su tempi, modalità o contenuti dei riscontri agli atti consiliari, il Sindaco deve intervenire per ripristinare un perimetro inequivocabile e garantire un clima istituzionale civile e corretto. Se non avremo rassicurazioni e cambiamenti, valuteremo ulteriori azioni per tutelare le prerogative dei consiglieri e la trasparenza dell’istituzione”.

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Una risposta a 1

  1. Gero Rispondi

    04/02/2026 alle 10:51

    Non gli scappa niente a questi rossi.

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