11/2/2026 – La Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiede le dimissioni della “relatrice speciale” Onu per i Territori palestinesi Francesca Albanese, dopo le “dichiarazioni oltraggiose e colpevoli” rilasciate sabato durante lo Al Jazeera Forum alla presenza di un dirigente di Hamas e di un ministro del regime iraniano, nel quale ha gettato definitivamente la maschera dichiarando che “l’umanità ha un nemico comune: Israele” .
Lo ha annunciato oggi – riferisce AdnKronos – il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot: “La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e colpevoli della signora Francesca Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile”.
Le parole di Barrot arrivano dopo che ieri la deputata Caroline Yadan e diversi altri parlamentari francesi avevano chiesto le dimissioni di Albanese. La Yadan ha definito come “retorica demonizzatrice con profonde radici antisemite” le sue dichiarazioni che hanno bollato Israele come “nemico comune dell’umanità”. La Yadan ha rilevato una cosa che dovrebbe essere ovvia: un mandato delle Nazioni Unite richiede “imparzialità, moderazione e senso di responsabilità” e non può trasformarsi in “una piattaforma per posizioni radicali”. Da qui la sollecitazione alla Francia ad intervenire affinché la Albanese venga rimossa con effetto immediato.
La richiesta sarà formalizzata nel corso del prossimo Consiglio dei diritti umani, previsto per il prossimo 23 febbraio.
E ORA UN PASSO INEVITABILE
Dal canto suo il ministro ha denunciato “una lunga lista di posizioni scandalose”, citando in particolare dichiarazioni che avrebbero minimizzato o giustificato il massacro degli ebrei avvenuto il 7 ottobre, nonché riferimenti alla “lobby ebraica” o paragoni tra Israele e il Terzo Reich.
Secondo Barrot, Albanese non può rivendicare lo status di “esperta indipendente” delle Nazioni Unite: “Non è né un’esperta né indipendente; è un’attivista politica che diffonde discorsi d’odio“.
A questo punto appare inevitabile anche la revoca del Primo Tricolore improvvidamente consegnato ad Albanese dal sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, nel funesto matinèe del 29 settembre al teatro Valli, nel pieno di una gazzarra anti ebraica in cui la relatrice all’antisemitismo non soltanto aveva sbeffeggiato lo stesso sindaco davanti ai reggiani, per aver chiesto la consegna degli ostaggi israeliani, ma aveva proclamato i terroristi di Hamas come avanguardia di una “rivoluzione globale“. Proprio così.
Sino ad oggi il sindaco Massari si è rifiutato di procedere alla revoca, certo condizionato dalle coperture date dal Pd alla Albanese portata in giro per l’Emilia e altrove come una profetessa intoccabile. Mentre doveva essere chiaro anche ai più ottusi come fosse in realtà una cattiva maestra, fra le peggiori, animata da un antisemitismo teorico, pratico e propagandistico con pochi precedenti.
Ma ora, dopo lo scandalo di Al Jazeera Forum e la presa di posizione del governo e dei parlamentari francesi, il sindaco Massari non ha più giustificazioni: revochi subito il Primo Tricolore a Francesca Albanese, e magari esponendone uno davanti alla Sinagoga di via dell’Aquila, in segno di riparazione anche per il razzismo antisemita che serpeggia con sempre maggiore forza in città.
Se non lo fa, Massari diventerebbe in automatico fiancheggiatore o succube della sporcizia ideologica di cui Albanese è propagandista senza ritegno. Nel qual caso malaugurato, dovrebbe avere la dignità di un passo indietro e di dimettersi da sindaco tornando a esercitare la professione medica per cui è molto apprezzato, e smettendola di affliggere i reggiani con la sua attitudine alle gaffe e ai disastri politici.
(Pierluigi Ghiggini)
e spera
12/02/2026 alle 12:14
Cosa aspettano i reggiani a smeyttere di votare questi sinìstri sìnistri?