12/1/2026 – Spaventosa escalation di violenze tra mura domestiche ieri notte in un’abitazione di San Polo d’Enza dove un uomo di 56 anni rientrato a casa ha tentato di costringere la moglie di 46 anni a un rapporto sessuale non consenziente. L’ha gettata a terra e, per impedirle di chiedere aiuto, le ha stretto una mano attorno al collo per soffocarne le grida, premendole contemporaneamente le dita negli occhi e tentando di strapparle i vestiti.
Solo l’intervento del figlio di 20 anni, che ha ingaggiato una colluttazione con il padre, ha evitato ulteriori conseguenze, consentendo peraltro l’immediato intervento dei Carabinieri allertati dallo stesso giovane.
A seguito questo episodio si è scoperto che l’uomo da oltre vent’anni maltrattava la moglie, la cui vita era ridotta a un calvario.
Con le accuse di tentata violenza sessuale, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia aggravati i Carabinieri della stazione di San Polo d’Enza hanno arrestato il bruto residente a San Polo d’Enza, in attesa delle decisioni della Procura reggiana e del Gip.
L’allarme è stato lanciato intorno alle 23:20 dell’altra notte dal figlio della coppia. Secondo quanto ricostruito dai militari operanti, l’uomo ha tentato di costringere la moglie di 46 anni a un rapporto sessuale non consenziente.
La dinamica emersa è risultata di particolare brutalità: l’aggressore ha gettato la donna a terra e, per impedirle di chiedere aiuto, le ha stretto una mano attorno al collo per soffocarne le grida, premendole contemporaneamente le dita negli occhi e tentando di strapparle i vestiti. Udice le grida il ragazzo è immediata accorso in difesa della madre. Ne è scaturito un acceso confronto fisico in cui il giovane, nel tentativo di proteggere la donna e sé stesso dall’aggressione del padre, ha risposto ai colpi ricevuti. La colluttazione, terminata con ferite al volto per entrambi, ha costretto l’aggressore ad abbandonare l’abitazione prima dell’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri allertato dallo stesso ragazzo.
Al loro arrivo, i Carabinieri hanno riscontrato evidenti segni di violenza: la donna presentava rossori sul collo compatibili con il tentativo di strangolamento, mentre il giovane riportava diverse escoriazioni.
Dalle indagini è emerso un quadro di vessazioni fisiche, verbali ed economiche che durava ormai dal 2003. L’uomo è stato rintracciato al pronto soccorso di Reggio Emilia, dove si era recato per le cure mediche. Alla luce dei fatti e
l’uomo veniva dichiarato in arresto in flagranza, ed al termine delle formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Reggio Emilia a disposizione della Procura reggiana.
Le testimonianze delle vittime sono state giudicate precise e concordanti ed hanno evidenziato come solo il coraggioso intervento del figlio abbia evitato conseguenze ancora più drammatiche.
L'Eretico
12/01/2026 alle 10:22
Pezzo di merda!