13/1/2025 – Si preparano licenziamenti di massa per i dipendenti del polo logistico Inalca, raso al suolo nel febbraio 2025 da un enorme incendio molto probabilmente di origine dolosa. Il gruppo Cremonini ha annunciato “esuberi” per la totalità o quasi dei 160 dipendenti del polo reggiano, la cui cassa integrazione straordinaria scadrà tra circa un mese.
Una notizia drammatica, ricevuta con “stupore” e “rabbia” dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, nel corso dell’incontro dell’8 gennaio scorso con i vertici di Inalca (gruppo Cremonini) e riferita ieri sera, lunedì 12 gennaio all’assemblea dei dipendenti riunita al circolo Pigal di Reggio Emilia. Sino a ieri Inalca aveva assicurato la ricollocazione dei dipendenti negli stabilementi del gruppo, ma nell’incontro di giovedì ha svolta a 180 gradi, spiegando che il riassorbimento dei lavoratori reggiani non sarebbe più possibile principalmente a causa del drastico taglio delle lavorazioni per conto del gruppo cooperativo Alleanza 3.0.
In una nota diffusa oggi, i sindacati denunciano un a scenario “durissimo” a un solo mese dalla scadenza della Cassa Integrazione straordinaria prevista per il 10 febbraio 2026.
“Nel corso dell’incontro- scrivono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – l’ Azienda ha annunciato un esubero di personale prossimo alla totalità dei dipendenti occupati nell’ex sito produttivo di Reggio Emilia distrutto a seguito dell’incendio del 10/11 febbraio 2025. Tale situazione sarebbe riconducibile ad una riduzione dei volumi complessivamente lavorati per Coop Alleanza 3.0 che avrebbe ridotto di oltre il 40% le sue richieste verso Inalca puntando su altri fornitori, e da altre cause di natura congiunturale che determinerebbero un rilevante calo sul mercato delle carni bovine.
Da queste dinamiche deriverebbe l’impossibilità di assorbimento dei dipendenti presso gli altri stabilimenti INALCA, contrariamente a quanto sempre affermato dall’azienda in questi mesi (l’azienda ha comunicato per la prima volta il rischio di un esubero strutturale, peraltro non quantificato a livello numerico, nel corso dell’incontro del 5 dicembre 2025)”.
Le Rappresentanze sindacali hanno accolto con stupore e rabbia quanto comunicato dall’Azienda perché la discussione che si è sviluppata in questi mesi non ha mai riguardato il rischio di licenziamenti di massa, bensì le condizioni economiche da garantire ai lavoratori che avrebbero accettato di ricollocarsi presso altri stabilimenti del gruppo (principalmente Inalca, Fiorani e Castelfrigo sui territori di Piacenza, Modena e Mantova).
La delegazione di parte sindacale, preso atto della grave novità che cambia totalmente il quadro generale della “crisi” INALCA “ha richiesto la convocazione immediata del tavolo di crisi presso la Regione Emilia Romagna (anche in relazione ai contenuti del verbale sottoscritto in quella sede in data 29 luglio 2025), incontro che si terrà il prossimo venerdì 16 gennaio“.
“Nel corso dell’ultimo incontro le parti hanno convenuto sulla necessità di esplorare tutte le condizioni utili offerte dalle vigenti normative per un’estensione della cassa integrazione straordinaria oltre il termine di febbraio – conclude la nota sindacale – Inoltre, le rappresentanze sindacali hanno ribadito la necessità di costruire percorsi di ricollocazione dei lavoratori tesi a ridurre significativamente il numero degli esuberi prospettati e di implementare tutti gli strumenti utili ad una gestione non traumatica e non unilaterale degli stessi”.
Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha espresso questa sera “forte preoccupazione per il piano di esuberi presentato nei giorni scorsi da Inalca: è in gioco la quasi totalità della forza lavoro di quell’impianto, oltre 160 lavoratori e lavoratrici“.
“E’ un piano che contraddice apertamente le posizioni espresse fino ad ora dal management aziendale, che mai fino ad ora, a quasi un anno dall’incendio, aveva messo in discussione i posti di lavoro”.
Aggiunge Massari: “Restiamo in attesa del tavolo di crisi convocato nei prossimi giorni dalla Regione Emilia Romagna, a cui parteciperemo anche come amministrazione comunale: sosterremo con forzatutte le misure volte ad attenuare questa proposta, con l’obiettivo di garantire un futuro occupazionale per tutti i lavoratori coinvolti.
Si tratta quindi di avviare un percorso lungo e complesso di dialogo e confronto tra le parti, le istituzioni e le associazioni imprenditoriali; perché questo possa avvenire è fondamentale che vi sia un prolungamento degli ammortizzatori sociali da parte del governo, con l’estensione per altri sei mesi della cassa integrazione.
Auspichiamo – conclude il primo cittadino – che l’azienda riveda la proposta presentata, in un confronto aperto e costruttivo con le sigle sindacali e con tutti i lavoratori, ai quali non faremo mancare il nostro appoggio in tutte le occasioni in cui sarà necessario”.