DI GIOVANNI TARQUINI*
22/1/2026 – Reduce da un incontro del comitato per il No al referendum tenutosi in un circolo Arci della provincia di Reggio Emilia (la discoteca Fuori Orario, ndr.) che vedeva seduti sul palco il procuratore della Repubblica e lo scrittore Carlo Lucarelli, mi limito a rilevare l’anomalia di una simile rappresentazione scenografica e il forzato, insistente richiamo alla “paura“, con una sorta di terrorismo psicologico, del bravo giallista che, come noto, fa questo di professione.
Il mio è invece un modesto ma fermo invito prima di tutto alla lettura del breve testo della Riforma (che già sgombra il campo dalla “paura”…che poi quale paura? Perché?); poi invito al coraggio di girare finalmente pagina.
Abbiamo l’opportunità storica di fare un salto culturale che ci consentirà di affiancarci ai sistemi democratici liberali di pressoché tutti gli altri paesi europei.
Si tratta di distinguere nettamente i due ruoli e le due carriere dei magistrati, vale a dire chi accusa e chi giudica, e di liberare i loro organi di autogoverno, due distinti Csm, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica, dagli effetti noti e desolanti dovuti alle degenerazioni delle correnti politiche esplosi con lo scandalo Palamara.
Non più dunque una magistratura unitaria così come disegnata nel regio decreto proposto dal ministro Grandi risalente al 1941, secondo la visione accentratrice e punitiva di quel periodo storico, ma l’approdo finale di un percorso riformista e garantista che parte dal Codice Vassalli (che nel 1989 introdusse il rito accusatorio al posto di quello inquisitorio) e passa (nel 1999) dalla importantissima riforma costituzionale, voluta da tutte le forze politiche, con l’introduzione delle regole del giusto processo (art. 111 della Costituzione).
Molto semplicemente, accusare e giudicare sono due cose ben distinte e chi accusa deve essere posto sullo stesso piano di chi difende; entrambi devono essere equidistanti da chi giudica, unico soggetto “terzo” e imparziale.
Il resto, caro circolo Arci, è solo teatro.
*Avv. Giovanni Tarquini, Lista Civica per Reggio Emilia / Associazione Reggio Civica