29/1/2026 – Un gesto in difesa della memoria e del lascito politico di Pasquale Marconi, medico fondatore del’ospedale di Castelnovo Monti, partigiano cattolico, padre Costituente e deputato della Democrazia Cristiana sino al 1960, colpito da una censura inspiegabile proprio dalla sua Camera dei Deputati che, in una raccolta dei suoi interventi pronunciati in aula, ha cancellato quello più importante: il discorso del 14 febbraio 1951 nel quale, fra l’altro, accusò i partigiani comunisti di aver commesso atti “di una ferocia tale da non aver nulla da invidiare a quelli commessi dai nazisti“.
Una “adulterazione della memoria” – già raccontata nei dettagli da Reggio Report — che per la sua gravità ha indotto Umberto Gianferrari, nipote di Pasquale Marconi, a indirizzare una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ieri mattina, mercoledì 27 – Giorno della Memoria, scelto non a caso – Gianferrari ha inoltrato la missiva attraverso i canali on line, ma ha consegnato il testo a mano alla Prefettura di Reggio Emilia. Il nipote dell’onorevole Marconi era accompagnato da Paolo Zecchetti, Laurentia Azzolini e da Ivaldo Casali, ricercatore storico e responsabile sicurezza di FdI.
“Voglio sapere il perché di questa mancanza – ha detto il nipote del deputato di Vetto, dopo la registrazione della lettera all’Ufficio protocollo della Prefettura – chiedo che venga ripristinata una memoria che è stata adulterata, anche se so né da chi né perché”. Rileva a sua volta Ivaldo Casali: “Tutto questo è inaccettabile, a maggior ragione in un libro curato e pubblicato dalla Camera dei Deputati. L’impressione è che sia intervenuta una manina per censurare”.
Ma ecco cosa ha scritto Umberto Gianferrari al Capo dello Stato
“Le rivolgo la presente, con profondo rispetto e fiducia nelle Istituzioni che Ella rappresenta,con instancabile dedizione e lo faccio , non è un caso, proprio nel GIORNO DELLA MEMORIA.
Nell’ottantesimo compleanno della Repubblica Italiana e nel ricordo dei Padri Costituenti ci tengo a ricordare in particolare mio nonno l’on.prof. Pasquale Marconi, parlamentare in forza alla Democrazia Cristiana.
Ebbene, in un documento stampato presso la Camera dei Deputati, sono stati annoverati in ordine cronologico , tutti gli interventi in Aula del mio avo.
Balza subito all’occhio una grave e palese omissione !
Dalla raccolta de quo, manca infatti il discorso del 14 feb 1951; forse l’intervento più significativo e politicamente rilevante ; talmente rilevante da essere richiamato ancora oggi in alcuni saggi storici. E chissà che non ne manchino altri…
Ecco perché proprio oggi, 27 gennaio ho ritenuto opportuno e doveroso rivolgermi a Sua Eccellenza, con l’intento di ripristinare quella vera e propria adulterazione della Memoria della nostra Nazione, che si è consumata “.
In quel discorso desaparecido, eppure tanto importante da venir citato da Spreafico, Gianfranco Stella e trascritto da monsignor Francesco Milani nel volume “La Penna e la Voce del dr Pasquale Marconi” , ormai introvabile, e pure tanto scomodo da essere cancellato in una singolare operazione di occultamento della memoria avvenuta nel cuore di Montecitorio, Pasquale Marconi motivò il voto favorevole della Democrazia Cristiana ai piani di riarmo della Repubblica Italiana in funzione Nato, in una seduta rovente quanto memorabile, e in polemica con Luigi Longo, in quel momento acclamato come capo del Pci, mentre togliatti era bloccato in una clinica di Mosca, rivelò le cifre autentiche delle armate schierate dall’Urss contro l’Europa occidentale, provocando un putiferio in aula. Ma i banchi del Partito Comunista esplosero di urla quando Marconi accusò con parole di fuoco i partigiani comunisti per lo stragismo del dopoguerra, paragonandoli ai nazisti.

Pasquale Marconi con la figlia Paola, mamma di Umberto Gianferrari
“Ora non per sentito dire – disse in aula il deputato Marconi – ma perché ho il piacere di aver combattuto insieme ai comunisti e purtroppo ho visto quel che sono stati capaci di fare, posso dirvi che li ho visti commettere atti di una ferocia tale da non aver nulla da invidiare a quelli commessi dai nazisti. Voi avete dimostrato, specialmente in Emilia, specialmente nella nostra zona, questa ferocia. E non mi riferisco alla lotta partigiana, ma a dopo“. Implacabile il j’accuse verso il Partito Comunista: “La vostra stampa, il vostro partito, i vostri esponenti non hanno mai condannato alcuno di questi assassinii, alcuna di queste stragi, perché evidentemente la strage e l’assassinio rientrano nel vostro metodo“.
E aggiunse: “Il comunismo ha la capacità e la volontà di aggredirci” con lo scopo “non di conquiste territoriali, ma di un aggiogamento completo e totale di tanti cittadini a questo vostro regime che si basa unicamente sulla dittatura del vostro partito” .
Ora, alla luce di ottant’anni di sforzi ideologici, politici e pratici compiuti con notevole spiegamento di mezzi per insabbiare un capitolo, quello delle stragi e dei delitti del dopoguerra, tra i più terribili della storia italiana del Novecento, si comprende perché i gendarmi della memoria siano tornati in azione per manipolare e nascondere la storia, questa volta ai danni di Pasquale Marconi, neanche fossimo in 1984 di Orwell.
Già nel mese di dicembre Gianferrari si era rivolto al presidente della Camera Lorenzo Fontana, ma al momento senza ottenere risposta.
Perchè quel discorso è stato cancellato? Quale manina lo ha sbianchettato, e perché?
Ora il caso, scottante quanto delicato, è nelle mani del Presidente Mattarella.
Bubu
29/01/2026 alle 12:09
Brutta razza, a Reggio ancora dominante.
In tutti i sensi e le direzioni..