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Ottantuno anni fa il martirio di Nanni Lasagni
Nessuna giustizia per quel ragazzino trucidato dai partigiani

DI GIUSEPPE PAGLIANI*

3/1/2025 – Ricorrono quest’anno gli ottantuno anni dell’arresto avvenuto i primi giorni di gennaio del 1945 del sedicenne scandianese Nanni Lasagni. Il CLN locale venne nella determinazione di fare trasportare il giovane Lasagni perché sospettato di essere una spia avendo troppi frequenti contatti con elementi noti per attività fascista e fu trattenuto in montagna – secondo una nota del CLN
riportata nel volume “Il Triangolo della morte” di Giorgio e Paolo Pisanò ed edito da MURSIA.
La madre di Nanni il sedicenne sparito, orfano di padre, continuò a cercare il figlio prelevato da sola fino a quando ne ebbe le forze.

Nanni Lasagni era stato prelevato- come si asserisce la pagina 100 del volume Il triangolo
della morte, dalla sua abitazione da due sappisti, Ivo Vecchi e Oscar Zanichelli. A questi nomi si aggiunse quello di Ismo Mattioli detto “Marco” che fu l’ultimo ad vere visto il giovane Nanni vivo. Con queste poche notizie la madre si rivolse al Procuratore del re di Reggio Emilia il Dott. Loffredo, perché iniziasse delle ricerche ufficiali.

Per prima cosa il Dott. Loffredo ordinò l’arresto di Vecchi e di Zanichelli che venne eseguito il 12 novembre del 1945. A questo punto, secondo quando scritto nel Triangolo della morte, interviene Didimo Ferrari detto “Eros”.

Gli sviluppi della vicenda sono ricostruiti dall’articolo apparso sul “La Penna” di Giorgio Morelli detto il Solitario in data 22 dicembre 1946.

” Ha inizio l’istruttoria, Vecchi e Zanichelli vengono interrogati. Di ciò che i due imputati hanno deposto in istruttoria non è dato sapere nulla.
Dopo pochissimi giorni di detenzione, improvvisamente, i due responsabili del prelevamento vengono messi in libertà. Il giudice Loffredo giustifica questo suo atto giudiziario con l’appellarsi alla legge del 12 aprile 1945 che ritiene non perseguibili dalla giustizia tutte le azioni compiute a scopo di guerra. Con questa bugia palese ha termine quella che possiamo chiamare “la dura morte di un minorenne”. Chiaramente il cadavere di Nanni non fu mai ritrovato e fa parte di quel gruppo di persone scomparse alla
Fornace di Cà de Caroli.

La fornace di Cà dei Caroli: qui finì il corpo di Nanni Lasagni, trucidato a 16 anni da un commando di partigiani comunisti

In base a questi documenti emersi dalla indagine storiografica, possiamo oggi trarre alcune conclusioni: La persona assassinata materialmente era un minorenne, 16 anni. Non esiste in una qualunque delle legislazioni esistenti nnei paesi civilizzati ed in quelli meno civilizzati un solo articolo che dichiari perseguibile di condanna a morte un minorenne ritenuto responsabile materiale dell’atto più criminale contemplato nel codice penale.

Il delitto Lasagni non è stato esaminato e gli autori non sono stati condannati. Il delitto non è stato esaminato perché l’istruttoria è stata chiusa dopo il solo interrogatorio dei due imputati e di pochissimi altri testimoni di relativo valore.

L’interrogatorio del Sig. Mattioli Ismo “Marco”, l’ultima persona conosciuta a cui l’ucciso è stato consegnato, non è stato mai compiuto dall’autorità inquirente. Dobbiamo sottolineare un particolare grave l’istruttoria avvenne solo parzialmente.

Questo episodio è dalla sinistra a Scandiano ed a Reggio Emilia volutamente da sempre dimenticato, non si può addivenire ad una vera pacificazione se si continua ad utilizzare la storia in modo speculativo e politico, gli assassini del minorenne Nanni Lasagni furono lasciati in libertà perché coloro che condannarono da subito il rapimento del giovane si adoperarono poi a scarcerare gli esecutori del delitto di un minorenne innocente ed a far dimenticare una pagina vergognosa del partigianato locale.

Noi non dimentichiamo, e fino a quando potremo ridaremo onore e memoria ai martiri innocenti uccisi dai partigiani che ambivano a dare vita ad una rivoluzione “rossa” eliminando civili e testimoni per semplice odio di classe ben sapendo di essere stati fascisti anch’essi fino a poco prima di aver dato vita a queste esecuzioni.

*Avvocato, consigliere provinciale di Forza Italia Reggio Emilia

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5 risposte a Ottantuno anni fa il martirio di Nanni Lasagni
Nessuna giustizia per quel ragazzino trucidato dai partigiani

  1. GIOVAN BATTISTA PADERNI Rispondi

    03/01/2026 alle 09:31

    Sarebbe bello sentir parlare l’avvocato anche degli assassini dell’altra parete, così, per par condicio….

    • Alberto Rispondi

      04/01/2026 alle 08:27

      Di quelli se parla tutti i.giorni con cerimonie e omaggi mentre degli scomparsi nulla lo so.la verità fa male!!

  2. Sauro Fontanesi Rispondi

    03/01/2026 alle 11:42

    Tutti i politici attuali che tanto ricordano i soli morti di una parte della guerra civile dove sono ? Non ricordano i 7 fratelli Govoni uccisi a guerra finita da criminali comunisti. Così come ignorano un bambino trucidato dai criminali comunisti e fatto sparire.
    Cari compagni dove siete ?
    La pacificazione la cercate solo nei vostri interessi economici ?
    Voi eredi di un periodo storico terribile leggete ciò che la storia e non solo quella scritta dall anpi ricorda .
    Sauro Fontanesi

  3. Giuseppe Pagliani Rispondi

    03/01/2026 alle 12:08

    Di questi crimini nessuno ne parla, e questo non aiuta a ricostruire storiograficamente i fatti, i crimini compiuti dai partigiani nelle nostre terre sono da sempre nascosti

  4. Vision Rispondi

    06/01/2026 alle 10:27

    Giampaolo Pansa a Reggio mica l’han fatto entrare…

    Fanno schifo.

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