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Chirurgia robotica: il sistema Da Vinci Xi
è arrivato al Santa Maria Nuova
Costo coperto da Regione, Manodori e tre donatori

24/1/2026 – È destinato a cambiare l’attività di sala operatoria e la stessa esperienza dei pazienti il sistema da Vinci Xi, modernissima apparecchiatura per la chirurgia robotica presentata questa mattina, installata da qualche settimana al 4°piano dell’Ala Nord dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Le prime specialità che vedranno il contributo del robot, a partire dai prossimi giorni, sono l’Urologia, la Chirurgia oncologica e quella generale, le cui equipe hanno subito iniziato la formazione sul campo, e altre ne seguiranno.

Da Vinci diviene uno strumento avanzato a supporto dei professionisti, da tempo divenuti esperti in tecniche mininvasive ad alta complessità, con numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia sia tradizionale che laparoscopica.

Per il paziente i benefici consistono nelle dimensioni più piccole delle incisioni, con migliori risultati estetici, minore ricorso a trasfusioni, minore dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di ospedalizzazione e ritorno più rapido alla normalità.

Ai chirurghi da Vinci offre più semplice accesso a sedi anatomiche difficoltose, migliore capacità di visualizzazione, più accuratezza nelle procedure demolitive e in quelle ricostruttive, oltre a tempi operatori ridotti.

L’acquisizione del sistema ha avuto un iter di un paio d’anni, necessari per definire i dettagli del progetto e assicurarne la copertura finanziaria: l’ investimento è pari a 2 milioni 391 mila 200 euro comprensivi di iva. Di questi, un milione è stato messo a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, mezzo milione dalla Fondazione Manodori, la restante parte è stata coperta grazie a tre importanti lasciti di altrettanti cittadini reggiani, in particolare del Signor Ugo Ughetti, della Signora Gianna Tedeschi, della Signora Alma Bellentani.

Al costo si aggiunge la cifra di circa mezzo milione di euro a carico dell’Azienda Sanitaria per i cinque anni di noleggio del tavolo operatorio, dotato di specifica sincronizzazione al robot, e per l’hardware che gestisce la simulazione guidata, indispensabile alla formazione dei professionisti.

Alla cerimonia sono intervenuti l’Assessore regionale alle Politiche per la Salute Massimo Fabi, il Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, il Sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, il Presidente della Fondazione Manodori Leonello Guidetti. Hanno presenziato gli eredi dei privati cittadini che hanno contribuito a realizzare il progetto.

Ad accoglierli il Direttore generale Davide Fornaciari, accompagnato dai professionisti.

“L’arrivo del sistema robotico da Vinci Xi all’Arcispedale Santa Maria Nuova – ha sottolineato Fabi – rappresenta molto più di una strumentazione tecnologica altamente innovativa: è un investimento che rafforza la nostra sanità territoriale, valorizza e supporta le competenze dei professionisti e conferma la volontà della Regione di garantire alle persone cure sempre più appropriate, avanzate e personalizzate.

È così che intendiamo la modernizzazione del sistema sanitario, come strumento per migliorare concretamente gli esiti di cura, ridurre l’impatto degli interventi sui pazienti e assicurare percorsi assistenziali di qualità elevata e omogenea su tutto il territorio. Il valore di questo progetto risiede anche nella straordinaria alleanza tra istituzioni, fondazioni e cittadini. Il contributo della Regione, affiancato da quello della Fondazione Manodori e dai lasciti di generosi cittadini e cittadine reggiani, testimonia una comunità che crede nella propria sanità pubblica e sceglie di investirvi con responsabilità e fiducia”.

Mentre il presidente Zanni ha rivolto un ringraziamento “ai professionisti che potranno operare con strumenti e performance ancora migliori grazie a questa tecnologia, alla Fondazione Manodori e ai cittadini e alle cittadine che hanno contribuito al finanziamento”, il presidente della Mandori Leonello Guidetti ha ricordato che ““Investire sulla salute pubblica è una priorità per la Fondazione Manodori, e lo è in particolare per un’attrezzatura di assoluta avanguardia come il Robot Chirurgico, che avrà una notevole rilevanza per tutto il nostro territorio e non solo”.

Il sindaco Massari, già dirigente medico del Santa Maria Nuova, ha parlato da esperto: “L’innovazione al servizio di alcune specialità chirurgiche offre oggi possibilità terapeutiche in grado di personalizzare gli interventi e saper cogliere tali opportunità significa confermarsi reattivi e recettivi. Sapere che questo importante passo avanti sia stato reso possibile grazie a finanziamenti pubblici e a donazioni private conferma una volta di più che nel nostro territorio la tutela della qualità del sistema sanitario pubblico è un impegno che ci assumiamo tutti insieme”.

Per il direttore generale Ausl Davide Fornaciari il Da Vinci Xi “consentirà di rafforzare l’appropriatezza dei percorsi e favorire una maggiore personalizzazione del trattamento potenziandone le possibilità terapeutiche. La sua introduzione è accompagnata da programmi specifici di formazione e da una pianificazione organizzativa mirata, con l’obiettivo di garantire adeguati standard di sicurezza e un accesso equo all’innovazione tecnologica”.

Il sistema robotico da Vinci Xi

È uno dei primi sistemi per la chirurgia mininvasiva robot-assistita e giunge ormai alla quarta generazione tecnologica, sviluppata sul concetto di interfaccia immersiva.

Da Vinci è l’unico sistema robotico che traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo, consentendo un controllo completo della fibra ottica e dello strumentario e offrendo una visione tridimensionale ingrandita sino a 10 volte, così che il chirurgo – senza occhiali o altre apparecchiature – possa valutare in modo ottimale le parti anatomiche e vivere l’intervento come se si trovasse all’interno del corpo del paziente.

Sono tre i principali elementi di cui si compone:

  • console chirurgica, che è centro di controllo dotato di fibra ottica, manipolatori e pedali;
  • carrello del paziente, dotato di quattro braccia mobili e interscambiabili, dedicate al supporto della fibra ottica e degli strumenti con diametro da 8 mm sino a 12 mm;
  • carrello per la visione che ospita l’unità centrale di elaborazione dell’immagine.

Con il chirurgo che prende posto davanti alla console, il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi convogliati alle braccia robotiche, eliminando il tremore fisiologico e i movimenti involontari.

Inoltre, da Vinci può contare su un sistema di posizionamento tramite laser che ottimizza l’esecuzione dell’operazione sulla base delle effettive necessità, potendo svolgere interventi complessi in più sedi anatomiche (chirurgia multiquadrante), senza spostare il paziente né il robot. Al vantaggio della riduzione del tempo operatorio, si aggiunge la piena compatibilità della nuova tecnologia con le dotazioni mediamente presenti nelle sale operatorie.

La fase di formazione degli operatori avviene attraverso la guida del simulatore virtuale utile alla formazione sul campo e al mantenimento nel tempo di performance elevate, con il continuo aggiornamento dei casi.

Il sistema robotico da Vinci in Italia e nel mondo

A dicembre 2024, sono oltre i 9.000 le piattaforme da Vinci distribuite negli ospedali di 6 continenti e in 71 paesi; dopo gli Stati Uniti, in cui sono presenti 5.000 sistemi robotici, l’Europa rappresenta il secondo mercato con più di 1.500 installazioni.

Ad oggi in Italia sono installati oltre 200 sistemi da Vinci e nel 2024 oltre 50.000 pazienti hanno potuto beneficiare delle sue prestazioni.

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