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Trionfa la propaganda pro Hamas e antisemita
Francesca Albanese indottrina
gli studenti
anche al Cattaneo di Castelnovo Monti

DI PIERLUIGI GHIGGINI

13/12/2025L’infezione Albanese si è nuovamente propagata nel reggiano con la videoconferenza sul conflitto israelo-palestinese che, complici docenti e dirigenti ProPal e antisemiti (ma in genere dissimulano la loro posizione come anti- Netanyahu), è entrata di prepotenza all’Istituto Cattaneo di Castelnovo Monti, come in altri 150 istituti scolastici italiani attraverso un’operazione orchestrata dai Docenti per Gaza. E con vertici dell’istruzione provinciali, regionali e nazionali inebetiti e incapaci di reagire e far rispettare la legge e le norme che reggono la scuola.

Ma a Castelnovo Monti il fatto appare ancora più grave, perché quei professori sapevano benissimo cosa aveva combinato la propagandista di Hamas vestita da Relatrice speciale Onu in quella disgraziata domenica del 28 Settembre al teatro Valli di Reggio Emilia, quando ha infiammato una platea occupata dagli estremisti proPal e, dopo aver fatto a brandelli il povero sindaco colpevole di invocare la restituzione degli ostaggi israeliani, ha inneggiato ai terroristi quale “avanguardia di un mondo nuovo“.

Evidentemente ciò non è bastato ai docenti del Cattaneo che anzi hanno considerato Albanese e le sue sparate, tanto rivelatrici quanto pericolose, come l’ideale per indottrinare i ragazzi.

Ma già, siamo nella Reggio culla delle Brigate Rosse, nella città di un Prospero Gallinari che volle la bandiera e il nastro della Palestina sulla sua bara, nella montagna reggiana dove in un ristorante di Costaferrata, 55 anni fa, si gettarono le basi delle future bierre. Chi continua ad indignarsi è solo un ingenuo.

Qualcuno però ha battuto un colpo: la consigliera provinciale Cristina Fantinati, capogruppo Lega a palazzo Allende, ha presentato un’interrogazione al presidente della Provincia, Giorgio Zanni, rilevando che l’incontro in videoconferenza sia stato organizzato “senza che le famiglie degli studenti fossero preventivamente coinvolte nel dare il proprio consenso“.
“L’incontro ha riguardato il conflitto israelo-palestinese, uno dei temi geopolitici più complessi,
drammatici e polarizzanti del nostro tempo – sostiene Fantinati – Affrontarlo con ragazzi minorenni, attraverso l’intervento di una figura pubblica fortemente caratterizzata da prese di posizione politiche, senza contraddittorio e senza pluralismo, è una scelta che considero grave e non condivisibile”.
Perché Francesca Albanese non è una relatrice “neutrale”: “È una figura che ha espresso più volte
dichiarazioni di natura politica e ideologica, che hanno alimentato forti divisioni nel dibattito
pubblico nazionale politico ed istituzionale”.

Fantinati ricorda proprio il vergognoso intervento al Valli e, più di recente, il commento di Albanese all’irruzione nella redazione della Stampa di Torino: «Deve essere anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro».

“Affermazioni gravissime – commenta la consigliere – che esprimono una visione ideologica precisa e fortemente schierata nonché una mancanza di rispetto della libertà di stampa”.
“Qui non si tratta di censura né di limitare la libertà didattica, ma di rispettare la neutralità della
scuola, il ruolo educativo primario delle famiglie e i principi sanciti dalla Costituzione, dallo
Statuto delle Studentesse e degli Studenti e dalle norme sull’autonomia scolastica”.
“Ho chiesto al Presidente della Provincia – conclude la consigliera – se ritenga ammissibile che relatori notoriamente politicizzati e divisivi vengano invitati nelle scuole senza il consenso informato dei genitori e quali misure intenda adottare per evitare che la scuola pubblica venga percepita come uno strumento di
indirizzamento ideologico o politico.
La scuola deve restare un luogo di formazione, mai di indottrinamento. I ragazzi vanno tutelati, non
esposti a messaggi politici unilaterali senza il coinvolgimento delle famiglie”.

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Una risposta a 1

  1. Stefano Spadoni Rispondi

    22/12/2025 alle 10:07

    Scrivere un articolo del genere dimostra incoscienza e irresponsabilità.

    Siete voi, con questa vostra narrativa, a politicizzare tali tematiche e ad associare, ancora e ancora, in modo criminale, la critica al governo Netanyahu all’antisemitismo, quando in realtà le due cose non hanno nulla in comune.

    È lecito opporsi e giudicare negativamente l’operato di un governo, soprattutto se questo si proclama rappresentante di un Paese democratico. È invece strumentale e disonesto tentare di delegittimare tali critiche etichettandole come antisemitismo. E’ palese la vostra colpevole difesa ad oltranza di posizioni indifendibili, perseverando in un negazionismo ed in un revisionismo di cui, prima o poi, dovrete rendere conto.

    Vi è poi un ulteriore tentativo di mistificare e confondere l’opinione pubblica, tirando in ballo, in una marmellata disgustosa, il tema delle BR e mescolandolo in uno zibaldone privo di qualsiasi senso. Così facendo, si offende l’intera città di Reggio Emilia, che ha dato molto a questo Paese: ha dato martiri, ha dato intellettuali, ha dato orgoglio, sangue e dignità.

    In conclusione, ritengo che lei dovrebbe provare vergogna per le parole orride che ha scritto e chiedere scusa a tutti i cittadini di questa splendida città, così come alla signora Albanese, che non è un virus, ma rappresenta quel brandello di coscienza che ancora ci rimane.

    Altrimenti, per quali altre ragioni verrebbe attaccata in modo così duro e costante da ogni parte?

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