6/12/2025 – Nuovo, importante passo avanti nella realizzazione del MIRe, il nuovo ospedale per la cura della donna e dell’infanzia in costruzione nell’area del Santa Maria Nuova, a Reggio Emilia.
Questa mattina la cerimonia, che riprende una tradizione antica ma ancora viva dei mastri muratori, della “posa della bandiera” quando la costruzione è arrivata al tetto. In realtà le bandiere sono tre: quella italiana, quella dell’Unione europea e la tera della Regione Emilia-Romagna. Ci sarebbe stato proprio bene il Primo Tricolore reggiano, che è bandiera nazionale a tutti gli effetti, ma poco importa. Probabilmente dopo la consegna alla signora Francesca Albanese, che ha pure sbeffeggiato il sindaco davanti al pubblico del Valli, non ne sono rimasti più.
Alla “posa della bandiera” intervenuti il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, il presidente della Provincia d Giorgio Zanni, il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari, il direttore generale dell’ Ausl Davide Fornaciari, insieme a Deanna Ferretti, presidente di Curare Onlus, che da quindici anni opera con determinazione per la realizzazione della nuova struttura all’avanguardia.
La struttura composta da 4 piani fuori terra e da uno interrato, per complessivi 19.500 metri quadrati, ospiterà reparti e servizi oggi presenti in sedi anche distanti tra loro, per favorire modalità organizzative integrate tra specialità e professioni. E diventerà un punto di riferimento per l’intera provincia, – così sottolineano Ausl e Regione – “capace di rispondere ai bisogni assistenziali di maggiore complessità e accogliere attività di formazione e ricerca”.
Il primo stralcio del progetto, finanziatpo con 42,4 milioni, sarà completato entro la fine del 2026 e porterà al trasferimento nel primo semestre 2027 del reparto di Pediatria e dell’area ambulatoriale di riferimento estese alle specialità: Neuropsichiatria infantile, Genetica clinica, gravi disabilità dell’età evolutiva, reumatologia pediatrica.
Seguirà secondo stralcio, per ultimare l’intero edificio, con un investimento complessivo di 71,4 milioni.
“Il MiRe – ha detto il governatore de Pascale – testimonia l’impegno della Regione nel sostegno di una sanità pubblica e universalistica che potrà contare su una struttura all’avanguardia, pensata per garantire sicurezza, accoglienza e qualità delle cure. Efficacia, efficienza ed appropriatezza della cura si affiancano all’attenzione per lo sviluppo dell’attività di ricerca, in particolare nell’ambito delle tecnologie avanzate e dei modelli assistenziali, grazie a terapie integrate con tecnologie evolute e competenze multidisciplinari e multiprofessionali. Questa è la sanità pubblica che vogliamo“.
Deanna Ferretti non ha nascosto la propria emozione: “Non stiamo assistendo soltanto alla crescita di un edificio, ma alla crescita di una comunità che sceglie di prendersi cura della vita fin dal suo inizio, mettendo al centro la donna, la maternità, l’infanzia. Oggi sentiamo che il sogno che ci ha guidati per anni si sta trasformando in realtà. Oggi il futuro che abbiamo immaginato insieme… comincia davvero. Grazie di cuore a tutti”.

Deanna Ferretti, promotrice del Mire e di Curare onlus, insieme a Zanni, Massari, De Pascale e il direttore Ausl Fornaciari.
Il progetto MiRe
Nato nel 2014, il progetto prevede un quadro dei finanziamenti di 71,4 milioni di euro, dei quali 18,1 milioni di provenienza regionale. A questi si aggiungono gli oneri di progettazione interamente coperti da CuraRE Onlus, che finora ammontano a circa 800mila euro. A curare la progettazione e la direzione lavori è lo Studio Binini Partners di Reggio Emilia.
Il nuovo fabbricato avrà un ingresso indipendente e sarà collegato al Core, quindi al resto del Santa Maria Nuova, da passerelle presenti ai piani interrato, terra e primo. Il collegamento agevolerà l’immediata accessibilità ai settori diagnostici e specialistici.
I 5 piani dell’edificio – quattro fuori terra e un seminterrato – ospiteranno l’area Ostetrica Ginecologica (Punto nascita con Area di degenza, Centro Nascita Fisiologica, struttura operativa di Ginecologia con Area di degenza, Blocco travaglio parto, Blocco operatorio ginecologia e ostetricia), l’area Pediatrica (Neonatologia con Terapia intensiva e semintensiva neonatale, Area ambulatoriale e area degenza, Pediatria, Neuropsichiatria infantile, Genetica clinica, Reumatologia pediatrica e dell’adolescenza), Psicologia clinica dedicata, Anestesia e Terapia del dolore dedicata, Didattica e ricerca.
Al piano interrato saranno alloggiate nuove apparecchiature diagnostiche, tra cui l’innovativa risonanza magnetica a 3 Tesla in grado di offrire immagini ad altissima definizione, per l’acquisto della quale è in corso una raccolta di fondi da parte di associazioni quali Fondazione Grade e cittadinanza. Ancora al piano interrato troverà posto, grazie al fondamentale contributo di Curare tramite Transcoop (circa 200mila euro donati), il Centro di Simulazione ad alta fedeltà di ultima generazione per le attività formative.
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Fausto Poli
07/12/2025 alle 08:52
Tesla number one.
Giusto realizzare un parco nuovo e riqialificato della sanita’: alcune risorse vadano a riorganizzare internamente le strutture: per creare un flusso in entrata e uscita piu’ snello, altrimenti i privati convenzionati saranno sempre piu’ gettonati.