4/12/2025 – I mafiosi, o i loro emuli, autori del lugubre quanto minaccioso messaggio indirizzato al giudice Andrea Rat – una grande croce nera tracciata sulla porta finestra della sua abitazione – hanno ottenuto l’effetto esattamente contrario a quello cercato: nessun cedimento alla paura, ma anzi moto di solidarietà come da qualche tempo non si vedeva da parte delle istituzioni e della società civile reggiana, con documenti (tre gli ordini del giorno approvati in consiglio comunale a Reggio, uno presentato in provinciale dal consiglieri Pagliani e Bizzocchi di Terre Reggiane), prese di posizione e iniziative pubbliche.
Questa mattina il giudice che ha scritto materialmente la monumentale sentenza del processo Aemilia, è il protagonista di un incontro con gli studenti delle quinte classi dell’Istituto superiore unificato Zanelli-Secchi, all’auditorium del Centro internazionale Malaguzzi. Incontro e organizzato dl Collegio Geometri e Geometri Laureati, Associazione dei Geometri della Provincia di Reggio Emilia e dall’ Istituto Zanelli-Secchi. L’iniziativa è patrocinata dal Provincia di Reggio Emilia e da Unimore-Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari.
Il titolo è significativo: Studenti, Professionisti e Legalità – L’illegalità si combatte con la Cultura. Conduce il dialogo con i ragazzi il giornalista Tiziano Soresina.
Andrea Rat parlerà del percorso compiuto in questi anni dalla giustizia reggiana contro la malavita organizzata che ha portato alla luce la più estesa rete ndranghetista del Nord Italia in un lavoro senza precedenti, ma che è rimasto a metà o comunque largamente incompiuto: l’inchiesta Aemilia non ha toccato il sistema politico che domina Reggio da oltre 80 anni, responsabile del dilagare della ndrangheta negli anni dell’ultimo boom del cemento (e successivi) , con milioni e milioni di metri cubi autorizzati e costruiti senza sosta.
Da tempo il giudice Rat va dicendo che la storia della ndrangheta reggiana “non è finita“, proprio per niente. E’ proprio questo monito, pronunciato negli incontri pubblici, che dà noia alla alle nuove generazioni di picciotti e soprattutto a chi li manda avanti, ancora una volta nell’ombra.
Una criminalità organizzata che rialza la testa con i vecchi metodi, e lo dimostra il ritorno in grande stile delle notti dei fuochi, con auto e furgoni bruciati a ripetizione, ma anche dissimulandosi negli ambienti “puliti” e che contano. e per questo non può permettere che una nuova consapevolezza possa suscitare domande e conquistare i cervelli dei giovani.
Ecco perché il richiamo alla Cultura come l’argine più efficace da opporre alle mafie, appare quanto mai pertinente.
“Il consesso – scrivono gli organizzatori dell’incontro – avviene in un momento cruciale in cui professionisti, giovani studenti, docenti e cittadini in genere, sono chiamati a stringersi intorno e dare supporto a chi, come il Dott. Rat, è protagonista e rappresenta un punto di riferimento nella lotta quotidiana contro la criminalità organizzata. L’evento vuole essere non solo un momento di informazione, ma anche un’occasione per rafforzare il senso di comunità e di responsabilità civica nella difesa dei valori di legalità e giustizia”.

Il giudice Andrea Rat al convegno Confapi-Provincia di fine novembre. A destra il giornalista Davide Bianchini
L’ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO IN PROVINCIA
Al Presidente della Provincia di Reggio Emilia
CONSIDERATO CHE
nei giorni scorsi il Giudice Andrea Rat del Tribunale di Reggio Emilia vittima di un grave gesto intimidatorio rappresentato da una minacciosa ed inquietante croce nera disegnata da ignoti sulla porta-finestra della propria abitazione
TENUTO CONTO CHE
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ED IL CONSIGLIO PROVINCIALE:
(Gruppo Terre Reggiane, Alberto Bizzocchi e Giuseppe Pagliani)