Archivi

Claudio Bacchi principale indagato
per la maxi discarica abusiva di Brescello

11/12/2025 – L’imprenditore Claudio Bacchi, costruttore e storico re delle escavazioni del Po, è il principale indagato fra i 9 sotto inchiesta (cinque pubblici ufficiali dipendenti di Arpae) per la maxi discarica abusiva di materiali ferrosi, quasi un milione di tonnellate di scorie di acciaieria non trattate, attiva dal 2016 a Brescello in via Peppone e Don Camillo, nell’area della Dugara Spa, società che ha incorporato la Bacchi Spa.

Claudio Bacchi

A scoprire quello che costituisce uno dei più gravi casi di contaminazione ambientale registrati nel reggiano, in particolare delle falde acquifere inquinate da ferro e arsenico, sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale e del settore Forestale attraverso un’indagine ad ampio spettro coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, pubblico ministero Giulia Galfano. Indagine che continua per accertare tutte le responsabilità.

Claudio Bacchi, 62 anni, socio di maggioranza della Dugara, è indagato per “aver realizzato e gestito una discarica non autorizzata” insieme alla madre Franca Soncini di 82 anni – che risulta come amministratore unico della società Dugara – e il professionasta Fabrizio Bo, 66 anni, incaricato dalla stessa società di formare il dossier di documenti da presentare al Comune di Brescello, comprese le relazioni tecniche.

Bacchi e Soncini devono rispondere anche dell’ipotesi di reato di inquinamento ambientale in concorso con Roberto Spaggiari,  incaricato dalla Dugara Spa dei piani di monitoraggio delle acque sotterranee e anche per la determinazione dei valori di fondo di ferro e arsenico nelle acque sotterranee.

Per la medesima contestazione risultano tecnici di Arpae Claudio Marcos Gianolio Lopez, Giuseppe Ghizzoni, Michele Frascari, Tommaso Mazza e Annamaria Carpi fra l’altro incaricati di effettuare i controlli e redigere i rapporti conclusivi del controllo programmato.

I tecnici di Arpae sono anche accusati di falso ideologico per “aver redatto rapporti di controllo falsati, attribuendo i superamenti dei limiti di inquinamento a caratteristiche naturali del terreno anziché alle attività di smaltimento”.

La perquisizione ordinata dal pm è avvenuta negli uffici degli indagati e sui loro computer e smartphone personali. Perquisite anche le sedi sociali di Dugara Spa e Bacchi Spa, lo studio professionale del geometra Roberto Spaggiari e lo studio professionale dell’architetto Fabrizio Bo. I dispositivi informatici sono stati sequestrati.

La “Dugara spa” aveva ottenuto nel 2003 l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto di recupero di scorie di acciaieria per la formazione di rilevati e sottofondi stradali, funzionale ad urbanizzare un’area della stessa azienda. Terreno su cui dovrebbe sorgere un “polo logistico intermodale” a cui però il Comune di Brescello si è opposto. Così al posto dell’infrastruttura Bacchi, col nome delkla madre 82enne, avrebbe dato vita e mantenuto negli anni – almeno fin dal 2016 – un deposito di scorie “non trattate” e “di fusione”. Il tutto senza “completarne il ciclo di recupero” e non realizzando le opere di urbanizzazione che lo avrebbero permesso.

Condividi:

3 risposte a Claudio Bacchi principale indagato
per la maxi discarica abusiva di Brescello

  1. Operetta Rispondi

    12/12/2025 alle 10:41

    ..ma sì dai saranno tutte assoluzioni in formula piena..si è visto a Reggio come va la giustizia (lettera minuscola)

    così poi i media diranno ‘tanto rumore per nulla’

  2. Emore Rispondi

    12/12/2025 alle 10:49

    C’è ancora qualcuno che crede all’Arpa reggiana?

    Inoltre: c’è ancora qualcuno che crede nella Giustizia reggiana?

    • IRENE Rispondi

      12/12/2025 alle 15:08

      io che ci lavoro e non ho dubbi sui colleghi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *