DI GIOVANNI TARQUINI E CARMINE MIGALE*
Ai sensi dell’art. 174 del Testo Unico degli Enti Locali, la Giunta Comunale approva lo schema di bilancio di previsione, finanziario e il Documento unico di programmazione e lo presenta all’organo consiliare unitamente agli allegati entro il 15 novembre di ogni anno.
Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, invece, nel corso della conferenza dei Capigruppo del 17 dicembre scorso ha illustrato il nuovo calendario, imposto dal PD: la presentazione e il deposito del bilancio in Consiglio comunale avviene oggi, lunedì 22 dicembre. Per di più alle ore 14.06, praticamente un’ora prima della seduta del Consiglio comunale e con oltre un mese di ritardo rispetto ai termini di legge.
Nel frattempo, tramite un roboante video urbi et orbi del Sindaco Massari, apprendiamo che il Consiglio comunale non serve, perché il bilancio è già dato per discusso e approvato definitivamente dalla Giunta comunale, con tanto di successiva comunicazione pubblica.
Appare palese che i consiglieri comunali di questo PD servono soltanto a ratificare decisioni prese altrove.
Occorre allora ricordare al sindaco e alla sua giunta che esiste ancora la separazione dei poteri esecutivo (Giunta comunale) e legislativo (Consiglio comunale).
Vien da pensare che questa Giunta comunale ormai ritiene di essere depositaria di poteri assoluti: l’ennesima “massarata” che trova una sintesi perfetta nel famoso detto francese attribuito a Luigi XIV, il Re Sole: “L’état c’est moi” – “Lo Stato sono io”.
Tuttavia, ricordiamo a questa giunta targata PD che noi non siamo sudditi, ma cittadini, e dal 2026 pagheremo ogni anno una addizionale IRPEF ai livelli massimi di sempre, 0,8%, sui nostri redditi e a causa dell’inadeguatezza proprio di questa Giunta comunale.
Dato che il sindaco sciorina nei suoi video che questi aumenti di imposte addizionali IRPEF andranno a finanziare le “grandi opere” del “Re Sole” e della sua giunta, chiediamo a lui e al suo vice De Franco, assessore ai lavori pubblici, per quale motivo lamentano carenze nei trasferimenti dello Stato ai Comuni, se poi riescono a perdere progettualità importanti come il progetto comunale ‘R60’ per un valore complessivo stimato in circa 76 milioni di euro.
Un progetto che doveva riqualificare zone degradate, inclusa quella della stazione ferroviaria di via Turri. Progetto che oggi De Franco cerca, con evidente imbarazzo, di relegare ad una mera restituzione di 1,1 milioni di euro che lo Stato aveva versato in acconto al Comune per realizzare l’opera.
Ma il buon De Franco dimentica, volutamente, di dire che l’opera non sarà realizzata poiché il Comune non è stato in grado di presentare nei tempi dovuti la documentazione necessaria per realizzarla. Et voilà: 76 milioni di euro persi.
Forse potevamo risparmiarci aumenti di TARI, coperte da risorse comunali e gare trasparenti per affidare il servizio, e potevamo risparmiarci aumenti di imposte addizionali IRPEF, se solo questi “bravi” amministratori PD avessero svolto con competenza il loro lavoro per il bene della collettività.
*Giovanni Tarquini e Carmine Migale, consiglieri comunali Lista Civica per Reggio Emilia
L'Eretico
22/12/2025 alle 22:13
Nelle pieghe del bilancio emerge un ulteriore dato che dovrebbe far riflettere seriamente, e indignare. Circa due terzi dei contenziosi avviati in materia di IMU e TARI non producono alcun incasso, perché avviati senza adeguati presupposti e destinati a soccombere o a essere archiviati.
Del restante terzo effettivamente incassato, una quota non trascurabile non deriva dalla fondatezza delle pretese, ma dal fatto che il cittadino, stanco ed esasperato, preferisce pagare pur di evitare ulteriori perdite di tempo, costi professionali e complicazioni burocratiche. In altre parole, paga per essere lasciato in pace.
Questo meccanismo è profondamente distorsivo. Genera costi amministrativi, intasa gli uffici, mina la fiducia nelle istituzioni e scarica sul cittadino l’inefficienza della macchina pubblica.
A questo punto non ci si dovrebbe stupire se cresce la disaffezione verso il voto e verso le istituzioni. È difficile parlare di legalità e rispetto delle regole quando è la stessa amministrazione pubblica a non applicarle correttamente, utilizzando strumenti impositivi in modo intimidatorio anziché conforme al diritto.
Un sistema in cui due terzi delle pretese tributarie non vengono mai incassate non è un sistema efficiente: è un sistema che sbaglia, persevera e scarica le conseguenze sui cittadini. E questo, semplicemente, non è accettabile.
Diotima
23/12/2025 alle 08:57
Lei ha sempre una saggezza apprezzabile.
Ma crede che ci sia ancora, non soltanto a Reggio-purtroppo per tutti- ma direi in Italia (con differenze ormai trascurabili se vediamo la cosa con lucidità), una ‘conformità al diritto’ ??
Quale speranza ancora ha Lei, se ne ha, caro Eretico, nella Applicazione PRATICA SENSATA ED EFFICACE del Potere Giudiziario ?
Io zero.
Buon Natale o Buona Rinascita se non crede.
L'Eretico
23/12/2025 alle 14:48
Ho Fede.
Saluti.
Diotima
23/12/2025 alle 18:14
In Dio è comprensibile..nel resto un pò meno.
Tabelline
23/12/2025 alle 09:02
Per Tarquini e Migale.
Quale collettività scusate ? A me pare che ci siano sempre state ‘corsie preferenziali’…
e basta leggere anche l’intervento dell’Eretico per capire che 2 + 2 per i democratik ex comunistik non fa assolutamente 4.