3/11/2025 – “Il dato pubblicato oggi da Il Sole 24 Ore, conferma un peggioramento della situazione a Reggio Emilia. È un segnale serio, che non può essere né sottovalutato da chi governa né strumentalizzato da chi è all’opposizione in un gioco delle parti finalizzato al consenso immediato e non alla responsabilità. Serve un approccio laico, pragmatico e condiviso, che unisca e non divida”.
Lo scrivono il segretario provinciale di Azione Claudio Guidetti e il segretario cittadino Lorenzo Buffagni, che non risparmiano critiche a destra e a sinistra, ma soprattutto frustano “l’atteggiamento sbagliato e autolesionista” della “sinistra ideologica” che oggi prevale a livello reggiano e con la quale Azione è alleata nella maggioranza che sostiene il sindaco Massari. A conferma delle tensioni che attraversano in più direzioni il centro sinistra “allargato”, nonostante le verifiche e i giuramenti di compattezza da parte del Pd.
“Il tema sicurezza non è né “di destra” né “di sinistra“: è una questione di giustizia sociale e libertà individuale – scrivono Guidetti e Buffagni – La destra tende ad alzare i toni, scaricando spesso la responsabilità sul Comune, pur sapendo che la sicurezza pubblica è competenza dello Stato, del Governo nazionale che presiede e delle forze dell’ordine.
La sinistra più ideologica che a livello locale oggi sembra prevalere, invece, tende a giustificare il reato come espressione di disagio sociale di cui la responsabilità è del nostro tipo di società e storia, dimenticando che così spesso non è, e che le vittime del degrado sono spesso le persone e famiglie più fragili: chi vive nei quartieri popolari, chi ha investito i risparmi di una vita in una casa o un’attività in zone oggi difficili, chi non può scegliere dove abitare.
È differente abitare in certe zone a nord della città o in area Stazione o Canali e Belvedere”.
I vertici di Azione rincarano la dose: “Questo atteggiamento è sbagliato e politicamente autolesionista: la sicurezza è un diritto sociale, perché la paura colpisce più duramente i meno abbienti.
È tempo che il centro-sinistra “riformista” e liberale abbandoni le forme massimaliste ed ideologiche pregiudiziali e si riappropri di questo tema con un approccio concreto e moderno e visibile.
Lo Stato deve garantire uomini, mezzi e norme certe alle forze dell’ordine.
La tolleranza eccessiva verso chi delinque mina la fiducia dei cittadini e scoraggia chi rispetta la legge.
Il Comune, dal canto suo, deve agire con fermezza e umanità: rafforzare la coesione sociale, contrastare il degrado, gestire l’integrazione dell’immigrazione regolare e combattere con decisione quella illegale.
Positiva la realizzazione del nuovo comando della Polizia Locale in via IV Novembre, in un’area delicata come la stazione, che abbiamo difeso e sostenuto pubblicamente con forza alla pari della presenza dell’Esercito in Stazione: un passo concreto nella giusta direzione da parte del Sindaco Marco Massari, che rafforza il presidio del territorio e la collaborazione con le altre forze di sicurezza.
Sicurezza e immigrazione sono spesso intrecciate.
L’immigrato regolare può e deve essere una risorsa per la comunità, ma il suo legittimo desiderio di riscatto deve corrispondere a rispetto delle leggi e delle regole. Non si devono creare zone artificiali che riproducono i paesi di origine che alimentano isolamento e la creazione di società nella società, con il rischio di derive pericolose”.
“In questo senso, la proposta di legge regionale di Azione Emilia Romagna che prevede la formazione professionale nei Paesi di origine degli immigrati, già accolta dal Presidente Michele de Pascale e inserita nel programma di coalizione, rappresenta una via “riformista” a nostro avviso intelligente e concreta: crea competenze prima dell’arrivo in Italia, risponde al fabbisogno di manodopera delle nostre imprese e riduce il rischio di marginalità e degrado”.
Conclusione: “La sicurezza è libertà e la libertà è il primo valore della cultura riformista.
Serve più Stato quando occorre garantire la legge e più Comune quando bisogna prevenire il disagio.
Serve meno ideologia e più responsabilità, perché la sicurezza è una condizione essenziale della convivenza civile e della giustizia sociale.