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L’amianto ex Unipeg, un affare che scotta
Il Comune conferma il ricorso Inalca
e chiama in causa finanziarie e mondo coop

8/11/2025 – Con una nota diffusa ai media in serata, il comune di Reggio Emilia ha confermato – come anticipato ieri da Reggio Report – che la società Inalca del gruppo Cremonini ha depositato ricorso al Tar di Parma contro le ordinanze del sindaco Massari che le hanno imposto le bonifiche dai residui di amianto diffusi sulla città a seguito dei disastrosi incendi avvenuti nel polo ex-Unipeg di via Due Canali.

Risulta che Inalca abbia chiesto al Comune un risarcimento di 400 mila euro, su cui dovrà pronunciarsi il giudice amministrativo. Ciò perché, a quanto trapelato sul ricorso, l’amministrazione comunale avrebbe clamorosamente sbagliato indirizzo imponendo la bonifica all’affittuario dell’area, ma non al proprietario, vale a dire le società di leasing con la Sirio quale contraente che a sua volta aveva affittato a Inalca le aree oggi ridotte a un cumulo di macerie.

Il Comune, con la stessa nota, precisa di aver ricevuto pochi giorni fa la notifica del ricorso Inalca e “dopo gli opportuni accertamenti legali, di aver deciso di autorizzare a resistere al Tar contro il ricorso”.

E aggiunge: “Tutte le azioni intraprese dall’amministrazione sono state finalizzate – come ribadito più volte – a tutelare i cittadini reggiani, e riteniamo pienamente legittimi tutti i provvedimenti adottati, che sono stati rivolti sia all’affittuario sia al proprietario dell’area, ognuno per le proprie competenze”.

La Giunta Massari recrimina sul fatto che “il ricorso di Inalca arriva inaspettatamente in un momento in cui era in corso una complessa interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti, per avere riscontro circa gli adempimenti a loro carico”.

Per dirla il termini schietti, l’azione di Inalca viene vissuta come uno smacco nel gruppo di comando che ruota intorno al sindaco Massari (maliziosamente definito “cerchietto magico“) e in particolare dal capo di gabinetto Marco Pedroni, già presidente di Coop Italia e autorevole esponente proprio di quel mondo cooperativo che aveva ceduto in affitto il polo Unipeg/Unibon a Inalca/Cremonini, e che a suo tempo decise di non procedere alla bonifica dei capannoni dall’amianto.

Palazzo Civico conta comunque di mantenere un canale di trattativa: “Un incontro formale con la proprietà e i conduttori (rispettivamente Sarda Leasing con Fin4Coop e Sirio) e il gestore responsabile nonché affittuario (Inalca) verrà infatti convocato nei prossimi giorni per chiarire le posizioni reciproche ed esaminare le risultanze delle analisi che entrambi – su mandato esplicito dell’amministrazione e dell’azienda sanitaria – hanno fatto redigere sullo stato di mantenimento dell’amianto all’interno dello stabilimento”.

Per chiarezza, Sardaleasing è la società del gruppo Bper che ha finanziato Inalca/Cremonini, mentre Fin4Coop è il nuovo nome assunto lo scorso anno dal Ccfs, la storica “banca interna” di Legacoop Reggio Emilia che opera in dimensione nazionale.

Il complesso di via Due Canali distrutto (video dei Vigili del Fuoco)

Di fronte a questa folla di interlocutori chiamati in causa nel disastro di via Due Canali, si capisce perché il Comune sino ad oggi (o meglio, sino a quando Reggio Report non ha rivelato la richiesta risarcitoria di Inalca) abbia fornito informazioni col contagocce, tenendo al ripari gli “amici” politici del mondo coop e anche la grande banca modenese che ha in Unipol l’azionista principale.

E infatti la giunta Massari tradisce un evidente imbarazzo per le mancate comunicazioni alla città, tanto da giustificarsi affermando che i dati e i chiarimenti attesi costituiscono “i prerequisiti minimi per poter fornire informazioni complete e trasparenti alla cittadinanza e al consiglio comunale”.

Tuttavia che Fin4Coop fosse il glorioso Ccsf e che nel Polo Inalca-Quanta operasse una filiazione del sistema coop (Quanta) erano notizie ampiamente disponibili, su cui si è fatto calare il silenzio istituzionale e mediatico.

Sia come sia, la nota nel finale è perentoria. La giunta Massari si veste di carattere, indossa l’elmetto e lancia segnali di guerra: “L’amministrazione procede secondo la normativa – conclude – esattamente come ha fatto per le bonifiche esterne all’impianto in cui si è fatta carico di costi che non le competevano ma sostituendosi, come previsto dalla legge, al responsabile inadempiente. 

Continueremo a lavorare per far completare la bonifica dell’area il prima possibile ai soggetti responsabili, intraprendendo tutte le strade necessarie. Non è questo ricorso a cambiare l’impostazione del percorso già avviato che prevede tutti i passaggi necessari anche di informazione alla cittadinanza”. Sarà, ma la promessa di intraprendere “tutte le strade necessarie” appare come una risposta bellicosa, a questo punto inevitabile, a Inalca, a Cremonini e al sistema coop. Intanto i cittadini aspettano una bonifica totale e certa dell’area e dei quartieri circostanti, mentre i lavoratori Inalca si preparano a un Natale da Licenziati.

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