16/11/2025 – Tre province – Bologna, Parma e Reggio Emilia – nella Top Ten e altre quattro – Modena, Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna – nelle prime venti in classifica. Piacenza e Ferrara al 32° e 36° posto.
E’ il bilancio delle province dell’Emilia-Romagna nel rapporto Qualità della Vita 2025 realizzato da Italia Oggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e giunto alla 27ma edizione. Il rapporto è stato reso noto oggi nell’edizione web (https://qualitadellavita.italiaoggi.it/)



Indagine che vede Bologna al terzo posto assoluto, in Italia, dietro Milano, prima e Bolzano, seconda.
Nel dettaglio, su 107 province esaminate, il capoluogo dell’ Emilia-Romagna ha raccolto 915 punti guadagnando una posizione rispetto alla classifica del 2024.
La provincia di Parma con 815 punti si è classificata nona, salendo di una posizione sul 2024, mentre balza al decimo posto Reggio Emilia, con 814 punti avanzando di 9 posizioni sull’anno precedente.
Fuori dalla Top Ten, Modena è risultata 11ma con 810 punti e 6 posizioni guadagnate; Rimini, 12ma con 807 punti e 21 posizioni guadagnate; Forlì-Cesena 13ma con 799 punti e 3 posizioni guadagnate. Perde tre posizioni Ravenna, ora 14ma in classifica mentre Piacenza guadagna 14 posizioni e sale al 32mo posto. Ferrara scende di 9 posizioni ed è 36ma.
REGGIO EMILIA: LE CLASSIFICHE PARZIALI
La città del Tricolore e la sua provincia guadagnano 9 posizioni sul rapporto 2024. Il balzo nella Top Ten, dietro a Parma e davanti a Modena (11° posto), è spinto dalla migliori posizioni guadagnate nelle classifiche Sicurezza (+43 posti!) e Istruzione, che compensano gli arretramenti pesanti che il rapporto registra a proposito di Lavoro, Reddito e Salute. Su quest’ultimo dato (arretramento di 11 posizioni) pesa l’introduzione di nuovo parametro relativo all’impatto della mobilità dei pazienti da fuori regione, su cui il presidente De Pascale ha aperto una campagna solo pochi giorni fa.
Ma ecco la provincia di Reggio Emilia nelle classifiche parziali 2025
Ambiente: 4° posto nella classifica nazionale, -1 posizione rispetto al 2024;
Istruzione: 12° posto. +25 posizioni rispetto al 2024;
Lavoro: 36ma posizione, -14 sul 2024;
Popolazione: 10ma posizione, +6 sul 2024;
Reddito: 18° posto, – 12 sul 2024;
Salute: 89° posto, con la perdita di 11 posizioni;
Sicurezza; 31° posto, +43 posizioni rispetto al 2024;
Turismo: 70° posto, -4 posizioni.
LE POSIZIONI PERSE E GUADAGNATE DA REGGIO EMILIA
Milano conquista nuovamente il primo posto, con ottimi risultati nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, seguita da Bolzano e Bologna, nell’Indagine annuale sulla qualità della vita 2025 nelle province italiane, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, giunta alla 27ª edizione.
Rispetto alla classifica dello scorso anno, per Milano e Bolzano si tratta di una conferma, mentre migliora Bologna che sale di una posizione. Due passi indietro, invece, per Monza e della Brianza, mentre si segnala un significativo avanzamento in graduatoria di Rimini e Ascoli Piceno, rispettivamente al 12° e 15° posto, con oltre venti posizioni guadagnate rispetto al 2024. Ancora in fondo alla classifica Caltanissetta (107ª), preceduta da Crotone (106ª), che scende di cinque posizioni in un anno e Reggio Calabria (105ª), che invece conquista un posto. Da rilevare, in negativo, Foggia, che passa dalla 93ª alla 104ª posizione in classifica, Pordenone dalla 9ª alla 23ª e Gorizia dalla 26ª alla 52ª.
LE ULTIME DODICI PROVINCE IN CLASSIFICA
Lo studio sulla qualità della vita 2025
Lo studio si articola in nove dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, turismo intrattenimento e cultura, che hanno permesso di indagare in maniera approfondita i molteplici aspetti relativi alla qualità della vita a livello locale. Le 107 province italiane sono state classificate in 5 cluster(Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania, Metropoli), ottenendo così una fotografia più dettagliata delle specificità territoriali.
La qualità della vita nel 2025 è risultata buona o accettabile in 60 province su 107. Si tratta di un valore inferiore a quello registrato negli ultimi anni e quindi indicativo di un peggioramento.
Resta il divario tra province del Centro-Nord e Sud e Isole
L’indagine conferma anche per il 2025 la frattura esistente tra il Centro-Nord e l’Italia meridionale e insulare. Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, restano significative aree di disagio sociale e personale. La qualità della vita nelle province del Nord-Ovest risulta in leggero arretramento (19 province su 25 sono nei due gruppi di testa – qualità buona e accettabile – 2 in meno rispetto alla passata edizione). Una situazione opposta caratterizza il Nord-Est, mentre nell’Italia centrale si registra un lieve miglioramento. Per le province dell’Italia meridionale e insulare, soltanto L’Aquila si classifica nel gruppo 2 (qualità della vita accettabile), contro le due (Pescara e Teramo) censite lo scorso anno.
Affari e lavoro
Gli indicatori della dimensione “Affari e lavoro” riportano informazioni sul mercato occupazionale, sulle imprese, sull’importo dei protesti per abitante e sulla incidenza di startup e Pmi innovative. Bolzano si classifica al primo posto come nelle tre passate edizioni, seguita da Firenze (che si trova al quarto posto) e che scala ben 16 posizioni rispetto allo scorso anno. A seguire Prato, Padova e Trento. In coda alla classifica troviamo esclusivamente province dell’Italia meridionale e insulare: Agrigento, Siracusa e Napoli.
Ambiente
La dimensione dell’ambiente è articolata in due sottodimensioni: quella negativamente associata alla qualità della vita comprende indicatori di impatto ambientale, mentre nella sottodimensione positiva figurano anche variabili il cui andamento può essere messo in relazione con le azioni degli amministratori locali.
È ancora Bolzano in vetta: apre la classifica della qualità ambientale, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Nelle 19 posizioni di testa figurano 6 province del Nord-Ovest; 12 province del Nord-Est e Macerata in rappresentanza dell’Italia centrale. In coda si confermano anche per il 2025 Palermo e Catania.
Reati e sicurezza
Ascoli Piceno apre la classifica della dimensione relativa a reati e sicurezza, scalando dieci posizioni rispetto allo scorso anno. Seguono nell’ordine Oristano, Potenza, Matera e Treviso.
L’analisi dei risultati rilevati in questa e nelle passate edizioni denota una sostanziale stabilità del quadro relativo alla sicurezza. Infatti, anche quest’anno le province in cui la sicurezza è risultata buona o accettabile ammontano a 65, dato in linea con quello delle ultime sette edizioni dell’indagine, un risultato quindi stabile nel tempo e molto positivo. In coda troviamo Roma, Trieste, Firenze e, ultima, Milano.
Sicurezza sociale
Per il 2025, nella dimensione della sicurezza sociale sono stati sostituiti 5 dei 12 indicatori in cui si articola. È subentrato il dato relativo ai NEET (percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi di istruzione o formazione, né nel mondo del lavoro). Al posto dei 4 indicatori rimossi troviamo: omicidi stradali ogni 100 incidenti stradali, dai morti per abuso di alcol per 100 mila abitanti, dai morti per abuso di sostanze stupefacenti per 100 mila abitanti e, infine, dall’indice di affollamento carcerario. La provincia che quest’anno apre la classifica è Ascoli Piceno, seguita da Lodi, Prato, Siena e Ragusa, mentre chiude quella del Sud Sardegna.
Istruzione e formazione
Sono 6 gli indicatori della dimensione Istruzione e formazione: tasso di partecipazione alla scuola dell’infanzia, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni in possesso di un diploma di istruzione secondaria superiore, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 39 anni con laurea o altri titoli, percentuale di persone di età compresa tra 25 e 64 anni coinvolte in attività di formazione permanente e la percentuale di studenti in possesso di adeguate competenze numeriche e alfabetiche. Apre la classifica Bologna, confermando il piazzamento delle passate due edizioni dell’indagine. A seguire Milano, due province del Nord-Est, Udine e Trieste, e Ascoli Piceno in rappresentanza dell’Italia centrale. Chiudono Caltanissetta e, ultima, ancora una volta, Crotone.
Popolazione
La struttura di questa dimensione di analisi è stata profondamente modificata nel 2022, con l’eliminazione della densità demografica; la sostituzione del numero medio di componenti del nucleo familiare con il numero medio di figli per donna; l’inserimento di 5 nuovi indicatori. Bolzano si conferma al primo posto, risultato che si ripete da undici anni a questa parte. A seguire si classificano nel gruppo di testa Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. In ultima posizione Sud Sardegna e Oristano.
Sistema salute
A partire dal 2025, accanto alle sottodimensioni dei posti letto in reparti specialistici e della dotazione di grandi apparecchiature diagnostiche, è stata inserita la sottodimensione degli indicatori di attività ospedaliera, che tenta di catturare l’impatto della mobilità ospedaliera extraregionale sul sistema ospedaliero provinciale e la sua attrattività. Ancona apre la classifica, migliorando il terzo posto già conseguito lo scorso anno, seguita da Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. Chiude la classifica la provincia del Sud Sardegna, che peggiora di una posizione.
Turismo
Nella nuova dimensione turismo, intrattenimento e cultura apre la classifica Bolzano, seguita da Trieste, Rimini, Roma e Livorno. Nel gruppo di testa sono comprese 17 province, contro le 14 censite lo scorso anno. Vi figurano, tra le altre, Milano, Imperia, Verona, Venezia, Gorizia, Ravenna e Forlì-Cesena, Firenze, Grosseto, Lucca. Chiude la classifica Enna.
Reddito e ricchezza
A partire dalla presente edizione dell’indagine, la ricchezza matrimoniale pro capite è stata sostituita dai valori immobiliari (sottodimensione positiva), ed è stato inserito un nuovo significativo indicatore, rappresentato dal costo al mq per l’affitto di un immobile residenziale. Milano apre la classifica confermando i risultati ottenuti nelle cinque passate edizioni. A seguire nel gruppo di testa troviamo Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna. Chiude la classifica, come nelle sei passate edizioni, la provincia di Crotone.
IL COMMENTO DEL SINDACO DI REGGIO EMILIA MARCO MASSARI
“L”ingresso di Reggio Emilia nella top ten delle città italiane con un incremento di nove posizioni rispetto al passato, rappresenta un risultato frutto del lavoro della intera comunità della nostra provincia, in tutte le sue articolazioni – pubbliche, private, associative – e che ha radici nella tutela dell’ambiente, negli investimenti in mobilità sostenibile, nel miglioramento dei livelli di istruzione, in una rete di servizi alla persona capace di intercettare le fragilità e i disagi.
Tra i numerosi indicatori analizzati segnaliamo i buoni risultati ottenuti per quanto riguarda i tassi di occupazione giovanile e per le basse percentuali di NEET (Not in Education, Employment or Training) che indica i giovani (solitamente tra i 15 e i 29 anni) che non sono né occupati, né impegnati in un percorso di istruzione scolastica o universitaria, né in formazione professionale.
Su altri indicatori vi sono ampi margini di miglioramento: meritano certamente attenzione i dati riguardanti i reati contro la persona e contro il patrimonio, che si attestano grosso modo in linea con la media italiana, mentre ancora troppi sono gli infortuni sul lavoro e preoccupa anche la perdita progressiva di ricchezza e reddito che, pur restando superiori alla media nazionale, vivono una flessione. Anche per quanto riguarda la salute, alcuni indicatori devono farci riflettere, tra cui il basso numero di posti letto ospedalieri ogni 100mila abitanti, che merita un’analisi più approfondita.
Ad ogni modo, ciò che emerge in modo chiaro è che quasi tutti i territori dell’Emilia Romagna rientrino nella prima parte della classifica, a testimonianza di una Regione in cui gli investimenti sono orientati verso lo sviluppo sostenibile, per il mantenimento degli standard di qualità del vivere e per il sostegno delle persone più fragili”. (Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia).
Carlo Menozzi
17/11/2025 alle 08:13
Ma sono del mestiere questi? (cit.)
Che dice?
17/11/2025 alle 10:15
Credo che piuttosto possano essere policamente schierati…
Ma de che?
17/11/2025 alle 10:10
Chi crede ancora a queste baggianate?