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Il sindaco manda squadre di agenti e paramedici
“Mi madre di 89 anni strappata da casa e ricoverata contro la sua volontà”
La denuncia di Salvatore Occhiuto: “Trattati come criminali, volevano sfondare la porta”

DI SALVATORE OCCHIUTO*

22/11/2025 – “Non mi è mai piaciuto parlare di questioni personali ma in questo caso è giusto raccontare gli eventi del pomeriggio, accaduti qui a Reggio Emilia dove viviamo. . Mia madre, 89 anni, da 6 mesi è bloccata a letto con piaghe di decubito, medicata a domicilio dall’assistenza infermieristica locale.

Ai primi di novembre per un inesistente frattura al femore, il medico di base l’ha costretta in autoambulanza a recarsi al pronto soccorso per sottoporsi ai raggi che una struttura privata con identiche apparecchiature si è rifiutata di fare domicilio, malgrado sia una routine di servizio.

Salvatore Occhiuto

Dopo 11 ore al pronto soccorso entrata ore 12,08 uscita 23,14 è stata ricoverata nel reparto di medicina per infezione urinaria. Un ricovero probabilmente consigliato dal medico di base.

Dopo 3 giorni è tornata a casa massacrata nel corpo e soprattutto nello spirito.

A casa viene assistita con costante attenzione dal sottoscritto che dopo l’operazione errata al tallone destro da due anni esce poco, e spesso con il bastone, per problemi di mobilità. Ma al contrario della gente comune che ha sofferto la reclusione ai tempi di pandemia, da sempre sono abituato a stare in casa e seguire il mondo attraverso le moderne tecnologie.

Mia madre ha dolori al ginocchio, al piede sinistro, alla schiena, però mangia 5 volte al giorno, beve tantissimo, legge, guarda la tv, urina e ultimamente ha avuto diarrea a causa del ricovero dove i pasti prevedevano cibi liquidi a base di formaggio e latticini.

Un particolare che mi ha sorpreso perché soffrendo da 30 anni di colon irritabile e infezioni urinarie devo evitare tali alimenti oltre ad insaccati, dolci, latte, burro, formaggio, pesce, verdura etc. Non è un problema poiché sono consapevole di cosa posso mangiare.

Questo pomeriggio il medico di base mi ha telefonato affermando che era necessario un nuovo ricovero che tuttavia mia madre ha rifiutato dopo il massacro del precedente ricovero. Inoltre mia madre aveva firmato una dichiarazione a settembre, redatta dall’avvocato, in cui esprime la volontà di essere curata a casa e di morire a casa sua.

56 minuti dopo la telefonata del medico, abbiamo subito un’aggressione senza precedenti come neanche i peggiori criminali o chi occupa case ha mai ricevuto.

Nonostante l’intervento dell’avvocato e sotto la minaccia dello sfondamento della porta di casa, 6 agenti della polizia locale, che altrove sarebbero più utili, e 8 paramedici tra cui il medico del 118 hanno strappato con arroganza, violenza, cattiveria mia madre da casa contro la sua volontà per portarla in ospedale con un ASO firmato dal sindaco (sarà sua la firma?) e minacciando il sottoscritto di un medesimo provvedimento.

Durante l’interlocuzione di 84 minuti in quanto mia madre non voleva lasciare la sua casa hanno lasciato aperto la porta di casa e le finestre della scala con l’odierna temperatura rigida.

Questo è il decantato modello della sanità emiliana trattare una donna anziana di 90 anni come una delinquente.

P.S. Se fossi il sindaco anche se ex medico non avrei firmato un provvedimento basandomi su un’unica voce. Comunque qualcuno risponderà delle azioni eseguite, perché ad ogni azione corrisponde una reazione”.

(*Salvatore Occhiuto, giornalista)

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2 risposte a Il sindaco manda squadre di agenti e paramedici
“Mi madre di 89 anni strappata da casa e ricoverata contro la sua volontà”
La denuncia di Salvatore Occhiuto: “Trattati come criminali, volevano sfondare la porta”

  1. Bea Rispondi

    23/11/2025 alle 07:45

    PAZZESCO

  2. Valeria Rispondi

    24/11/2025 alle 15:15

    Nella lettera non è stata chiarita la diagnosi che ha scatenato una così tempestiva e improrogabile richiesta di ricovero. Una patologia gravemente infettiva e mortale o una patologia che poteva essere curata anche a casa? Tutti gli anziani vorrebbero morire nella propria casa e con accanto i propri figli, ma a volte ci sono patologie che possono esser trattate solo in ospedale, non solo per la somministrazione di antidolorifici potenti, ma anche per le improvvise e orribili conseguenze, che getterebbero nel panico anche gli stessi familiari. Non è facile morire a casa, come non è facile neppure affrontare le complicanze di un parto organizzato in casa. La brutalità di un ricovero forzato si poteva evitare spiegando meglio ogni motivazione agli interessati.

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