7/11/2025 – Non un comportamento “da pazza”, ma “il comportamento di una persona debole e sola che ha avuto paura“.
Ha risposto così Chiara Petrolini, in un colloquio del 22 novembre 2024, alla domanda dei consulenti tecnici della Procura di Parma, Mario Amore e Domenico Berardi, su cosa penserebbe uno psichiatra di lei, sotto processo a Parma con l’accusa, da ergastolo, di aver ucciso i due figli neonati e averne seppellito i corpi i corpi nel giardino della villa di Vignale di Traversetolo.
Chiara, parlando con i professori, che sono stati sentiti lunedì al processo, espresse la speranza di rifarsi una vita: “Il mio sogno è fare la maestra alle elementari o al nido, sto studiando per quello“.
La giovane è difesa dall’avvocato Nicola Tria del foro di Reggio Emilia.
Secondo i consulenti della Procura il bambino partorito il 7 agosto 2024 è nato vivo: ha respirato e, forse, ha anche pianto. “Il primo vagito del neonato spesso corrisponde al primo atto respiratorio», ha spiegato il consulente Bugelli. Le analisi, ha aggiunto, £hanno confermato che ci sono stati più atti respiratori”. Il neonato sarebbe morto quattro o cinque minuti dopo il taglio del cordone ombelicale con un taglio che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato eseguito dalla madre con un paio di forbici mai ritrovate. La causa del decesso, secondo il medico legale, è stata lo shock emorragico.
Invece per primo figlio, un feto a termine alla quarantesima settimana di gestazione, partorito a maggio 2023 e i cui resti scheletrici sono stati rinvenuti nel giardino della villetta solo settembre 2024, Bugelli ha precisato che una causa certa del decesso non potrà mai essere stabilita.
Nei colloqui con gli psichiatri nominati dalla Procura di Parma, Chiara Petrolini ha raccontato di aver sognato se stessa che spingeva una carrozzina con due bambini. La ragazza ha anche raccontato ai due specialisti di aver sepolto i bambini nel giardino di casa, per tenerli vicino a sé. “Nelle gravidanze è entrato in gioco qualcosa di potente che l’ha resa felice. Forse non era mai stata felice. Quando Chiara era incinta era felice e si vedeva mamma, poi però non considerava il parto“, ha detto Domenico Berardi, altro consulente della pubblica accusa.
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Lex
07/11/2025 alle 09:25
I piagnistei devono finire.
Purtroppo molta gente è condizionata da questa mentalità della ‘melina’, di retaggio cattolico, quando non ormai cattocomunista, che fa danni atroci, anche in senso sociale.
Credo che la ragazza debba innanzitutto pagare pesantemente per i suoi crimini e imparare a stare da sola, meditando parecchio.
Mai capito inoltre perchè sta a casa invece che in carcere.
Quello che racconta inoltre, sogni ed altro, chi mi dice che non siano solo balle, proprio per vittimizzarsi a dovere e convenienza?