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Credem in corsa per Cr Asti sfida in campo aperto Banco Bpm

5/11/2025 – Si allunga la lista dei pretendenti per la Cassa di Risparmio di Asti. Oltre a Banco Bpm, anche il Credem è interessato all’istituto di credito piemontese, che ha come primo azionista l’omonima fondazione con una quota del 31,8%.

La banca con sede centrale a Reggio Emilia, fra le più solide a livello europeo, è interessata a una fusione e sta dialogando con Equita, l’advisor dell’ente guidato dal presidente Livio Negro, per mettere le mani sulla maggioranza di Cr Asti. Per farlo ha posto come condizione un accordo anche con gli altri soci rilevanti dell’istituto, che sono le Fondazioni di Biella (12,91%) e Vercelli (4,2%), più Crt (6%).

Credem fa leva sulla stabilità del proprio azionariato, assicurato dalla presenza della famiglia Maramotti (attraverso Credemholding, primo azionista al 79,8%), ed è convinta che l’operazione possa creare valore nel tempo. Tanto più che il deal avrebbe solide basi industriali: non ci sono sovrapposizioni territoriali, quindi non è necessario cedere filiali, e l’operazione assicura economie di scala anche sulle fabbriche prodotto. Elementi che consentiranno agli emiliani di investire sul territorio, garantendo quell’attenzione alle comunità locali auspicata dalle fondazioni.

Per avere successo, però, Credem dovrà battere Bpm, che parte da una posizione di vantaggio in quanta socia di CariAsti col 9,9%. Nelle scorse settimane la banca guidata dal ceo Giuseppe Castagna ha presentato a Equita una manifestazione d’interesse, inizialmente smentita dalla fondazione di Asti ma confermata da più operatori del settore.

A fine 2024 l’ente piemontese aveva oltre l’80% del patrimonio e quasi il 75% dell’attivo investiti nella conferitaria. Quindi deve ridurre la partecipazione per rispettare il protocollo Acri-Mef che, anche nella versione aggiornata, impone di non superare la soglia del 44% dell’attivo concentrato negli istituti maggiori e del 39% in quelli minori. Per rientrare nei limiti la fondazione ha a disposizione tre anni.

Dalla città di Asti arrivano le maggiori pressioni sull’ente: il sindaco Maurizio Rasero (FI) ha chiesto che Comune e Provincia siano coinvolti sul futuro della Cassa piemontese. Trovare una quadra toccherà all’advisor Equita, ma di certo le diverse fondazioni guardano con attenzione alla possibilità di entrare in un gruppo bancario con una redditività più alta, in grado cioè di staccare cedole più generose da riversare poi sui rispettivi territori.

(fonte: milanofinanza.it)

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