22/11/2025 – Fragile, immatura, incapace di intendere e di volere perché si trovava in uno stato di dissociazione che ha caratterizzato le due gravidanze ed è divenuta “acuta e drammatica” al momento dei parti.
Questa è Chiara Petrolini secondo i consulenti psichiatrici nominati dalla difesa.
La descrivono così nelle conclusioni della relazione depositata a maggio, per l’udienza preliminare, dopo aver avuto colloqui nei primi mesi del 2025 con la ragazza di 22 anni di Vignale di Traversetolo (Parma), ora a processo per duplice omicidio premeditato e soppressione dei cadaveri dei due figli neonati, partoriti e morti a maggio 2023 e agosto 2024, e sepolti nel giardino della casa di famiglia.
A una conclusione opposta sulla capacità di Chiara erano arrivati invece gli psichiatri della Procura di Parma, sentiti nella scorsa udienza del processo, mentre è in corso la perizia con gli esperti scelti dalla Corte di assise che sarà decisiva per il dibattimento.
Per Giuseppe Cupello, Pietro Pietrini e Alessandra Bramante, nominati dall’avvocato Nicola Tria, difensore della 22enne, l’intera vicenda si struttura intorno a un impianto dissociativo, favorito da una personalità immatura e da un contesto familiare e relazionale carente, in cui l’esperienza della gravidanza non viene “mentalizzata” ma esclusa dalla coscienza.
Il mondo di Chiara per gli psichiatri, è fatto di ambivalenza. Per esempio la ragazza ha più volte detto di non aver mai preso in considerazione l’interruzione volontaria di gravidanza. Chiara, osservano gli specialisti, è affascinata dal mondo infantile, si sente gratificata dallo svolgere attività coi bambini (tanto da voler fare la maestra di asilo), non ritiene che siano un impedimento al raggiungimento dei propri obiettivi e al contrario arriva persino a immaginarsi madre: qui risiede il nucleo della fragilità psichica di Chiara che conduce all’ambivalenza dissociativa, frutto del disturbo della giovane.