8/11/2025 – “I dati registrati tra il 2022 e il 2024 riportano che ci sono criticità per l’AUSL di Reggio Emilia ha seri problemi sulla telemedicina, in particolare sul telecontrollo medico che in pratica non è mai partito. Un pessimo segnale se si pensa che su quel settore sono in corso importanti investimenti del PNRR Missione 6 e che telecontrollo medico e televisite sono utili oltre che a migliorare l’assistenza medica anche a diminuire gli accessi fisici nelle strutture sanitarie e a sfoltire le liste d’attesa”.
Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia in Regione, torna alla carica sui problemi di gestione dell’Ausl reggiana, dopo avere analizzato i dati del telecontrollo territoriale e ospedaliero e delle televisite erogate dalle aziende sanitarie territoriali dell’Emilia-Romagna.
“Sul telecontrollo medico, ovvero il controllo a distanza di un paziente da parte di un medico che monitora l’andamento clinico di patologie già diagnosticate, i dati sono i peggiori possibili: per il telecontrollo ospedaliero siamo allo “0” assoluto: nessuna prestazione è stata erogata nel triennio 2022-2024. E per quello territoriale praticamente lo stesso, con l’eccezione delle 19 prestazioni per la medicina generale erogate nel primo semestre 2022 – ha proseguito il consigliere regionale azzurro – Bene invece le televisite, le visite mediche da remoto tramite videochiamata su apposite piattaforme. In alcune specialità toccano i massimi picchi rispetto a tutte le aziende sanitarie territoriali con svariate migliaia di prestazioni. Ci sono comunque alcune specialità con scarsissime prestazioni o addirittura nessuna.”
“Certo si tratta di dati rilevati fino al dicembre 2024 che si spera siano migliorati nel corso del 2025 ma, tenendo conto delle disparità qui riportate , potrebbero essere indice di disorganizzazione interna dell’azienda.– ha concluso Vignali – Per questo con una interrogazione alla Giunta regionale non ho solo chiesto spiegazioni ma ho anche sollecitato soluzioni tempestive per far incrementare l’uso di queste prestazioni all’avanguardia e ancorché risolutive per molte criticità della sanità regionale.”