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Frode fiscale: sequestro per 1,4 milioni
a imprenditore calabrese di Reggio E.
E’ già in carcere per accuse di usura ed estorsione

18/11/2025 – Le Fiamme Gialle del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia – su disposizione della Procura reggiana e in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – hanno un sequestro di beni per 1,4 milioni di euro nella disponibilità di un imprenditore reggiano e  detenuti in valore sproporzionato al reddito dichiarato o all’attività economica svolta. Il sequestro è avvenuto nei giorni scorsi nei giorni scorsi con l’intervento degli Amministratori giudiziari appositamente nominati.

L’attività esecutiva trae origine da una serie di investigazioni di tipo economicofinanziario e patrimoniale eseguite dalle Fiamme Gialle reggiane, sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore già oggetto di indagini per frode fiscale nonché tratto in arresto per usura ed estorsione dal Gruppo della Guardia di Finanza di Reggio Emilia lo scorso marzo nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Ottovolante” e attualmente ancora detenuto.

L’imprenditore Giambattista Di Tinco, 48 anni, originario della Calabria, amministratore unico della Dg Service di Calerno (noleggio di furgoni e attrezzature per l’edilizia) è sotto custodia cautelare con l’accusa , fra l’altro, di aver applicato tassi usurari sino al 177%. Nel 2024 era già finito in carcere nell’ambito dell’operazione Minefield, a seguito di un’indagine che lo vedeva coinvolto per presunti reati di usura ed estorsione aggravata ai danni di un impresario campano in difficoltà economiche, che secondo le accuse avrebbe anche subito minacce e aggressioni fisiche.

I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno analizzato il tenore di vita e il patrimonio posseduto dall’imprenditore e dal suo nucleo familiare, esaminando le entrate dichiarate ai fini delle imposte sui redditi e le spese sostenute per gli acquisti di immobili, partecipazioni societarie e per il mantenimento del tenore di vita, “potendo così ricostruire la disponibilità di beni e risorse finanziarie ampiamente sproporzionata rispetto ai redditi ufficiali e all’attività economica lecita formalmente svolta, per un valore accertato nel corso delle investigazioni di circa 1,4 milioni di euro“.

Sulla base delle evidenze raccolte dai Finanzieri, la Procura della Repubblica ha potuto richiedere l’adozione di un provvedimento ablativo alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bologna che ha emesso un Decreto di sequestro anticipato, riguardante le quote di tre società riconducibili all’imprenditore e dei relativi compendi aziendali, i rapporti finanziari e un immobile residenziale nel territorio del comune capoluogo.

Il provvedimento è stato eseguito congiuntamente dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria e del Gruppo della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, unitamente agli Amministratori giudiziari nominati.

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